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ANGELUS 4.0
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18-01-2026
"I CRISTIANI SIANO SEGNO DI UNITA' VISIBILE, DI PACE E GIUSTIZIA"
L'invito del Papa all'Unità dei Cristiani, a non cedere alla voglia di successo a tutti i costi e all'avidità. Il suo appello per la crisi umanitaria in Congo.
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11-01-2026
DIO NON GUARDA IL MONDO DA LONTANO
IL BATTESIMO DI GESU' RIVELA L'INFINITA BONTA' DI DIO
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06-01-2026
IL DONO È LA GIUSTIZIA DI DIO
"SI AFFERMI L'ARTIGIANATO DELLA PACE"
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06-01-2026
HOMO VIATOR: SIAMO VITE IN CAMMINO
CELEBRANDO L'EPIFANIA E LA CHIUSURA DEL GIUBILEO IL PAPA ANNUNCIA DIO CHE DIFFONDE IL PROFUMO DELLA VITA E L'IMPRESSIONE INCANCELLABILE CHE UN ALTRO MONDO È INIZIATO
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04-01-2026
SPERANZA, PACE, GIUSTIZIA E SOLIDARIETA'
Nell'ultimo Angelus prima della conclusione del Giubileo il Papa invita ad aver fede nel Dio della pace. Le preoccupazioni per la situazione in Venezuela e la preghiera per le vittime dell'incendio a Crans-Montanà
- Elenco completo
1° MARZO
San Felice III papa
Marzo I
Felice III, della gens Anicia ( Roma, …-Roma, 1° marzo 492) è stato il 48° Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica. S’impegno per l’unità della Chiesa e la lotta alle eresie.
Felice nacque da una famiglia senatoriale romana e figlio di un ecclesiastico, in alcuni testi è scritto che, prima di accedere agli ordini sacri, sia stato sposato ed abbia avuto un figlio, Gordiano, padre a sua volta del futuro papa Agapito I e di Palatino, a sua volta padre di un secondo Gordiano e nonno di papa Gregorio I.
L'elezione del papa avveniva di prassi con la scelta fatta dal popolo di Roma e la ratifica imperiale ma, non essendoci più l'imperatore d'Occidente, fu Odoacre a rivendicare tale diritto. Nessuno si oppose al presunto decreto e dalle consultazioni uscì eletto Felice, che fu consacrato il 13 marzo 483.
In quel periodo la Chiesa era ancora nel mezzo del suo lungo conflitto con l’eresia di Eutiche la Chiesa orientale era divisa in tre o quattro fazioni. Nel suo primo sinodo Felice scomunicò Pietro Fullo, che fu condannato anche da Acacio in un sinodo di Costantinopoli. Nel 484 Felice scomunicò anche Pietro Mongo, un atto che fece sorgere uno scisma fra Oriente ed Occidente e che non fu ricomposto per i successivi 35 anni. Pietro Mongo, tuttavia, s'ingraziò l'imperatore ed Acacio sottoscrivendo l'Henotikon per essere riammesso in piena comunione.
Felice, dopo aver convocato un nuovo sinodo, spedì dei legati pontifici alla corte dell’imperatore e dal patriarca Acacio, ingiungendo che Pietro Mongo dovesse essere espulso da Alessandria e che Acacio avrebbe dovuto presentarsi a Roma per spiegare la propria condotta. I legati furono però arrestati, imprigionati e poi, sotto la pressione di minacce e promesse, entrarono in comunione con gli eretici. Quando il loro tradimento fu reso noto a Roma il Papa scomunicò il patriarca Acacio ed i legati pontifici. Lo scisma, noto come scisma acaciano, terminò solo nel 518, con Giustiniano I.
Felice combattè anche l’eresia ariana. In Africa, i Vandali avevano perseguitato la Chiesa per più di 50 anni ed avevano costretto molti cattolici all'esilio. Quando la pace fu ristabilita, molti di quelli che per paura erano caduti nell'eresia ed erano stati ribattezzati ariani, desiderarono ritornare alla Chiesa. Poiché venivano respinti da coloro che erano rimasti fedeli, fecero appello a Felice, che convocò un sinodo lateranense nel 487 e spedì una lettera ai vescovi d'Africa in cui esponeva le condizioni alle quali costoro avrebbero potuto essere riammessi in seno alla Chiesa.
Felice morì nel 492 e fu sepolto nella tomba di famiglia nella basilica di san Paolo Fuori le Mura.
Nel Martirologio si celebrano:
S. Leone
In Guascogna, ricordo di S. Leone, vescovo e martire.
S. Agnese Cao Kuiying
Nella città di Xilinxian, nella provincia di Guangxi in Cina, ricordo di S. Agnese Cao Kuiying, martire, che, già sposata con un uomo violento, dopo la morte di questi si dedicò su incarico del vescovo all’insegnamento della dottrina cristiana, e per questo, dopo essere stata gettata in carcere ed aver sopportato spaventosi tormenti, confidando sempre in Dio, si recò quindi all’eterno convito.
