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15 APRILE

Il Santo  del Giorno
 

san  marone
APRILE XV

Marone  ( I secolo- Val di Chienti, 15 aprile 100) è stato un cristiano del I secolo, considerato il primo martire del Piceno. Le sue vicende biografiche sono in gran parte dubbie, poiché si affidano prevalentemente alle interpretazioni popolari.

Sul luogo del martirio, identificato ora in Civitanova Marche, venne edificata una chiesa in memoria del santo. Nell'Alto Medioevo, Marone venne considerato un protomartire di Rieti, originario di Amiternum, martirizzato insieme ad Eutiche e Vittorino presso le terme di Cotilia (sulla via Salaria). In suo onore sarebbe sorta la chiesa di Colle San Mauro, nelle vicinanze di Porta d’Arci a Rieti.

Marone nacque in un anno imprecisato del I secolo in una località anch'essa sconosciuta. Le più antiche notizie che lo riguardano si rintracciano negli Acta SS. Nerei et Achillei: al tempo dell'impero di Domiziano, membro della famiglia dei Flavi, viveva anche una cugina dell'imperatore, Domitilla, orfana di padre e di madre. Convertita al Cristianesimo, secondo la leggenda, dai santi Nereo e Achilleo, la fanciulla era stata promessa sposa sin da bambina al console Aureliano, il quale era soddisfatto di tale situazione poiché avrebbe così potuto accaparrarsi il patrimonio della giovane orfana.

Marone, un affermato cristiano il quale era conosciuto per fama all'interno della famiglia Flavia, avvertito della decisione di Domitilla, affiancato dai compagni Eutiche e Vittorino le sconsigliò di accettare la proposta di Aureliano. Amareggiato dal rifiuto della giovane, Aureliano supplicò l'imperatore di punirla, oltre che per il suo rifiuto, ma soprattutto per la sua fede cristiana. Domiziano, non potendo condannare a morte la cugina, mutò la sua pena in un esilio sull'isola di Ponza, durante il quale l'accompagnarono Marone, Eutiche e Vittorino, incaricati dallo stesso Aureliano di convincere la giovane a sposarlo.

Nel frattempo a Roma, in seguito all'assassinio di Domiziano nel 96, era salito al potere Nerva (96-98), il quale rivelò una certa tolleranza verso i Cristiani, permettendo il ritorno in patria per tutti gli esiliati per motivi religiosi. Il nobile Aureliano, ottenuto un'importante posizione politica, venne nuovamente designato console, approfittando della sua nuova carica per vendicarsi di Marone, Eutiche e Vittorino, da lui ritenuti responsabili del rifiuto di Domitilla. I tre cristiani vennero condannati ai lavori forzati, ognuno in diversi possedimenti del console: Marone venne relegato a 130 miglia da Roma, sulla via Salaria, con l'ordine di zappare l'intero terreno di proprietà di Aureliano; tuttavia il santo, alternando lavoro alla preghiera, riuscì a convertire al Cristianesimo sempre più pagani e operò numerosi miracoli, finendo con l'essere nominato sacerdote dai fedeli lì riuniti.

A quel punto si sollevarono molte proteste da parte dei pagani e Aureliano lo condannò a morte per decapitazione. Il martirio fu brutale, la pena destinata al santo andò tuttavia al di là di quanto previsto: venne legata una grossa pietra al collo del santo che venne costretto a trascinarla sulla via Salaria. Quando cadde esausto un soldato lo decapitò sul posto.

Nel Medioevo, con l'accrescersi della notorietà del santo, sorsero numerose leggende sul suo conto, probabilmente ispirate ad avvenimenti realmente accaduti. Si racconta infatti che durante la permanenza di Marone sulla via Salaria, compì numerosi prodigi.


Nel  Martirologio  si celebrano anche:

SS. Teodoro e Pausilopo
In Tracia, ricordo dei SS. Teodoro e Pausilopo, martiri, che patirono sotto l’imperatore Adriano. 

S. Crescente
A Myra in Licia, ricordo di S. Crescente, martire, che fu arso vivo per Cristo. 

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