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ANGELUS 4.0
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09-08-2026
NEI MOMENTI DI BUIO, NON DISPERARE MAI
Appello del Papa per corridoi umanitari e cessate il fuoco in Sudan
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02-08-2026
ANCHE NELLE VACANZE, FAR CRESCERE LA CARITA'
"Nel deserto della guerra e dell'arroganza, guardiamo la benevolenza del Signore" ha detto Papa Leone XIV che ha espresso preoccupazione per la situazione a Ceuta. Nuovo appello per la pace e l'impegno della diplomazia
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26-07-2026
NON I CONSUMI, MA CIO' CHE SAZIA DAVVERO
All'Angelus anche l'appello urgente per la diplomazia in Medio Oriente
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19-07-2026
DIO PREDILIGE LA PICCOLEZZA E LA PAZIENZA
Da Castel Gandolfo l'appello del Papa per non dimenticare chi soffre e muore a causa delle guerre. Le parabole sul grano e la zizzania, la senape e il lievito per il pane indicano la via per la Chiesa
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12-07-2026
TEMPO DI VACANZA, TEMPO PER L'ASCOLTO DI DIO
Nell'Angelus da Castel Gandolfo un appello alla diplomazia per la pace
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20 GENNAIO
san sebastiano
Gennaio XX
San Sebastiano (Narbona, 256- Roma, 20 gennaio 288) è stato un soldato romano, martire per la fede cristiana; venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa è oggetto di un culto antichissimo. La salma venne recuperata da mani pietose e sepolta nelle catacombe che oggi vengono appunto dette "di San Sebastiano" a Roma.
Secondo la leggenda il santo visse quando l'impero era guidato da Diocleziano. Originario di Narbona ( Francia) ed educato a Milano, fu istruito nei principi della fede cristiana. Si recò a Roma dove entrò a contatto con la cerchia militare dei pretoriani alla diretta dipendenza degli imperatori. Divenuto alto ufficiale fece carriera e diventò il comandante della prestigiosa prima coorte della prima legione di stanza a Roma per la difesa personale dell' Imperatore. Forte del suo ruolo, poté sostenere i cristiani incarcerati, provvedere alla sepoltura dei martiri e diffondere il cristianesimo tra i funzionari e i militari.
La Passio racconta che un giorno due giovani cristiani, Marco e Marcelliano, figli di un certo Tranquillino, furono arrestati su ordine del prefetto Cromazio. I fratelli erano sul punto di cedere alla proposta di abiurare la fede quando Sebastiano fece loro visita persuadendoli a perseverare e a superare eroicamente la morte. Mentre dialogava con loro, il viso del tribuno fu irradiato da una luce miracolosa che lasciò esterrefatti i presenti, tra i quali Zoe, la moglie di Nicostrato, capo della cancelleria imperiale, muta da sei anni. La donna si prostrò ai piedi del tribuno il quale, invocando la grazia divina, le pose le proprie mani sulle labbra e fece un segno di croce, ridonandole la voce.
Il prodigio di Sebastiano portò alla conversione un nutrito numero di presenti inclusi Zoe col marito Nicostrato, il cognato Castorio, il prefetto romano Cromazio e suo figlio Tiburzio. La persecuzione nei loro confronti fu terribile: Marco e Marcelliano finirono trafitti da lance, il loro padre Tranquillino lapidato, Zoe sospesa per i capelli a un albero e bruciata viva.
Quando Diocleziano scoprì che Sebastiano era cristiano esclamò lo condannò a morte. Fu legato ad un palo sul colle Palatino, denudato, e trafitto da tante frecce in ogni parte del corpo. I soldati lo credettero morto e lo abbandonarono sul luogo in pasto alle bestie selvatiche ma Santa Irene, andando a recuperare il corpo, si accorse che il soldato era ancora vivo. Lo trasportò nella sua dimora sul Palatino e lo curò salvandogli la vita. Nonostante i suoi amici gli consigliassero di abbandonare la città, Sebastiano decise di proclamare la sua fede al cospetto dell'imperatore che gli aveva inflitto il supplizio.
Si recò nel tempio dove si trovavano l’imperatore e i suoi seguaci e li rimproverò; Diocleziano, senza alcuna pietà, diede ordine che Sebastiano fosse flagellato a morte. Martirio che fu eseguito nell'ippodromo del Palatino, prima di gettare il corpo nella Cloaca Maxima.
Nel Martirologio si celebrano anche:
S. Fabiano papa; S. Ascla; S. Neofita; S. Enrico di Upsala; S. Stefano Min Kuk-ka.
