25/08/2019
23/09/2012

Sotto un cielo di cemento
Bed & Bunker in Albania

STAMPA ESTERA - Il paese balcanico, diventato ambita meta turistica, conta centinaia di migliaia di bunker militari in disuso, eredità del periodo comunista. Un progetto di collaborazione con la Germania vuole trasformare i bunker in singolari ostelli per campeggiatori. Di Julia Stanek

Der Spiegel (Germania), 14 settembre 2012


Tale, 50 km da Tirana. 10 studenti universitari tedeschi e 10 albanesi sono al lavoro su un progetto unico: stanno convertendo un ex bunker militare in ostello-dormitorio a otto posti. Gli ospiti avranno l’opportunità di dare un'occhiata allo splendido paesaggio rurale attraverso la fessura che un tempo serviva per i fucili dei soldati e sognare sotto una cupola di cemento spessa un metro e trenta. Chissà che non si trovino a rivolgere un pensiero al dittatore che volle centinaia di migliaia di bunker come questo, trasformando l'Albania in uno dei Paesi più isolati del mondo. 

Negli Anni '70 e '80 del '900 il leader albanese comunista Enver Hozha fece costruire qualcosa come 750 mila bunker di cemento armato a forma di igloo; temeva che gli stranieri invadessero il paese – in caso di emergenza i bunker sarebbero serviti da rifugio per la popolazione o come punti di attacco militare contro ogni potenziale nemico. In pratica la materializzazione delle paranoie di un dittatore. 

Oggi Iva Shtrepi vuole riconvertire quella selva di cupole di cemento: la sua tesi di laurea, intitolata "Bunkerkunft", un gioco di parole col tedesco "Unterkunft" ("alloggio"), offre uno spunto alla nuova destinazione turistica europea per sfruttare in positivo la presenza sul territorio delle ex costruzioni militari: basta trasformarli in alberghi. Al momento il progetto sta riconvertendo solo un bunker, ma le cose potrebbero presto cambiare. 

Paesaggi che cambiano
A Markus Pretnar, il professore che ha seguito il lavoro della Shtrepi alla Facoltà di Scienze Applicate di Mainz, l'idea è piaciuta così tanto che ha voluto metter in pratica l'idea. Gli studenti dei suoi seminari hanno lavorato sullo spunto, cominciando a disegnare piantine e prendendo i primi contatti con le autorità albanesi. "La tesi si è trasformata in progetto di ricerca" dice Pretnar, che insegna design per interni. Sa perfettamente che l'Albania è diventata molto popolare tra i turisti: "Basta guardare cosa hanno fatto della costa adriatica, tanto in Albania quanto nel vicino Montenegro. Hanno costruito tanto, troppo e in fretta". 

Dal progetto tedesco-albanese dovranno prima di tutto beneficiare i residenti. Il primo bunker che gli studenti stanno trasformando in una accogliente stanza di ostello con parquet, letti, doccia e cucinotto, è solo un prototipo, ma se a chi viaggia col sacco a pelo piacerà, molti altri bunker potranno essere riconvertiti.  "Sono dappertutto" spiega Pretner. "Dalle Alpi albanesi alle riserve naturali, nelle città e sparsi nelle campagne". Ufficialmente i bunker sono di competenza del Ministero della Difesa, ma i diritti di sfruttamento sono stati ceduti a privati, proprietari del terreno su cui sorgono. Chi fosse interessato al progetto potrà sfruttare l'idea e adattare i bunker ai propri progetti, ma a due condizioni: dovrà citare le Università di Mainz e Tirana e dare i bunker-ostelli in gestione a un management locale. Il soggiorno nel "Bed & Bunker" dovrà costare meno di otto euro a persona a notte. 

"Sempre meglio di una tenda"
L'economia albanese non si è subito ripresa dopo la fine del comunismo nel 1990 e la popolazione ha sofferto molto durante la crisi del Kosovo della fine dello stesso decennio. Negli ultimi anni, però, i Balcani sono diventati una meta turistica molto apprezzata, visitata da gente da tutto il mondo. L'Albania, nello specifico, è particolarmente frequentata da turisti che viaggiano da soli.  "Vogliamo visitare Tirana e poi al mare e in montagna" dice Artur Schock, un giovane cicloturista berlinese in partenza con due amici. Saranno i primi ospiti del Bed & Bunker "praticamente sulla spiaggia, in una posizione splendida", spiega. "E comunque sempre meglio di una tenda".