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ANGELUS 4.0
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18-01-2026
"I CRISTIANI SIANO SEGNO DI UNITA' VISIBILE, DI PACE E GIUSTIZIA"
L'invito del Papa all'Unità dei Cristiani, a non cedere alla voglia di successo a tutti i costi e all'avidità. Il suo appello per la crisi umanitaria in Congo.
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11-01-2026
DIO NON GUARDA IL MONDO DA LONTANO
IL BATTESIMO DI GESU' RIVELA L'INFINITA BONTA' DI DIO
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06-01-2026
IL DONO È LA GIUSTIZIA DI DIO
"SI AFFERMI L'ARTIGIANATO DELLA PACE"
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06-01-2026
HOMO VIATOR: SIAMO VITE IN CAMMINO
CELEBRANDO L'EPIFANIA E LA CHIUSURA DEL GIUBILEO IL PAPA ANNUNCIA DIO CHE DIFFONDE IL PROFUMO DELLA VITA E L'IMPRESSIONE INCANCELLABILE CHE UN ALTRO MONDO È INIZIATO
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04-01-2026
SPERANZA, PACE, GIUSTIZIA E SOLIDARIETA'
Nell'ultimo Angelus prima della conclusione del Giubileo il Papa invita ad aver fede nel Dio della pace. Le preoccupazioni per la situazione in Venezuela e la preghiera per le vittime dell'incendio a Crans-Montanà
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22 GIUGNO
san clemente flavio
GIUGNO XXII
Tito Flavio Clemente (latino: Titus Flavius Clemens; ... – 95) è stato un console romano, appartenente alla dinastia flavia.Per le Chiese cristiane è un santo celebrato nel Martirologio. Non ci sono notizie di un suo culto nell'antichità. Nel 1725 furono scoperte nella basilica di San Clemente al Celio delle reliquie che furono credute quelle di Flavio Clemente.
Discendeva da Tito Flavio Sabino (console 47), fratello maggiore dell'imperatore Vespasiano; Sposò Flavia Domitilla, figlia di Flavia Domitilla minore e cugina dell'augusta Giulia, da lei ebbe sette figli. L’imperatore Domiziano ebbe in grande considerazione Clemente e sua moglie Domitilla. Clemente fu nominato console per l'anno 95, con l'onore di avere per collega l'imperatore stesso; i figli di Clemente e Domitilla, ancora giovani, furono designati eredi dall'imperatore. Secondo gli storici romani Flavio Clemente venne coinvolto nelle persecuzione e fu condannato a morte perché aveva fatto professione di Cristianesimo. Secondo quanto racconta Svetonio, Domiziano mise a morte Clemente poco prima della fine del suo consolato, sulla base di un leggero sospetto. Flavio Clemente morì, giustiziato con la moglie, nel 95 con l’accusa di affiliazione al Cristianesimo mentre si stava preparando una congiura atta a spodestare l’imperatore in carica. In effetti due generali ritenuti molto amici di Flavio Clemente furono in quel periodo esautorati dall'incarico e forse passati per le armi.
Nel Martirologio si celebrano:
SS. Giovanni Fisher e Tommaso More
Memoria dei SS. Giovanni Fisher, vescovo, e Tommaso More, martiri, che furono incarcerati nella Torre di Londra, in Inghilterra, per aver difeso il primato del Romano Pontefice nella disputa sul matrimonio del re Enrico VIII, ed aver quindi contrastato i voleri di quest’ultimo. Giovanni Fisher, vescovo di Rochester, uomo notissimo per la straordinaria cultura ed l’esemplare condotta di vita, fu decapitato in questo giorno per ordine dello stesso re dinanzi al carcere; Tommaso More invece, padre di famiglia e uomo onestissimo, capace uomo di stato, raggiunse il sei di luglio nel martirio il suo venerabile predecessore, a motivo della sua fedeltà ininterrotta alla Chiesa Cattolica.
S. Albano
A Saint Albans, in Inghilterra, ricordo di S. Albano, martire, che, come si narra, non ancora battezzato, si consegnò sotto mentite spoglie ai persecutori al posto del sacerdote che aveva accolto in casa e dal quale era stato formato ai precetti della fede cristiana; e per questo motivo fu decapitato dopo diversi terribili supplizi.
SS. Giulio e Aaron
Nel Pays de Leon, in Bretagna, ricordo dei SS. Giulio e Aaron, martiri, che patirono dopo S. Albano durante la persecuzione di Diocleziano; in quei giorni infatti furono numerosi i cristiani che, dopo aver subito svariate sofferenze e patimenti, terminata e vinta la buona battaglia, pervennero alla gioia della città celeste.
S. Eusebio
A Doliche in Siria, ricordo di S. Eusebio, vescovo di Samosata, che, al tempo dell’imperatore ariano Costanzo, visitava in incognito, vestito da militare, le chiese di Dio, per confermarle nella fede cattolica; poi, sotto l’imperatore Valente, fu esiliato in Tracia, ma ritornata in seguito la pace per la Chiesa fu richiamato dall’esilio sotto l’imperatore Teodosio; finche portò a compimento il suo martirio, mentre visitava di nuovo le chiese, colpito al capo mortalmente da una tegola scagliatagli addosso da una donna ariana.
