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ANGELUS 4.0
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18-01-2026
"I CRISTIANI SIANO SEGNO DI UNITA' VISIBILE, DI PACE E GIUSTIZIA"
L'invito del Papa all'Unità dei Cristiani, a non cedere alla voglia di successo a tutti i costi e all'avidità. Il suo appello per la crisi umanitaria in Congo.
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11-01-2026
DIO NON GUARDA IL MONDO DA LONTANO
IL BATTESIMO DI GESU' RIVELA L'INFINITA BONTA' DI DIO
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06-01-2026
IL DONO È LA GIUSTIZIA DI DIO
"SI AFFERMI L'ARTIGIANATO DELLA PACE"
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06-01-2026
HOMO VIATOR: SIAMO VITE IN CAMMINO
CELEBRANDO L'EPIFANIA E LA CHIUSURA DEL GIUBILEO IL PAPA ANNUNCIA DIO CHE DIFFONDE IL PROFUMO DELLA VITA E L'IMPRESSIONE INCANCELLABILE CHE UN ALTRO MONDO È INIZIATO
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04-01-2026
SPERANZA, PACE, GIUSTIZIA E SOLIDARIETA'
Nell'ultimo Angelus prima della conclusione del Giubileo il Papa invita ad aver fede nel Dio della pace. Le preoccupazioni per la situazione in Venezuela e la preghiera per le vittime dell'incendio a Crans-Montanà
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13 GENNAIO
sant ilario di poiters
Gennaio XIII
Ilario di Poitiers (Poiters, 315- Poiters, 367) è stato un vescovo, teologo e scrittore. Venerato come santo dalle Chiese cattoliche e ortodosse e dalla Comunione anglicana. Patrono della città di Parma. Il corpo fu sepolto dapprima nel cimitero comune situato fuori dalla città, ad ovest, fra la valle del Clain e quella della Boivre. Dopo varie traslazioni e furti ora le reliquie sono custodite nella chiesa di Sant'Ilario il Grande, a Poitiers. Un frammento osseo si trova anche nella "cripta di Sant'ilario" nel quartiere Palmarola di Roma.
Proveniente da una famiglia aristocratica gallo-romana, Ilario fu subito attratto dalla filosofia, si sposò ed ebbe una figliai. Si convertì al Cristianesimo e nel 353 venne acclamato vescovo di Poiters in Francia. Prese sotto la sua protezione san Martino, futuro vescovo di Tours.
In quel periodo l’Arianesimo si stava diffondendo, dal IV al VII, sia in Oriente che in Occidente: la teoria elaborata dal monaco e teologo Ario sosteneva che la natura divina di Gesù fosse sostanzialmente inferiore a quella del Padre e che il Verbo di Dio non fosse eterno e increato. Ilario abbraccio totalmente il credo del Consiglio di Nicea con il simbolo della Trinità e la fede in Cristo, incarnazione di Dio e simile nella sostanza del Padre. Fu presente al sinodo di Béziers (356) nel sud della Francia, il «sinodo dei falsi apostoli», come egli stesso lo chiamò perché capeggiato dai vescovi filo ariani.
Nel concilio di Seleucia in Isauria (359) ottenne l'unità tra i sostenitori del simbolo di Nicea e altre comunità cristiane contrarie all’eresia di Ario. La sua azione fu molto efficace, in parallelo a quella di San Atanasio ad Alessandria d’Egitto, e si pose in contrasto con l’imperatore Costanzo II che decise di esiliarlo in Frigia (Asia Minore).
Nell’estate di quell’anno fu costretto a partire per la Frigia (nell’attuale Turchia), che era dominata dall’Arianesimo. Tuttavia egli riuscì a resistere e anche in quel territorio cercò di ristabilire l’unità della Chiesa sulla base della Fede formulata dal Concilio di Nicea (325). Con questa intenzione scrisse la sua opera dogmatica più celebre Sulla Trinità ( il De Trinitate).
Tornato in patria (360 o 361), l’influsso del suo magistero si estese ben oltre i confini della Gallia, espandendosi in tutto l’Impero.
Nel Martirologio si celebrano anche:
SS. Ermilio e Stratonico; S. Pietro di Capitoliade; SS. Gumesindo e Servidio; S.S Domenico Pham Trong (An) Kham, Luca (Cai) Thin e Giuseppe Pham Trong (Cai) Ta.
