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ANGELUS 4.0
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18-01-2026
"I CRISTIANI SIANO SEGNO DI UNITA' VISIBILE, DI PACE E GIUSTIZIA"
L'invito del Papa all'Unità dei Cristiani, a non cedere alla voglia di successo a tutti i costi e all'avidità. Il suo appello per la crisi umanitaria in Congo.
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11-01-2026
DIO NON GUARDA IL MONDO DA LONTANO
IL BATTESIMO DI GESU' RIVELA L'INFINITA BONTA' DI DIO
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06-01-2026
IL DONO È LA GIUSTIZIA DI DIO
"SI AFFERMI L'ARTIGIANATO DELLA PACE"
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06-01-2026
HOMO VIATOR: SIAMO VITE IN CAMMINO
CELEBRANDO L'EPIFANIA E LA CHIUSURA DEL GIUBILEO IL PAPA ANNUNCIA DIO CHE DIFFONDE IL PROFUMO DELLA VITA E L'IMPRESSIONE INCANCELLABILE CHE UN ALTRO MONDO È INIZIATO
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04-01-2026
SPERANZA, PACE, GIUSTIZIA E SOLIDARIETA'
Nell'ultimo Angelus prima della conclusione del Giubileo il Papa invita ad aver fede nel Dio della pace. Le preoccupazioni per la situazione in Venezuela e la preghiera per le vittime dell'incendio a Crans-Montanà
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17 OTTOBRE
sant' ignazio di antiochia
OTTOBRE XVII
Ignazio di Antiochia, detto L'Illuminatore (35 d.C – Roma, 107 d.C.) è stato un vescovo e teologo siro. Venne condannato per la fede cristiana e venne sbranato vivo nell’arena del Colosseo. Fu il secondo successore di Pietro come vescovo di Antiochia in Siria, una delle città più grandi nel mondo antico.
Crebbe in ambiente pagano; fu convertito in età adulta da San Giovanni Evangelista. Condannato al supplizio durante le persecuzioni nel 98, fu imprigionato e condotto a Roma in catene per il martirio in pubblico. Nel corso del lungo viaggio scrisse sette lettere alle comunità cristiane che sono rimaste come testimonianza della vita della chiesa dell'inizio del II secolo d.C. Le prime quattro lettere furono scritte da Smirne indirizzate alle comunità dell'Asia Minore, di Efeso, di Magnesia e di Tralli. Successivamente scrisse altre tre lettere: la prima ai Romani, supplicandoli di non impedire il suo martirio, inteso come desiderio di ripercorrere la vita e la passione di Gesù. Poi scrisse alla chiesa di Filadelfia e quella di Smirne, chiedendo che i fedeli si congratulassero con la comunità d'Antiochia, che aveva sopportato con coraggio le persecuzioni ora ivi concluse. Scrisse anche a Policarpo, vescovo di Smirne, aggiungendovi interessanti direttive. Nelle sue lettere appaiono per la prima volta le espressioni Chiesa Cattolica e Cristianesimo, che sono neologismi creati dal santo, e la concezione tripartita del ministero cristiano: vescovo, presbiteri, diaconi. A Roma subì il martirio nell'Urbe durante i festeggiamenti in onore di Traiano per la vittoria dei romani in Dacia. Le sue ossa furono raccolte da alcuni fedeli e ricondotte ad Antiochia. Dopo l'invasione saracena furono riportate a Roma nel 637 e custodite nella basilica di San Clemente al Laterano. Una parte del cranio è custodita nella chiesa di Sant’Ignazio di Antiochia, a lui dedicata nella periferia a sud di Roma.Nel Martirologio si celebrano:
SS. Rufo e Zosimo
Memoria dei SS. Rufo e Zosimo, martiri, che il B. Policarpo associò nel ricordo del martirio, scrivendo ai Filippesi: “Vollero essere resi partecipi della passione del Signore, né amarono la gloria di questo mondo, ma solo Colui che per loro e per tutti è morto e risorto”.
SS. Martiri Volitani
Nell’Africa Proconsolare, ricordo dei SS. martiri Volitani, che furono celebrati da S. Agostino in un suo discorso.
S. Riccardo Gwyn
A Wrexham nel Galles, ricordo di S. Riccardo Gwyn, martire, che, padre di famiglia e maestro di scuola, abbracciò la fede cattolica e, arrestato per aver convinto altri a compiere il medesimo passaggio, e sempre saldo nella fede anche dopo numerose torture, venne impiccato e poi sventrato mentre ancora respirava.
