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Le Befane

Beniamina Volò (Veronica Pivetti)
Maldestra, distratta e pasticciona, Beniamina è una Befana piena di difetti e debolezze. Se ha paura del buio ne ha più paura dei bambini. Se si mette in testa una cosa è più cocciuta di un asino. Sbaglia, ma quasi sempre per passione. È curiosa, altruista e coraggiosa. È goffa, buffa e maldestra. I suoi riccioli rossi e il suo strano abbigliamento la rendono unica e un po' comica. Viaggia in compagnia del suo pappagallo, Bogart e dell'inseparabile scopa.

Penelope Buonanotte (Lucia Poli)
Signora dall'aria sussiegosa e ieratica. Vestita di blu o comunque con colori notturni è la capo befana, colei che abita il castello Buonanotte, sede befanica per eccellenza. È la guida di Beniamina, una sorta di grillo parlante o, se vogliamo, di super-io. Giudice e censore, la Buonanotte esercita un ruolo di critica e di "formazione degli ideali" affinché Beniamina vesta con scioltezza e consapevolezza gli abiti della Befana.

Babbuccia Bucata (Veronica Pivetti)
È la pro-pro-zia di Beniamina, una sorta di alter ego. Iconograficamente è la Befana classica: naso adunco, porri, capelli bianchi e fazzoletto in testa. Babbuccia è una sorta di mentore "donatore" e più attivo di Penelope. È lei, infatti, che sostituisce Beniamina nel primo incontro con Coccarda. Occasione  che serve a puntualizzare i termini dell'ultima e decisiva sfida, fornendoci il set up dell'antagonista.

Coccarda Senzasogni (Lidia Biondi)
È l'antagonista per eccellenza, la cattiva, il nemico. È l'ombra, il lato oscuro. È la regina della prepotenza, colei che persegue tutte le scorciatoie. Coccarda è la psicosi che ci ostacola e che, lavorandoci dentro, ci annienta. È la cattiva abitudine, la non educazione, è la pretesa. Anche il suo aspetto lo dimostra. Veste di scuro e coltiva quest'oscurità nella sua persona e nell'ambiente che la circonda. E se Babbuccia può in qualche modo contaminarsi con Coccarda (pensando di "prenderci un the"), a Beniamina questo non è consentito. Beniamina e Coccarda sono il bianco e il nero, il paradiso e l'inferno. Coccarda userà il buio per contrastare l'avversaria, la quale avrà solo e unicamente nel "candore" che la contraddistingue, la luce per illuminare le zone d'ombra della sua antagonista.

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