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04-01-2026
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15 GIUGNO
san vito
GIUGNO XVSan Vito, venerato anche come san Vito martire o san Vito di Lucania ( Mazara, III secolo-Lucania, 15 giugno 303) fu un giovane cristiano che subì il martirio per la fede ed è venerato come da tutte le chiese che ammettono il culto dei santi.
San Vito è il patrono ed il protettore dei danzatori. Era assai venerato nel medioevo e fu inserito nel gruppo dei santi ausiliatori, verso i quali veniva invocata una intercessione in particolari e gravi circostanze e per ottenere guarigione da malattie particolari. Il simbolo che lo rappresenta è la palma del martirio e il calderone dentro il quale avrebbe subito il martirio.
Secondo la tradizione, sarebbe nato in Sicilia in una famiglia pagana. Secondo una passio del VII secolo il fanciullo, dopo aver operato già molti miracoli, sarebbe stato fatto arrestare dal preside Valeriano su istigazione del proprio padre. Avrebbe subito torture e sarebbe stato gettato in carcere senza che però avesse rinnegato la propria fede; sarebbe stato liberato miracolosamente da un angelo e si sarebbe recato, insieme al precettore Modesto e alla nutrice Crescenzia, in Lucania per continuare il suo apostolato.
Acquistata sempre maggior fama presso il popolo dei fedeli, condotto a Roma, sarebbe stato perfino supplicato dall'imperatore Diocleziano di liberare il figlio dal demonio, ma, dopo aver ottenuto il miracolo, Diocleziano gli si sarebbe scagliato contro, facendolo imprigionare e uccidere in un tremendo supplizio.
Le salme dei tre martiri Vito, Modesto e Crescenzia sarebbero state in seguito sepolte dalla pia matrona Fiorenza in un luogo chiamato Marianus.
Un'altra leggenda devozionale lo vede protagonista sempre in Sicilia, a Regalbuto, dove, fermatosi per riposare nel luogo dove ora sorge la chiesa dei cappuccini, avrebbe incontrato dei pastori disperati perché alcuni cani avevano sbranato un bambino; allora il Santo, richiamati i cani, si sarebbe fatto restituire da essi i resti del corpo del bambino a cui avrebbe ridonato la vita.
Alcune presunte reliquie sono custodite in un corpo cerato che raffigura il Santo, custodito presso la chiesa Collegiata di Sant'Ambrogio di Omegna (VB). Altre presunte reliquie del Santo sono custodite nell'omonima chiesa di Marola (SP). Un reliquiario del Santo è conservato a Lomazzo presso la chiesa di San Vito.
Nella Chiesa Madre di Santo Stefano del Sole (AV) ove san Vito è il patrono, vengono conservate le reliquie del santo, e festeggiato solennemente, oltre che il 15 giugno, l'ultima domenica di agosto nel ricordo del giorno in cui vennero lì deposte, nel 1814.
Nella Chiesa Madre dei Santi Apostoli Pietro e Paolo in Pisciotta (Sa), si venera una insigne reliquia del sangue di San Vito, custodito in un'ampolla di vetro. Detto sangue si liquefa ogni anno in occasione della festività del martire, solitamente durante la processione in suo onore. Secondo la tradizione la reliquia proverrebbe dalla chiesa abbaziale di Taranto e sarebbe stata traslata per opera del vescovo di Lecce mons. Luigi Pappacoda, nativo di Pisciotta. A lui è dedicata la Cattedrale di San Vito a Praga nel cui interno vengono custodite alcune sue reliquie.
Nel Martirologio si celebrano:
S. Esichio
A Dorostoro in Mesia, ricordo di S. Esichio, che, soldato, arrestato assieme al B. Giulio, dopo di lui, sotto il governatore Massimo, coronò il suo martirio.
S. Benilde
A Cordoba in Spagna, ricordo di S. Benilde, martire, che morì in età matura durante la persecuzione dei Mori.
S. Ilariano
A Espalion in Francia, ricordo di S. Ilariano, martire.
S. Barbara Cui Lianzhi
Nel villaggio di Qiangshenzhuang, presso Liushuitao, nella provincia cinese dello Hebei, ricordo di S. Barbara Cui Lianzhi, martire, che, essendole già stato ucciso il figlio, ed avendo tentato di salvarsi con una fuga notturna, venne quindi catturata dai nemici del cristianesimo, orribilmente torturata ed infine uccisa.
