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ANGELUS 4.0
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18-01-2026
"I CRISTIANI SIANO SEGNO DI UNITA' VISIBILE, DI PACE E GIUSTIZIA"
L'invito del Papa all'Unità dei Cristiani, a non cedere alla voglia di successo a tutti i costi e all'avidità. Il suo appello per la crisi umanitaria in Congo.
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11-01-2026
DIO NON GUARDA IL MONDO DA LONTANO
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06-01-2026
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"SI AFFERMI L'ARTIGIANATO DELLA PACE"
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06-01-2026
HOMO VIATOR: SIAMO VITE IN CAMMINO
CELEBRANDO L'EPIFANIA E LA CHIUSURA DEL GIUBILEO IL PAPA ANNUNCIA DIO CHE DIFFONDE IL PROFUMO DELLA VITA E L'IMPRESSIONE INCANCELLABILE CHE UN ALTRO MONDO È INIZIATO
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04-01-2026
SPERANZA, PACE, GIUSTIZIA E SOLIDARIETA'
Nell'ultimo Angelus prima della conclusione del Giubileo il Papa invita ad aver fede nel Dio della pace. Le preoccupazioni per la situazione in Venezuela e la preghiera per le vittime dell'incendio a Crans-Montanà
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24 DICEMBRE
san giacobbe patriarca
Dicembre XXIV
Giacobbe, nome che deriva da “ageb” cioè tallone o calcagno ( dal libro della Genesi) era figlio di Isacco e Rebecca che, in età avanzata e dopo molte preghiere, ebbe due figli gemelli. A lui si riconduce la nascita del popolo d’ Israele attraverso la discendenza dei figli e delle tribù.
Si narra che nacque per primo Esaù mentre Giacobbe gli teneva il calcagno, come una premonizione di futuri conflitti. Nacquero e crebbero nella terra di Canaan e ad Esaù sarebbe spettato il compito di guidare le future tribù di Israele ma il fratello grazie ad uno stratagemma ( travestito sotto una pelliccia per ingannare il vecchio padre) riuscì ad ottenere la benedizione patriarcale dal vecchio padre, ammalato e quasi cieco. Con la compiacenza della madre, che lo aveva favorito, partì verso Carrai città di origine di Abramo e della sua discendenza e durante il viaggio ebbe una visione: sognò una scala elicoidale sulla quale salivano e scendevano angeli e dall’alto Dio che gli garantiva una folta discendenza e la sua protezione. Successivamente fu costretto a sposare Lia prima della sorella Rachele, della quale era follemente innamorato. Lo scrittore del sacro testo biblico, descrive le inevitabili tensioni suscitate dalla relazione a tre di Giacobbe e le due mogli; tanto più che Lia più trascurata, era però feconda e partorì quattro figli, mentre l’amata Rachele era sterile. Rachele ricorse alla possibilità di generare per interposta persona, secondo l’uso orientale; quindi offrì a Giacobbe la propria schiava Bila affinché potesse avere un figlio tramite di lei: così nacquero Dan e Neftali. Ebbe altri due figli dalla schiava Zilpa, Gad e poi Aser, prima di altri figli da Lia: Isscar, Zabulon e la figlia Dina. In seguito, inaspettatamente, nacque il figlio Giuseppe tanto desiderato dalla madre Rachele che non aveva mai smesso di pregare per diventare feconda e partorire.
Sempre nella Genesi si narra che Giacobbe volle ritornare a Canaan con tutta la famiglia nonostante le minacce di morte del fratello Esaù. Durante il viaggio combattè tutta una notte contro un essere “celeste” inviato da Dio che alla fine gli disse, in segno di onore e merito, “non ti chiamerai più Giacobbe ma il tuo nome sarà Israele” ovvero “L’uomo che vide” o “l’uomo che è stato forte con Dio”. All’alba del giorno successivo Giacobbe affrontò Esaù che però lo perdonò, ma non finirono le vicessitudini della tribù che si mise nuovamente in viaggio e durante gli spostamenti l’amata Rachele, che morì durante il parto, ebbe un altro figlio, Beniamino. Altro racconto pieno di significato è quello della storia di Giuseppe che era stato venduto come schiavo dai fratelli, gelosi, ma che sopravvisse in Egitto diventando un membro della corte del Faraone e fu riabbracciato dal padre prima di morire all’età di 130 anni.
Nel Martirologio si celebrano:
