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Dio mio
Il racconto spirituale ed umano di personaggi celebri


L'uomo in bianco
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16 MAGGIO

Il Santo  del Giorno
 

sant' ubaldo
 
MAGGIO XVI

Ubaldo Baldassini (Gubbio, 1084- Gubbio, 16 maggio 1160) è stato vescovo di Gubbio nel XII secolo. Il corpo del santo è custodito nella chiesa a lui dedicata a Gubbio, città di cui è Patrono.
Il nonno, capostipite della famiglia Baldassini,  si chiamava Pace e la nonna Prudenza. Ubaldo aveva una sorella, Sperandia. Non è nota con esattezza la data di nascita di Ubaldo, che si presume essere intorno al 1085. Alla morte del padre Rovaldo il giovane Ubaldo fu affidato allo zio, anch'egli Ubaldo, che lo avviò alla vita religiosa. I suoi biografi descrivono la sua disponibilità all'amicizia societate delectabilis, la sua benevolenza paciens super omnes. Studiò dai canonici di San Secondo e poi a san Marino ove si lamentò a causa della corruzione del clero e tornò a vivere nella città natia. Fu ordinato sacerdote nel 1114 e successivamente fu nominato canonico della cattedrale eugebina, ristabilendovi la disciplina ecclesiastica. Dopo l'incendio del 1125, si adoperò per la ricostruzione del duomo e dell'ospedale di Gubbio.
Uomo mite, ma determinato. Rifiutò il vescovado di Perugia ed il papa Onorio gli attribuì quello di Gubbio nel 1129. Come vescovo, a differenza di altri, evitava le pompe cerimoniose e i ricchi paramenti, era parco in tutte le cose e non facilitò i suoi parenti affidando loro cariche e vantaggi. Perdonò tutti i torti che subì, fresco di nomina, dagli eugubini non abituati ad un ecclesiastico un po' sui generis. Aiutò la cittadinanza durante l'assedio a Gubbio voluto da undici città rivali e trattò personalmente con Federico Barbarossa per evitare la distruzione della città.
Ubaldo venne colpito da una malattia insolita e repellente: il corpo si ricoprì di pustole dolorose che emettevano in continuazione un liquido sieroso, biancastro e maleodorante. In quello stato celebrò la sua ultima santa messa. Continuò fino alla fine i suoi doveri vescovili fino a quando chiese l’estrema unzione e morì all'alba del 16 maggio 1160. A causa del grande afflusso di fedeli, i funerali furono celebrati soltanto il quarto giorno dopo la morte e si moltiplicarono i pellegrinaggi che tutt'oggi continuano con immutata devozione. Canonizzato nel 1192 da papa Celestino III, il suo corpo riposa sul colle Ingino, nella chiesa a lui dedicata. Patrono di Gubbio, è festeggiato il 16 maggio. In suo onore si svolge la celebre Festa dei Ceri che si tiene il 15 maggio.
Sant'Ubaldo è particolarmente venerato e festeggiato (singolarmente con una manifestazione che prevede il rogo finale di tre pini, come tre sono i "ceri" che corrono in suo onore a Gubbio) anche nella città francese di Thann in Alsazia, nella cui collegiata è custodita una reliquia del santo.





 

Nel Martirologio si celebrano:
 

 

SS. Felice e Gennadio
A Uzal in Africa, ricordo dei SS. Felice e Gennadio, martiri.

SS. Fiorenzo e Diocleziano
A Osimo nel Piceno, ricordo dei SS. Fiorenzo e Diocleziano, martiri.

SS. Abdas, Ebedieso e compagni
In Persia, ricordo dei SS. martiri Abdas ed Ebedieso, vescovi, che furono uccisi in odio a Cristo assieme a trentotto compagni, sotto il re Sapore II.

S. Pellegrino
Nel villaggio di Baiaco, nei pressi di Auxerre, ricordo di S. Pellegrino, martire, onorato come primo vescovo di questo luogo.

Quarantaquattro SS. martiri di Palestina
In Palestina, passione di quarantaquattro SS. monaci, che furono massacrati nella laura di San Saba dai Saraceni, al tempo dell’imperatore Eraclio.

S. Andrea Bobola
A Ianovia, nei pressi di Pinsk, ai confini della Polonia, ricordo di S. Andrea Bobola, presbitero della Società di Gesù e martire, che si dedicò con ogni forza alla ricerca dell’unità dei cristiani, finché un giorno, arrestato dai soldati, diede col suo stesso la suprema testimonianza di fede cristiana.


  I SANTI DEL GIORNO

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