La collezione del Museo attraversa oltre due secoli di storia della comunicazione: dagli esordi della telegrafia alle più recenti evoluzioni della radio e della televisione. Apparati storici funzionanti, costumi di scena, arredi televisivi e contenuti audiovisivi emozionali compongono un percorso unico nel suo genere, vivo e accessibile a tutti.
Appena entrati, il viaggio si apre nel mondo dell’infanzia: l’Albero Azzurro e Dodò accolgono il visitatore invitandolo a entrare nel Fantabosco tra alcuni indimenticabili personaggi della Melevisione: i mitici Tonio Cartonio e Milo Cotogno, Lupo Lucio e Strega Varana.
L’ingresso alla sala museale è custodito da una versione inedita, futuristica e al contempo malinconica, di Adriano Celentano con un suo abito di scena del 1964.
Da qui si ascolta il leggendario Uccellino della Radio, l’ingranaggio misterioso che dagli anni Trenta scandisce l’apertura delle trasmissioni radiofoniche.
Le prime aree sono dedicate ai pionieri della comunicazione:
Il racconto prosegue con lo sviluppo delle valvole, fondamentali per la nascita della radio, e con l’eleganza dei primi apparecchi radiofonici degli anni Trenta, veri oggetti di design.
Il cuore emozionale del Museo emerge nell’area dedicata ai primi decenni della radio, dove sei apparecchi storici permettono, attraverso una consolle multimediale, di riascoltare momenti indimenticabili: dal primo annuncio radiofonico del 1924 alle parole di Corrado Mantoni “La guerra è finita, ripeto: la guerra è finita”, da Bandiera Gialla di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni alla vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio Italia-Spagna del 1982.
Gli storici microfoni Rai al centro della sala conducono verso il Museo On Air, lo studio televisivo attivo che ospita produzioni e collegamenti in diretta, arredato con le poltrone del programma I Migliori Anni condotto da Carlo Conti.
Il percorso continua con un omaggio a Piero e Alberto Angela e alla loro iconica astronave Noos, utilizzata nel 1998 in Viaggio nel Cosmo.
La storia della televisione trova spazio in una scenografia immersiva ispirata ad Arrivi e Partenze (1953–1955), con un giovane Mike Bongiorno.
Si parte dal prototipo elettromeccanico di John L. Baird per arrivare agli anni del bianco e nero, raccontati attraverso il raffinato TV Wundersen anni Sessanta, con filmati indelebili: le lezioni di italiano del maestro Manzi, la proclamazione di Papa Giovanni XXIII, lo sbarco sulla Luna.
La cabina del Rischiatutto è una delle attrazioni più amate: qui ogni visitatore può improvvisarsi concorrente in un’esperienza coinvolgente.
Il passaggio al colore è narrato attraverso l’abito indossato da Rosanna Vaudetti, una delle “Signorine Buonasera”, per il primo annuncio a colori in occasione delle Olimpiadi di Monaco 1972.
La magia continua con una consolle multimediale che attiva contenuti scelti dal visitatore su televisori di epoche differenti, dalla storia dei Festival di Sanremo all’abbraccio eterno di Raffaella Carrà. Accanto, i suoi magnifici abiti di Canzonissima 1971 e 1974, incorniciati da una delle foto più iconiche della TV italiana: Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Enzo Tortora e Corrado nel programma Sabato Sera del 1967.
A chiudere il percorso, una telecamera da studio in funzione riprende i visitatori “in TV”, prima di entrare nell’area La tua esperienza radiotelevisiva, dove tutti possono diventare conduttori, cantanti o cameramen.
La partnership con A.I.R.E. — Associazione Italiana Radio d’Epoca è fondamentale per mantenere vivi e funzionanti gli apparati storici del Museo, permettendo a ogni visitatore di incontrare non solo la storia, ma la sua voce viva.