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ANGELUS 4.0
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18-01-2026
"I CRISTIANI SIANO SEGNO DI UNITA' VISIBILE, DI PACE E GIUSTIZIA"
L'invito del Papa all'Unità dei Cristiani, a non cedere alla voglia di successo a tutti i costi e all'avidità. Il suo appello per la crisi umanitaria in Congo.
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11-01-2026
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06-01-2026
IL DONO È LA GIUSTIZIA DI DIO
"SI AFFERMI L'ARTIGIANATO DELLA PACE"
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06-01-2026
HOMO VIATOR: SIAMO VITE IN CAMMINO
CELEBRANDO L'EPIFANIA E LA CHIUSURA DEL GIUBILEO IL PAPA ANNUNCIA DIO CHE DIFFONDE IL PROFUMO DELLA VITA E L'IMPRESSIONE INCANCELLABILE CHE UN ALTRO MONDO È INIZIATO
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04-01-2026
SPERANZA, PACE, GIUSTIZIA E SOLIDARIETA'
Nell'ultimo Angelus prima della conclusione del Giubileo il Papa invita ad aver fede nel Dio della pace. Le preoccupazioni per la situazione in Venezuela e la preghiera per le vittime dell'incendio a Crans-Montanà
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3 SETTEMBRE
san gregorio magno
SETTEMBRE III
Papa Gregorio I, detto papa Gregorio Magno ovvero il Grande (Roma, 540-Roma, 12 marzo 604) è stato il 64ºvescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica dal 3 settembre 590 fino alla morte. Anche le Chiese ortodosse lo venerano come santo.
Gregorio Magno nacque verso la metà del VI secolo da Silvia, appartenente a una ricca famiglia siciliana, e da Gordiano, appartenente all'aristocrazia senatoriale romana, la classe dominante che aveva mantenuto prestigio economico e sociale, nonostante la caduta dell'Impero.
Devoto ammiratore di Benedetto da Norcia, Gregorio diventò monaco e impegnò tutte le sue notevoli sostanze per l'assistenza ai bisognosi e per trasformare i suoi possedimenti a Roma e in Sicilia i monasteri. Fondò un monastero anche nella sua abitazione sul colle Celio a Roma.
Durante il periodo delle invasioni barbariche venne inviato a Costantinopoli da papa Pelagio II per cercare aiuto contro i Longobardi. Si guadagnò la stima dell’imperatore dei Bizantini e tenne a battesimo Teodosio.
Al rientro a Roma, nel 586, Gregorio tornò nel monastero ma poco tempo dopo venne eletto Papa.
L'inverno 589-590 fu particolarmente funesto per la penisola italiana. Alle violenze perpetrate dai Longobardi si aggiunse una stagione inclemente, con nubifragi e inondazioni. Anche il Tevere straripò con la piena che inondò la città provocando vittime e danni ingenti; ne seguì una grave epidemia di peste e colera.
Secondo la tradizione, mentre Gregorio attraversava, alla testa della processione, il ponte che collegava l'area del Vaticano con il resto della città, ebbe la visione dell'Arcangelo Michele che, in cima alla Mole Adriana, rinfoderava la spada.
La visione (che secondo alcune fonti fu condivisa da tutti i partecipanti alla processione) venne interpretata come un segno celeste preannunciante l'imminente fine dell'epidemia, cosa che effettivamente avvenne. Da allora i romani cominciarono a chiamare la Mole Adriana “Castel’Sant’Angelo”. Per ricordare il prodigio, nei secoli seguenti, venne posta la statua di un angelo in atto di rinfoderare la spada, in segno di pace.
Ancora oggi nel Museo Capitolino è conservata una pietra circolare con impronte dei piedi che, secondo la tradizione, sarebbero quelle lasciate dall' Arcangelo.
Nel Martirologio si celebrano:
S. Basilissa
A Nicomedia in Bitinia, ricordo di S. Basilissa, vergine e martire.
S. Sandalio
A Cordoba in Spagna, ricordo di S. Sandalio, martire.
S. Aigulfo
Sull'isola di Lérins, in Provenza, ricordo di S. Aigulfo, abate, e dei monaci suoi compagni, che si tramanda subirono il martirio durante un'incursione dei Saraceni.
S. Crodegango
A Metz in Francia, ricordo di S. Crodegango, vescovo e martire.
SS. Giovanni Pak Hu-jae e compagni
A Seul in Corea, passione dei SS. Giovanni Pak Hu-jae e cinque compagni, martiri, che, infuriando la persecuzione, condotti dinanzi al tribunale criminale in quanto cristiani, sopportarono numerosi tormenti per la loro fede, prima di venire decapitati.
