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5 FEBBRAIO

Il Santo  del Giorno
 

 sant'agata
 
Febbraio V

Sant'Agata (Catania, 8 settembre 229- Catania, 5 febbraio 251) è stata  una giovane vissuta nel III secolo, venerata come santa, vergine e martire. Patrona di Catania, della Repubblica di San Marino e di Malta. Il corpo della santa è custodito nel duomo di Catania, alcune reliquie in altre città.
 
Agata era nata in una famiglia nobile e proprietaria di terreni e, secondo racconti storici attendibile e altri più leggendari, fin da giovinetta decise di abbracciare la fede Cristiana. Nel periodo fra la fine del 250 e il 251 il proconcole Quinziano, mandato a Catania dall’imperatore Decio, iniziò le persecuzioni obbligando molti fedeli ad abiurare pubblicamente. La tradizione riporta che Agata fuggì con la famiglia a Palermo ma Quinziano li scovò e li fece tornare a Catania.  Quando la vide di presenza, Quinziano s'invaghì della giovinetta e le ordinò di ripudiare la sua fede per adorare gli dèi pagani.
Al rifiuto deciso di Agata, il proconsole l'affidò per un mese alla custodia rieducativa della cortigiana Afrodisia e delle sue figlie, persone molto corrotte e dedite alla prostituzione. Il fine di tale affidamento era la corruzione morale di Agata, attraverso una continua pressione psicologica, fatta di lusinghe e minacce. La giovane si rifiutò e resistette, tanto da rinforzare la propria fede e scoraggiare le istruttrici che la riconsegnarono al proconsole.
Rivelatosi inutile il tentativo di corromperne i principi, Quinziano diede avvio a un processo e convocò Agata al palazzo pretorio. Memorabili sono i dialoghi della santa che con ragionamenti ed eloquenza tenne testa a Quinziano e i giudici. Fu condotta in carcere e sottoposta a violenze nel tentativo di piegare la sua volontà. Inizialmente venne fustigata e sottoposta al violento strappo delle mammelle, mediante delle tenaglie. La tradizione indica che nella notte venne visitata da San Pietro che comparve per darle conforto e risanare miracolosamente le ferite. Venne infine sottoposta al supplizio dei carboni ardenti. La notte seguente all'ultima violenza, il 5 febbraio 251, Agata spirò nella sua cella.
Nel 1040 il generale bizantino Giorgio Maniace trafugò le reliquie della Santa per portarle a Costantinopoli. Nel 1126 due soldati dell'esercito bizantino, Gisliberto e Goselmo (uno di origine francese e l'altro calabrese), rubarono i resti della martire per restituirle al Vescovo di Catania Maurizio, la consegna avvenne nel Castello di Aci, l'odierna Aci Castello.
Il 17 agosto 1126, le reliquie rientrarono nel duomo di Catania. Questi resti sono oggi conservati in parte all'interno del prezioso busto in argento (parte del cranio, del torace e alcuni organi interni), opera del 1376 del senese Giovanni di Bartolo e in parte dentro a reliquiari posti in un grande scrigno, anch'esso d'argento (braccia e mani, femori, gambe e piedi, la mammella e il velo), opera del catanese Vincenzo Archifel.
Altre reliquie della Santa, come ad esempio piccoli frammenti di velo e singole ossa, sono custodite in chiese e monasteri di varie città italiane ed estere. Uno dei bracci è custodito nella Cattedrale di Palermo.

Nel Martirologio si celebrano anche:


SS. Martiri del Ponto; SS. Paolo Miki e venticinque compagni; S. Gesù Mendez

 





 

 

 

 

 

 

 

 


 I SANTI DEL GIORNO

 
 
 

 

 

 


 

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