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Vauro Senesi

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    "Il respiro del cane"

    Dopo aver cercato di creare un “antidoto al peggio che avanza” con i pensieri, le parole, i disegni di Farabutto (Piemme 2010), Vauro torna con Il respiro del cane, un concentrato autobiografico di ricordi che ripercorre un po’ tutta la vita dell’autore toscano. Mentre tutto solo nella sua stanza d’ospedale attende di essere operato, il protagonista – ovvero Vauro stesso – viene travolto dalla piena dei ricordi. Tallonato da una paura improvvisa e feroce, ripercorrerà le pagine dell’infanzia, l’amore esacerbato per il padre, i turbamenti dell’adolescenza, le storie quotidiane di dolore e speranza vissute in tanti teatri di guerra, dall’Afghanistan alla Palestina.

    Un “intervento di routine, una cosa da nulla”, si ripete il protagonista, mentre varca l’ingresso della clinica dove verrà operato. Tanto più che si sente in formissima: ma allora perché il personale non vuole sentire ragioni e lo costringe a salire su una sedia a rotelle? E da dove viene quel cigolio fastidioso? Dalla carrozzella su cui lo stanno portando nella sua stanza o dalle ruote della bicicletta di fortuna che l’infermiere Fahrid costruì un giorno per un ragazzino mutilato dalle mine, lassù sulle montagne afghane, nell’ospedale di Emergency? Sta di fatto che quello scricchiolio rimette in moto la memoria: da quel momento i ricordi giocano a rincorrersi, tendono tranelli, si susseguono incalzanti nella mente. Con l’unica compagnia di una paura inattesa, che ha assunto le sembianze immaginarie di un cagnolino ringhioso, Vauro rivive la tragicomica scoperta delle gioie del sesso solitario grazie al disegno della donna di Neanderthal su un’enciclopedia per ragazzi, l’amore esacerbato per il padre fedifrago e quello doloroso per una madre ferita. E poi viaggi in luoghi lontani, tra baraccopoli africane e guerre in Medioriente, volti di ragazzini afgani e palestinesi, sorrisi, scene drammatiche e spassosi siparietti, in un emozionante alternarsi di lacrime e risate, dolori e gioie. Frenetico e variopinto com’è la vita.

     

    VAURO SENESI

    Ai più noto semplicemente come Vauro, è nato a Pistoia nel 1955 e vive a Roma. Giornalista, scrittore, disegnatore e autore satirico, ha collaborato con la trasmissione tvAnnozero. Ha effettuato come inviato numerosi reportage dall’Afghanistan, dall’Iraq, dalla Palestina, dalla Sierra Leone, dal Sudan. Per Piemme ha pubblicato con successo Kualid che non riusciva a sognare (premio Città di Cuneo), Il mago del ventoLa scatola dei calzini perduti(premio Selezione Bancarella) e Farabutto.

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