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ANGELUS 4.0
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18-01-2026
"I CRISTIANI SIANO SEGNO DI UNITA' VISIBILE, DI PACE E GIUSTIZIA"
L'invito del Papa all'Unità dei Cristiani, a non cedere alla voglia di successo a tutti i costi e all'avidità. Il suo appello per la crisi umanitaria in Congo.
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11-01-2026
DIO NON GUARDA IL MONDO DA LONTANO
IL BATTESIMO DI GESU' RIVELA L'INFINITA BONTA' DI DIO
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06-01-2026
IL DONO È LA GIUSTIZIA DI DIO
"SI AFFERMI L'ARTIGIANATO DELLA PACE"
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06-01-2026
HOMO VIATOR: SIAMO VITE IN CAMMINO
CELEBRANDO L'EPIFANIA E LA CHIUSURA DEL GIUBILEO IL PAPA ANNUNCIA DIO CHE DIFFONDE IL PROFUMO DELLA VITA E L'IMPRESSIONE INCANCELLABILE CHE UN ALTRO MONDO È INIZIATO
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04-01-2026
SPERANZA, PACE, GIUSTIZIA E SOLIDARIETA'
Nell'ultimo Angelus prima della conclusione del Giubileo il Papa invita ad aver fede nel Dio della pace. Le preoccupazioni per la situazione in Venezuela e la preghiera per le vittime dell'incendio a Crans-Montanà
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22 GENNAIO
san vincenzo
Gennaio XXII
Vincenzo di Saragozza (Huesca,…- Valencia, 22 gennaio 304) fu un diacono spagnolo che morì martire nelle persecuzioni, è venerato come santo dalla Chiesa Cattolica e da quella Anglicana. Patrono di Lisbona, Valencia e Vicenza, dei viticoltori e dei naviganti. Le reliquie sono custodite nella cattedrale di Lisbona.
Secondo la tradizione più attendibile nacque a Huesca, alle propaggini dei Pirenei in Spagna, ma secondo alcuni racconti sarebbe nato a Saragozza.
Di nobile famiglia, figlio del console Eutichio e della matrona Enola, Vincenzo ricevette un’educazione di alto livello: destinato alle lettere, venne ben presto affidato dal padre a Valerio, vescovo di Saragozza, perché provvedesse alla sua formazione spirituale. Il vescovo lo nominò arcidiacono, considerandolo suo braccio destro ed affidandogli anche il compito di predicare in sua vece.
In quel tempo Diocleziano scatenava la persecuzione contro i cristiani; gli editti dell'imperatore imponevano la distruzione di edifici, libri e arredi cristiani; i cristiani che ricoprivano cariche pubbliche sarebbero stati esautorati e sottoposti a torture e tutti i sudditi dell'impero prima di compiere una qualsiasi azione pubblica dovevano offrire sacrifici agli dèi secondo la religione pagana.
In questo clima terribile il vescovo Valerio e l'arcidiacono Vincenzo non si sottrassero ai loro doveri continuando a testimoniare la loro fede e Daciano, il prefetto della provincia spagnola nella quale vivevano, ordinò il loro arresto. Dopo essere stati giudicati dal tribunale di Valencia furono fustigati, torturati ed infine uccisi.
Con l'avvento dell'imperatore Costantino, che si era convertito al cristianesimo, a Valencia veniva fu eretta una basilica in onore di san Vincenzo e sotto l'altare principale venivano composte le sue reliquie. In seguito all'invasione dei Mori, i cristiani di Valencia trafugarono il corpo del Martire per metterlo al sicuro in Portogallo, in una chiesetta fatta appositamente costruire in località del promontorio oggi detto Capo San Vincenzo. Finita la guerra contro i Mori, le spoglie furono imbarcate in una nave che fece rotta verso Lisbona. Giunto in città, il corpo venne deposto provvisoriamente nella chiesa di San Giusto e Santa Rufina e dopo qualche tempo, il 15 settembre 1173, venne traslato solennemente nella cattedrale. In ricordo vennero coniate delle monete.
Nel Martirologio si celebrano anche:
S. Anastasio il Persiano; SS. Francesco Gil de Frederich e Matteo Alonso de Leziniana.
