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18 FEBBRAIO
san giovanni il beato angelico
Febbraio XVIII
Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro detto il Beato Angelico (Vicchio, 1395- Roma, 18 febbraio 1455) è stato un frate domenicano molto importante come artista nel periodo rinascimentale. E’ patrono dei pittori; proclamato santo il 18 febbraio del 1984 con solenne cerimonia che si è tenuta nella chiesa di Santa Maria sopra la Minerva a Roma, dove è custodito il sarcofago con i sui resti mortali.
Fu lo storico d’arte Vasari ad aggiungere al suo nome l’aggettivo “ angelico” per sottolineare la purezza dell’artista e la sua capacità di dipingere. Cercò di saldare i nuovi principi rinascimentali, come la costruzione prospettica e l'attenzione alla figura umana, con i vecchi valori medievali, quali la funzione didattica dell'arte e il valore mistico della luce.
Guido di Pietro nacque a Vicchio nel Mugello nel 1395, circa. Il padre, di nome Pietro, era figlio di un certo Gino, mentre il fratello Benedetto, di poco più piccolo dell'artista, lo aveva imitato nella scelta di farsi frate. La sua educazione artistica avvenne a Firenze dove apprese, nelle botteghe artistiche dei suoi maestri, sia l'uso di colori accesi e innaturali, sia l'uso di una luce fortissima che annulla le ombre e aggiunge misticismo alle scene sacre raffigurate. Tecniche che ritroviamo nelle sue miniature dipinte sui manoscritti dell’epoca. Nel gennaio e nel febbraio del 1418 è ricordato in documenti come "Guido di Pietro dipintore".
Poco prima di prendere i voti nel convento di San Domenico a Fiesole realizzò opere importanti, in parte perdute. Successivamente, più o meno nel 1421, entrò a far parte dei Domenicani Osservanti che vivevano secondo la regola originaria del fondatore nell’assoluta povertà e nell’ascetismo. L'ordinazione sacerdotale risale nel periodo tra il 1427 e il 1429. Partecipò con vigore alla vita monastica e alle riunioni capitolari, anche come vicario del priore.
A Firenze fu protagonista di quell'irripetibile stagione artistica che, sotto il patronato dei Medici, ebbe il culmine nel 1439 con il Concilio di Firenze e che vide grandi opere pubbliche tra cui lo stesso convento di San Marco.
In una data imprecisata, probabilmente nella seconda metà del 1445, l'Angelico venne convocato a Roma da papa Eugenio IV, dove risiedette fino al 1450 quando venne nominato priore di San Domenico a Fiesole prendendo il posto del fratello defunto.
Secondo le ricostruzioni storiche si pensa che nel 1453 o nel 1454 l'Angelico tornò a Roma, per realizzare probabilmente un'altra commissione papale della quale non si ha notizia certa. Morì nella capitale pochi mesi dopo e venne sepolto nella chiesa domenicana di Santa Maria sopra Minerva, poco distante dal Pantheon.
I domenicani decisero di chiedere formalmente alla Santa Sede la beatificazione dell'Angelico nel capitolo generale di Viterbo nel 1904 e sabato 18 febbraio 1984, in Santa Maria sopra Minerva, il beato è stato proclamato santo patrono presso Dio degli artisti, specialmente dei pittori.
Nel Martirologio si celebrano:
SS. Sadoth e centoventotto compagni; S. Francesco Regis-Clet; S. Giovanni Pietro Neel
