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4 NOVEMBRE

Il Santo  del Giorno
 

san carlo borromeo
NOVEMBRE IV
 

Carlo Borromeo ( Arona, 2 ottobre 1538- Milano, 3 novembre 1584)) è stato un arcivescovo cattolico e cardinale italiano. Il corpo è sepolto sotto l’altare del Duomo di Milano.

Canonizzato nel 1610 da Papa Paolo V dopo 26 anni dalla sua morte, san Carlo è considerato tra i massimi riformatori della Chiesa cattolico-romana nel XVI secolo. Tra le riforme di maggior importanza da lui proposte ed accettate dal Concilio di Trento vi fu l'istituzione dei seminari per la formazione dei presbiteri e la loro educazione.

Figlio di Gilberto II Borromeo e Margherita Medici di Marignano, sorella di papa Pio IV, Carlo Borromeo era il giovane rampollo della nobile e potente famiglia lombarda dei Borromeo.

Studiò a Milano materie umanistiche e poi diritto canonico e civile a Pavia, dove si laureò in utroque iure il 6 dicembre 1559 e dove successivamente creò nel 1564 una struttura residenziale per studenti universitari di scarse condizioni economiche ma con elevati livelli di preparazione e attitudine allo studio; l'istituto prese da lui il nome di Almo Collegio Borromeo, oggi il più antico e prestigioso collegio storico di Pavia e tra i più antichi d'Italia. A Milano ricevette l'abito clericale e la tonsura per mano del vescovo di Lodi, Giovanni Simonetta, il 13 ottobre 1547. All'età di circa dodici anni, per rinuncia di suo zio Giulio Cesare Borromeo, ottenne in affidamento l'abbazia di San Leonardo di Siponto nella provincia di Manfredonia.

Il 25 dicembre 1559 lo zio materno, Giovan Angelo Medici di Marignano, venne eletto papa con il nome di Pio IV e chiamò a Roma i suoi nipoti Federico e Carlo Borromeo per renderli suoi stretti collaboratori nell'amministrazione degli affari della chiesa.

Nel concistoro del 31 gennaio del 1560, venne subito creato dallo zio cardinale diacono e ricevette la berretta ed il titolo dei Santi Vito e Modesto il 14 febbraio successivo. Venne nominato amministratore dell'arcidiocesi di Milano dal 7 febbraio di quello stesso anno e quindi legato pontificio a Bologna e in Romagna. Il 4 settembre del 1560 optò per il titolo cardinalizio di San Martino ai Monti.

Dopo la morte dello zio papa, nel 1566, lasciata la corte pontificia, prese possesso dell'arcidiocesi di Milano, nella quale da circa ottant'anni mancava un arcivescovo residente e nella quale si era radicata una situazione di pesante degrado. Fu questa l'occasione per Carlo di sperimentare le nuove norme del concilio di Trento e Milano: in breve tempo ristabilì la disciplina nel clero, negli ordini religiosi maschili e femminili, dedicandosi al rafforzamento della moralità dei sacerdoti e alla loro preparazione religiosa fondando, secondo le direttive del Concilio tridentino, i primi seminari: il seminario maggiore di Milano, il seminario elvetico e altri seminari minori. Per la sua opera riformatrice si servì anche dell'opera degli ordini religiosi (gesuititeatinibarnabiti), fondando la congregazione degli Oblati di Sant'Ambrogio (1578).

in Svizzera, combatté il protestantesimo nelle valli svizzere, imponendo rigidamente i dettami del Concilio di Trento. Nella sua visita pastorale in Val Mesolcina in Svizzera fece arrestare per stregoneria oltre 150 persone. Dopo le torture quasi tutti abbandonarono le fede protestante, salvandosi così la vita; 12 donne ed il prevosto furono invece condannati al rogo nel quale furono gettati a testa in giù.

Scampato alla peste, fu comunque indebolito in salute negli ultimi suoi anni e rimase in cura costante del suo medico personale. Si diresse verso Milano, su di una lettiga. Durante il trasporto in barella, la febbre, sempre più alta, lo spense per sempre, all'età di soli 46 anni, la sera del 3 novembre 1584 a Milano, essendo spirato dopo il tramonto (precisamente alle 20.30), secondo l'uso del tempo venne considerato il giorno 4 come sua ricorrenza.

La figura di san Carlo Borromeo è oggi ricordata con uno straordinario monumento, unico nel suo genere: una gigantesca statua alta 23 metri posta ad Arona e chiamata popolarmente il Sancarlone per le enormi dimensioni che la contraddistinguono e che la rendono visibile anche a lunga distanza.

 


Nel  Martirologio  si celebrano: 

SS. Vitale e Agricola
A Bologna in Emilia, ricordo dei SS. Vitale e Agricola, martiri, dei quali il primo - come narra S. Ambrogio - era stato in precedenza il servitore dell’altro, in seguito fratello nella fede e compagno di martirio: questi patì tali tormenti, da non esservi punto del suo corpo privo di ulcerazioni; quell’altro, in ogni caso, per nulla spaventato dal supplizio patito dal suo compagno, non esitò ad imitarlo nel martirio, avvenuto per crocifissione.

SS. Nicandro ed Ermete
A Myra in Lycia, ricordo dei SS. martiri Nicandro, vescovo, ed Ermete, presbitero.

 


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