18 December 2018
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1979 - TRADIZIONE E IMPEGNO

1979 - TRADIZIONE E IMPEGNO

1979: I programmi dell'anno

E’ l’anno in cui prenderà le mosse la Terza rete, il 15 dicembre. La Rete 1 intanto conferma le sue linee editoriali proseguendo sulla strada dell’intrattetrattenimento, degli sceneggiati e dell’informazione.

Due come noi è la nuova rivista del sabato sera. Meno rutilante rispetto ai programmi tradizionali del fine settimana, si basa su una formula di contrapposizione tra il nord, che ha il suo campione in Ornella Vanoni, ed il sud, rappresentato da Pino Caruso. Quest'ultimo si esibisce in esilaranti monologhi sugli aspetti più caratteristici della mentalità meridionale.

Un altro filone d'intrattenimento è quello dei quiz a premi. Mike Bongiorno, visto il successo di Scommettiamo?, prosegue sulla strada della rievocazione ripescando nel passato anche il mitico Lascia o Raddoppia?. Schema aggiornato ma che ricalca, senza incertezze, quello tradizionale. Pone l'accento sul legame con la prima serie anche la presenza della valletta Patricia Buffon, figlia di Edy Campagnoli che aveva affiancato Mike 25 anni prima.

La tendenza a legarsi al filo con i programmi migliori degli anni precedenti appare vincente; e così nasce Fantastico, il nuovo programma erede di Canzonissima. Torna così alla tradizionale collocazione del sabato sera la Lotteria di Capodanno. La struttura dello spettacolo è fondamentalmente la stessa, ma a condurlo è ora Loretta Goggi che, da attrice consumata, si esibisce in imitazioni dei personaggi più noti dell'epoca.

RaiUno, però, non è solo intrattenimento spensierato ma anche impegno. Il veicolo migliore per i temi di maggiore valore civile sono gli sceneggiati, dotati di un'indubbia capacità di coinvolgere l'attenzione del pubblico a livello emotivo. Ne vengono realizzati diversi, ma l'evento dell'anno è Holocaust, una produzione statunitense di gran livello che narra, grazie all'intensa Meryl Streep, la tragedia degli ebrei in Europa e del popolo tedesco.

Tra gli sceneggiati realizzati ‘in casa’ si distingue, per la rigorosa aderenza al libro di Robert Stevenson, Il Signore di Ballantrae. In cinque puntate, Anton Giulio Majano racconta le vicende dei due fratelli mossi l'uno contro l'altro da un odio insopprimibile, nella Scozia del Settecento. Il regista conclude così il progetto avviato anni prima con l'adattamento televisivo di altre due opere dello stesso autore, L'isola del tesoro e La freccia nera. Da citare anche per la regia di Giacomo Battiato la produzione di Martin Eden, dal capolavoro di Jack London.

Un'altra perla di RaiUno è nel 1979 L'Albero degli zoccoli. Il regista Ermanno Olmi lo ambienta nel bergamasco alla fine dell’Ottocento e utilizza attori non professionisti per realizzare un affresco della comunità contadina.

Enzo Biagi continua a rimanere il punto di riferimento nel campo dell'informazione. Se l'anno precedente aveva presentato agli italiani la Francia, questa volta si sposta oltremanica. Con Made in England il pubblico può gettare uno sguardo sulla società inglese, descritta e spiegata con la consueta semplicità.

Maurizio Costanzo prosegue con un talkshow che segue la falsariga di Bontà loro e Acquario. La sua ultima creatura, Grand'Italia, conta sulla diversità degli ospiti per vivacizzare le puntate. Tra gli opinionisti di riguardo, invitati per l'occasione, anche esponenti del jet set calati negli improbabili ruoli di camerieri in servizio al bar grand'Italia. Celebre la famosa domanda di rito che concludeva le interviste: cosa c'è dietro l'angolo?

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