25 March 2019
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1991 - LO SPECCHIO DEGLI ITALIANI

1991 - LO SPECCHIO DEGLI ITALIANI

1991: I programmi dell'anno

E’ per tutto il mondo un anno difficile, che si apre con la Guerra del Golfo: i riflettori sono più ; che mai puntati sull’informazione e sull’attualità, e sulla capacità della televisione di seguire gli avvenimenti della realtà offrendo anche strumenti di comprensione ed approfondimento. Un compito che la rete ammiraglia assolve dando largo spazio a programmi centrati sulla materia viva della realtà del paese.

I dieci comandamenti all'italiana è uno di quei programmi televisivi che nascono per "tastare il polso" della società. L'autore, Enzo Biagi, sempre fortemente agganciato alla cronaca nell’affrontare gli argomenti più diversi, apre la serie con una puntata dal titolo provocatorio, mutuato dal primo comandamento della legge mosaica: "Io sono il Signore Dio tuo; non avrai altro Dio al di fuori di me". Con evidente riferimento ai ‘concorrenti’ che influenzano l'uomo d'oggi: denaro, successo, potere. Ospiti della trasmissione sono uomini di religione, politici, rappresentanti della cultura ed opinionisti, che si alternano nelle puntate per discutere dei fondamenti dell'etica nazionale.

Sullo stesso filone, la rete affronta contemporaneamente l'argomento da molteplici angolazioni, mandando in onda per la prima volta il film Francesco, realizzato da Liliana Cavani nel 1988 sul santo di Assisi e che Sergio Zavoli, nel suo contenitore Viaggio intorno all'uomo, propone come occasione di dibattito sui comportamenti umani. Gli altri film proposti da Zavoli nel suo appuntamento settimanale, giunto alla terza edizione, sono tutti centrati sull’universo giovanile.

Due modi di analizzare la società italiana, due stili diversi ma di pari efficacia: l'atteggiamento distaccato, quasi entomologico di Enzo Biagi, uso a sezionare gli argomenti con il bisturi della logica, e quello appassionato di Zavoli che sembra soffrire in prima persona lo scontro tra l'aridità dei tempi moderni ed il bisogno di ritrovare il senso della spiritualità perduta. Il consenso di pubblico per i due programmi va oltre ogni aspettativa.

La società vive una trasformazione influenzata, nei fatti, anche dai primi segni di una cultura diversa: quella dei paesi del terzo mondo, da cui provengono coloro che sbarcano clandestinamente in Italia. Felipe ha gli occhi azzurri è una miniserie che tratta, attraverso la storia di un bambino d'origine filippina, vittima di un traffico internazionale di minori, l'impatto dei clandestini con la realtà del paese.

Ancora una volta la rete, ricorrendo alle suggestioni della fiction, affronta con grande anticipo un fenomeno - quello dell'immigrazione - le cui dimensioni diventeranno, in seguito, ben più massicce. In perfetta aderenza con l’obiettivo di fornire al proprio pubblico, pur all’interno di una offerta generalista, momenti di scoperta, riflessione e coinvolgimento.

L’altro filone seguito dalla fiction proposta dalle rete, oltre a quello del forte contatto con la realtà, è quello delle grandi produzioni a sfondo storico e biografico, come Caterina regnò, biografia della grande Caterina di Russia e I misteri della giungla nera, ispirato alle avventure salgariane: occasioni di evasione sempre sorrette dalla grande qualità della realizzazione.

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