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Dio mio
Il racconto spirituale ed umano di personaggi celebri


L'uomo in bianco
L'UOMO IN BIANCO


14 GIUGNO

Il Santo  del Giorno
 

sant' eliseo profeta
GIUGNO XIV
 

Eliseo, in ebraico אֱלִישַׁע, Elišaʿ che significa "Dio è mia salvezza" (... – 790 a.C.) è stato un profeta ebraico di cui si narra nell’Antico Testamento. Considerato uomo saggio e profeta anche dalla religione islamica, presso la quale è chiamato Al-Yasa.

Le reliquie del profeta Eliseo furono portate a Ravenna nel 718 e poste nella cappella della chiesa di San Lorenzo dedicata ai santi Gervasio e Protasio. Nel 1603 questa chiesa fu distrutta, e si perse traccia delle reliquie, tranne il capo di Eliseo che è esposto nella Basilica di Sant'Apollinare Nuovo.

Eliseo era figlio di Safàt, da Abel-Mecolà, e divenne discepolo di Elia dopo che questi aveva ricevuto una profezia sul Monte Oreb nella quale Dio gli diceva di aver scelto Eliseo come suo erede spirituale. Lungo la via dal Sinai alla città di Damasco, Elia incontrò Eliseo che stava arando con dodici paia di buoi e conduceva la dodicesima coppia. Elia lo raggiunse e gli pose il suo mantello sulle spalle, in segno di presa in carico della sua persona. Eliseo comprese il significato del gesto e chiese solo di salutare i suoi genitori. Poi Eliseo prese un paio di buoi, li uccise e li macellò; ne fece cucinare la carne con il fuoco acceso dalla legna del giogo; quindi ne offrì da mangiare al suo popolo. Così Elia adottò Eliseo come un figlio e lo investì del suo ruolo profetico (l'evento viene datato come circa quattro anni prima della morte del Re d'Israele Acab. Eliseo fu il principale discepolo di Elia, finché quest'ultimo non fu rapito in cielo, sopra un cocchio fiammeggiante, mentre percorreva la strada per Gerico.

Grazie al prodigioso mantello di Elia, che egli aveva fatto in tempo a far cadere, Eliseo attraversò il fiume Giordano e giunse a Gèrico dove compì il miracolo di guarire, con del sale e dell'acqua, la terra inaridita.

Dopo il transito a Bethel, dove la popolazione adorava un vitello d’oro, fu scacciato dai pagani e schernito da un gruppo di bambini. Egli li maledisse per tale offesa e Dio provvide a inviare due orse, miracolosamente apparse dalla foresta, che massacrarono 42 fanciulli tra coloro che avevano osato prendersi gioco del profeta.

Prima di stabilirsi in Sama, rimase per un po' sul Monte Carmelo. Una sua visione preannunciò la vittoria dell'esercito dei moabiti nella guerra. Guidò la nazione d'Israele contro i suoi nemici, in particolare contro i Siriani.

 





 

Nel Martirologio si celebrano;

S. Proto
Ad Aquileia, in Friuli, ricordo di S. Proto, martire.

SS. Valerio e Rufino
A Soissons, in Francia, ricordo dei SS. Valerio e Rufino, martiri. 

SS. Anastasio, Felice e Degna
A Cordoba in Spagna, ricordo dei SS. martiri Anastasio, presbitero, felice, monaco, e Degna, vergine, che furono uccisi il medesimo giorno. Anastasio, confessata la propria fede cristiana dinanzi ai capi dei Mori, venne subito decapitato; con lui fu ucciso anche Felice, di stirpe africana, che nelle Asturie aveva abbracciato la fede cattolica e la vita monastica; per ultima venne decapitata la giovanissima Degna, che aveva rimproverato con ardore il giudice per l’uccisione dei suoi due compagni di fede e di martirio.

  I SANTI DEL GIORNO

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