PAPA LEONE NEL CROCEVIA DEI MIGRANTI
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IL FIGLIO DI SANT'AGOSTINO
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ANGELUS 4.0
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06-09-2026
PREVALGA LA CONCORDIA IN TUTTI I CONFLITTI DEL MONDO
Nuovo appello di Papa Leone per mettere fine alla violenza e l'auspicio affinchè i negoziati portino "frutti concreti e aprano lo spazio alla diplomazia". Nell'Angelus domenicale invita ad amare "il prossimo tuo come te stesso"
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30-08-2026
ACCOGLIERE LE VIE IMPREVEDIBILI DI DIO
DOPO LA BENEDIZIONE DA CASTEL GANDOLFO, IL PONTEFICE HA ESPRESSO VICINANZA ORANTE PER LE VITTIME DEL MASSACRO DI HAITI E DELL'ALLUVIONE IN NEPAL
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23-08-2026
LA FEDE NON È UN'ABITUDINE
DOPO LA BENEDIZIONE, APPELLO DEL PAPA ALLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE PER LE VITTIME DI EBOLA NELLA REPUBBLICA DEL CONGO
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16-08-2026
LA PACE OLTRE I CONFINI GIÀ TRACCIATI
TROPPE DISEGUAGLIANZE CALPESTANO LA DIGNITÀ DEI FIGLI DI DIO
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15-08-2026
IN CIELO ANCHE PER NOI FESTA SENZA FINE
MARIA ASSUNTA CI PRECEDE NEL NOSTRO DESTINO ULTIMO
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2 DICEMBRE
santa Bibibiana
Dicembre II
Bibiana, detta anche Viviana (Roma, 347- Roma 361) secondo la tradizione è stata una giovane romana che subì un terribile martirio per la fede cristiana sotto l’impero di Flavio Claudio Giuliano. Papa Simplicio (468-483) consacrò una basilica dedicata alla santa martire Bibiana, che contiene il suo corpo, nelle vicinanze del Palatium Lucianum sull’Esquilino a Roma.
Bibiana sarebbe nata a Roma nel 347 da Flaviano, un cavaliere romano e prefetto di Roma sotto gli imperatori Costantino e Costanzo (350-361), e da Dafrosa, una discendente di una famiglia consolare.
Quando salì al trono l'imperatore Giuliano ripristinò le crudeli persecuzioni contro i cristiani e Flaviano fu costretto ad abbandonare la sua carica di prefetto, passandola nelle mani di un suo acerrimo rivale e acceso sostenitore del paganesimo, un tale Aproniano. Sorpreso mentre seppelliva i corpi di alcuni martiri, il padre della santa venne bollato come uno schiavo, mandato in esilio nei pressi di Montefiascone dove venne martirizzato. La sorella e la madre subirono poco dopo lo stesso destino mentre la giovane Viviana venne, per il momento, risparmiata.
Aproniano la fece affiancare ad una turpe mezzana di nome Rufina, esperta di intrighi amorosi e di seduzioni del piacere. Nemmeno la paura di una vita da prostituta ebbe effetto sulla giovanissima santa, la quale, fedele alle sue virtù, proclamò nuovamente la sua fede. Il prefetto decise allora di destinarla al martirio come i suoi parenti: legata ad una colonna e flagellata in pubblico senza pietà con le «piombate», ovvero con fasci di verghe e pallini di piombo. La poveretta spirò quattro giorni dopo, secondo la tradizione, a quindici anni.
Il corpo, sempre secondo la leggenda, venne lasciato esposto ai cani randagi che, però, lo lasciarono perfettamente illeso. Le spoglie vennero poi raccolte dal presbiterio Giovanni, che le collocò nel palazzo del padre, allora affidato ad Olimpia (o Olimpina) una matrona romana parente di Flaviano.
Nel Martirologio si celebrano:
S. Bibiana; S. Pimenio; S. Silverio papa
