PAPA LEONE NELLE PARROCCHIE DI ROMA
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ANGELUS 4.0
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01-03-2026
FERMARE LA SPIRALE DELLA VIOLENZA
L'accorato appello per fermare la spirale di violenza in Medio Oriente e la supplica per incoraggiare la via del dialogo. Prima della benedizione Papa Leone XIV spiega il significato della Trasfigurazione nel Vangelo sottolineando che il volto di Dio è amore.
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22-02-2026
LA PENITENZA CI AVVICINA A DIO
All'Angelus in Piazza San Pietro, Leone XIV esorta a non lasciarci affascinare dalle tentazioni: "Ricchezza, fama e potere sono solo surrogati della gioia vera che risiede nella cooperazione col Signore."
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15-02-2026
L'AMORE E' LA VERA GIUSTIZIA
All'Angelus in Piazza San Pietro, Leone XIV ci indica una "giustizia superiore" che non si limita ad osservare i comandamenti, ma che è quella che apre all'amore. Nel "discorso della montagna" del Vangelo odierno, Gesù dice infatti di non essere venuto ad abolire la Legge, "ma a dare il suo pieno compimento".
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08-02-2026
IL FUTURO STA NEL RISPETTO E NELLA FRATELLANZA TRA I POPOLI
Il Papa esorta i fedeli alla condivisione e all'altruismo. Invita a pregare per la pace e ricorda che "Le strategie di potenza economica e militare – ce lo insegna la storia – non danno futuro all'umanità".
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01-02-2026
LE BEATITUDINI INNALZANO GLI UMILI
L'augurio di Papa Leone agli atleti impegnati alle prossime olimpiadi invernali di Milano Cortina con l'auspicio che l'evento sportivo diventi occasione per gesti concreti di distensione e dialogo per la pace
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12 MAGGIO
santi nereo e achilleo
MAGGIO XII
Nereo e Achilleo (IV secolo ) furono due soldati romani convertiti al cristianesimo morti a Roma nella persecuzione dei cristiani voluta dall’imperatore Diocleziano. Furono sepolti sulla Via Ardeatina e le reliquie sono custodite nella Chiesa a loro dedicata sul colle Celio vicino alle Terme di Caracalla.
Il papa Damaso I (366–384) mise nella tomba di Nereo e Achilleo un'iscrizione della quale due frammenti di rilievo sono stati trovati in situ da Giovanni Battista De Rossi nel 1874.
Il testo completo dell'iscrizione era già noto, essendo stato conservato, con indicazione del luogo di appartenenza e dell'identità dei martiri, in diversi manoscritti. Un esempio è un manoscritto di Einsiedeln che in una sezione intitolata Inscriptiones Urbis Romae dice che l'iscrizione si trovava in sepulchro Nerei e Achillei e riguardava Nereus et Achilleus martyres. La scoperta nel 1874 dell'originale rese ancora più evidente chi erano i martiri elogiati da Damaso.
Nereo e Achilleo, Martiri! Ambedue si erano fatti
Scrivere tra i militi e attendevano al fiero ufficio
Di eseguire gli ordini efferati del tiranno.
Il terrore li costringeva a tale servaggio.
Vedi però Provvidenza Divina!
Dio li converte ed essi depongono tosto il furore:
abbandonano l’empio castro pretorio, fuggono e gettano
lungi da sé scudi, faretra e sanguinolenti dardi.
Confessano la fede in tribunale e, pieni di gioia,
nel supplizio, portano trionfalmente la Croce di Cristo.
Una leggenda tardiva (V o VI secolo) rappresenta Nereo e Achilleo non come soldati ma come servitori di Flavia Domitilla di stirpe nobile patrizia.
Dopo essere stati torturati e giustiziati i corpi vennero abbandonati ma furono ritrovati dai seguaci e seppelliti nella tenuta di Domitilla, sulla via Ardeatina ad un miglio e mezzo dalle mura della città nei pressi della tomba dove era stata sepolta Petronilla
Nel 1874, Giovanni Battista De Rossi ha portato alla luce nelle Catacombe di Domitilla una basilica semi-interrata dedicata a questi santi e dove furono riposte le reliquie prima delle invasioni barbariche che indussero i fedeli a nascondere i resti dei martiri in luoghi più celati e sicuri nelle chiese romane. Nel 1215, sono state depositate nella chiesa Sant'Adriano al Foro delle reliquie che sarebbero di Nereo e Achilleo. Nel 1597, queste reliquie, insieme a quelle che sarebbero le reliquie di Flavia Domitilla, sono state trasportate con la massima solennità da questa chiesa alla Chiesa dei Santi Nereo e Achilleo.
Nel Martirologio si celebrano anche:
S. Pancrazio
A Roma, al secondo miglio lungo la Via Aurelia, memoria di S. Pancrazio, che ancora adolescente fu ucciso per la fede di Cristo; presso il luogo della sua sepoltura papa Simmaco innalzò la celebre basilica, e papa Gregorio Magno non perse occasione per invitare il popolo ad imitare un simile esempio di verace amore a Cristo. In questa data si commemora la deposizione delle sue spoglie.
S. Cirillo
Ad Axiopolis in Mesia, ricordo di S. Cirillo, che assieme a sei compagni ricevette il martirio per Cristo.
S. Maiolo
Ad Adrumeto, in Libia, ricordo di S. Maiolo, martire, che fu dato in pasto alle belve.
S. Mocio
A Bisanzio, ricordo di S. Mocio, presbitero e martire.
S. Matteo Le Van Gam
A Saigon in Viet-Nam, ricordo di S. Matteo Le Van Gam, martire, che venne arrestato per aver trasportato con la sua nave missionari provenienti dall’Europa, e quindi, dopo un anno di prigionia, decapitato per ordine dell’imperatore Thieu-Tri.
