LEONE IN FRANCIA TRA FEDE E LAICITĂ€
Viaggio apostolico in Francia dal 25 al 28 settembre 2026Leggi >>
ANGELUS 4.0
-
11-10-2026
LEONE: SIATE PORTATORI DI VITA
L'annuncio di un intervento per rimuovere un nodulo al polmone: "mi affido alle vostre preghiere"
-
04-10-2026
SANARE LE DISCORDIE, COME SAN FRANCESCO
Nell'ottavo centenario della morte, un carisma che porta ancora frutto
-
20-09-2026
LA BONTA' DI DIO E' PER TUTTI
Leone chiede generosità per coloro che sono colpiti dalla grave crisi umanitaria in Somalia
-
13-09-2026
SOLO IL PERDONO LIBERA E RIPORTA LA LUCE
"Gesù ci ricorda che dono e perdono sono alla base della nostra esistenza" ha detto Papa Leone XIV commentando il brano odierno del Vangelo. Il ricordo e le preghiere per le vittime degli attentati dell'11 settembre di 25 anni fa negli Stati Uniti.
-
06-09-2026
PREVALGA LA CONCORDIA IN TUTTI I CONFLITTI DEL MONDO
Nuovo appello di Papa Leone per mettere fine alla violenza e l'auspicio affinchè i negoziati portino "frutti concreti e aprano lo spazio alla diplomazia". Nell'Angelus domenicale invita ad amare "il prossimo tuo come te stesso"
- Elenco completo
22 GENNAIO
san vincenzo
Gennaio XXII
Vincenzo di Saragozza (Huesca,…- Valencia, 22 gennaio 304) fu un diacono spagnolo che morì martire nelle persecuzioni, è venerato come santo dalla Chiesa Cattolica e da quella Anglicana. Patrono di Lisbona, Valencia e Vicenza, dei viticoltori e dei naviganti. Le reliquie sono custodite nella cattedrale di Lisbona.
Secondo la tradizione più attendibile nacque a Huesca, alle propaggini dei Pirenei in Spagna, ma secondo alcuni racconti sarebbe nato a Saragozza.
Di nobile famiglia, figlio del console Eutichio e della matrona Enola, Vincenzo ricevette un’educazione di alto livello: destinato alle lettere, venne ben presto affidato dal padre a Valerio, vescovo di Saragozza, perché provvedesse alla sua formazione spirituale. Il vescovo lo nominò arcidiacono, considerandolo suo braccio destro ed affidandogli anche il compito di predicare in sua vece.
In quel tempo Diocleziano scatenava la persecuzione contro i cristiani; gli editti dell'imperatore imponevano la distruzione di edifici, libri e arredi cristiani; i cristiani che ricoprivano cariche pubbliche sarebbero stati esautorati e sottoposti a torture e tutti i sudditi dell'impero prima di compiere una qualsiasi azione pubblica dovevano offrire sacrifici agli dèi secondo la religione pagana.
In questo clima terribile il vescovo Valerio e l'arcidiacono Vincenzo non si sottrassero ai loro doveri continuando a testimoniare la loro fede e Daciano, il prefetto della provincia spagnola nella quale vivevano, ordinò il loro arresto. Dopo essere stati giudicati dal tribunale di Valencia furono fustigati, torturati ed infine uccisi.
Con l'avvento dell'imperatore Costantino, che si era convertito al cristianesimo, a Valencia veniva fu eretta una basilica in onore di san Vincenzo e sotto l'altare principale venivano composte le sue reliquie. In seguito all'invasione dei Mori, i cristiani di Valencia trafugarono il corpo del Martire per metterlo al sicuro in Portogallo, in una chiesetta fatta appositamente costruire in località del promontorio oggi detto Capo San Vincenzo. Finita la guerra contro i Mori, le spoglie furono imbarcate in una nave che fece rotta verso Lisbona. Giunto in città, il corpo venne deposto provvisoriamente nella chiesa di San Giusto e Santa Rufina e dopo qualche tempo, il 15 settembre 1173, venne traslato solennemente nella cattedrale. In ricordo vennero coniate delle monete.
Nel Martirologio si celebrano anche:
S. Anastasio il Persiano; SS. Francesco Gil de Frederich e Matteo Alonso de Leziniana.
