Wikifairy



[Racconto di Giovanna Gra]


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durata 23 minuti

Questa è una notte in cui si naviga alla velocità delle stelle.
Il mondo sembra a portata di mano e viene voglia di girarlo in lungo e in largo aggrappati all'impugnatura di un piccolo mouse.

Il cursore pulsa nella notte del web.
Le mail migrano verso Ovest in formazione compatta.

Pensate: in questo stesso momento, seguendo gli ordini che sono stati digitati su tastiere consunte o, al contrario, su pc all'ultimo grido, c'è chi sta scaricando musica dal web.
O spedendo l'ultima lettera della giornata.
C'è chi, accomodandosi per bene, si gode un bel film che, magari, voleva rivedere da una vita...
Oppure c'è chi, parlando con un parente troppo lontano, si commuove e indugia a interrompere il contatto.
Sapete amici, a volte basta spiare fra i palazzi e fare una sorta di roll-over fra le finestre accese...
Laggiù, qualcuno con il tavolo illuminato, fra copia e incolla e piccoli cut, sta elaborando immagini, colorando ricordi, archiviando rimpianti.
Dando nuovo smalto a una nuova vita.
Forse, forse, c'è qualcuno che sta dando il proprio nome a una stella, o calcolando le misure dell'ultima cometa lontana...
O ipotizzando transiti e nuovi flussi siderei.
E ancora (e altrove) c'è chi sta progettando la prossima estate...
Click: digita invio e un piccolo scampanellio gli annuncia che il pagamento on line è stato effettuato.

Nella finestra accanto, intanto, qualcuno si stiracchia, spegne la luce, spegne il computer e decide di andare a dormire dopo aver navigato per ore fra i dieci miliardi di pagine web che si affacciano in rete.

Dunque, è questo il nostro cielo.
Il cielo della rete, abitato dalle migliaia e migliaia di istruzioni che voi state pianificando sui vostri computer.
Tutto questo è pazzesco e, al tempo stesso, difficile da immaginare...
Tutto questo è web!

Appena cinquant'anni fa non avreste potuto immaginare una cosa del genere, perché cinquant'anni fa, per ospitare un computer in grado di fare tutto questo, avreste dovuto... cedergli casa vostra!
Eh, sì, avreste dovuto far spazio a un calcolatore immenso e ai molti altri accessori che lo accompagnavano.

Adesso, nell'era dell'agilità, tutto è cambiato!
Una piccola idea può viaggiare alla velocità della luce e attraversare il web quasi alla stessa velocità di un'intuizione...
Sì, un'intuizione, quella strana sensazione più immediata di un'idea e, qualche volta, anche più luminosa...

Già, amici, ma dove vanno tutte queste idee?
Dove migrano le informazioni che possediamo?
Sono stanziali?
E in quale forma si presentano?
E, soprattutto, chi le può contenere?

Beh, la memoria, risponderete voi.
E infatti è così, è la memoria.
E, nella fattispecie, le nostre memorie virtuali.
Cioè, i nostri calcolatori.
I nostri personal computer, insomma...
Eppure, disponiamo di un altro genere di calcolatore, altrettanto capace e competitivo.
Un calcolatore che spesso, soprattutto ultimamente, tendiamo a sottovalutare...
Quale?
Di che sto parlando?
Di lui amici: il nostro cervello!

Un neuroscienziato dell'università di Roma, il professor Alberto Oliverio, ci ha fornito alcuni dati e ci ha detto che un cervello può immagazzinare circa 300 miliardi di gigabyte.
Ci ha anche spiegato che, se le capacità del cervello, intese come potenzialità, sono stabili, la conoscenza, anzi le conoscenze, lievitano a ritmi pazzeschi.
Morale: nel 2002 si stimava che il sapere dell'umanità pesasse cinque miliardi di byte!
Incredibile, vero!
Va da sé che, se volessimo trasferire informazioni da computer a computer, piuttosto che da cervello a cervello, le cose si svolgerebbero assai diversamente, perché per un computer è un attimo, per un cervello... ci vuole una vita!

 

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Immagine di una fata (Per leggerne la descrizione proseguire nel link). Si vede una fata seduta davanti a un computer portatile, con le gambe piegate all'indietro sulla superficie di un foglio di carta che fluttua nel cielo, in fuga con altri fogli scritti. La wiki-fata è vestita con un lungo abito di colore violetto tempestato di stelle gialle e di identico disegno è il cappello a punta. Sullo sfondo una magica notte stellata.Particolare dei fogli in volo.Particolare della fata.
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Io sono entusiasta che la rete possa permetterci tutti questi contatti, ragazzi, ed è fantastico che si possa comunicare ad alta velocità in tale libertà...
Ma la cosa più affascinante mi è capitata proprio seguendo il filo di questi pensieri...
Cercando una risposta alle mie molte domande, un giorno mi sono imbattuto in una Wikifairy.
O Wiki-fata, se preferite.

E in questa notte da internauti che vanno a mille (e forse di più) voglio parlarvi proprio di lei!
Tanto per cominciare, ero entrato in una Wiki.
Alt.
Sapete, innanzitutto, cosa sono le Wiki?
No?
Beh, ve lo spiego io... ehm, spero di farla semplice.
Le Wiki, tecnicamente, sono, ehm, diciamo... sono essenzialmente delle pagine web che fanno capo a un grande sito.
Questi siti, però, sono un po' particolari, poiché permettono a tutte le persone che lo desiderano di partecipare alla loro realizzazione.
Sì, di contribuire a creare le informazioni in esso contenute.

Una famosissima Wiki è Wikipedia, un'enciclopedia immensa!
E' un'enciclopedia libera.
Una volta sono entrato per accendere una voce che non avevo trovato.
Come ho detto, Wiki è un sito web, o comunque una collezione di documenti ipertestuali, che può essere modificato o aggiornato dai suoi utilizzatori.
Io sono fra questi e, dunque, mi sentivo più che autorizzato!
Non solo: mi sentivo autorizzato e anche preparato ma... non a incontrare lei!

E' stato sufficiente un click e mi sono trovato in piedi, al centro di uno splendido pavimento tutto di legno.
Un parquet scricchiolante e profumato alle essenze di olivo.
Intorno a me, percepivo la presenza di scaffali e scaffali ricolmi di libri.
Un'immensa, forse, libreria di legno...
In fondo, ma proprio in fondo alla grossa stanza, strani rumori segnalavano la presenza di un'altra stanza dalla quale proveniva un canticchiare allegro e gentile.

Guidato da quella voce, ho fatto capolino dall'immenso portale.

"Ciao!
Io sono Gertrude!", mi salutava una voce simpatica e divertita, "Sei tu Li-Hacker, quello che ha chiesto l'accesso poco fa?"
"Sì", risposi molto, ma molto imbarazzato.
Accidenti, quella voce mi piaceva!
Francamente pensavo di compilare la pagina enciclopedica da solo, ma forse avevo... già cambiato idea!
"Piacere, io sono Gertrude e sono la tua wiki-fata."
"La mia... wiki che?", domandai stupito
"La tua wiki-fata", ripeté lei divertita e allegra.
Poi aggiunse:
"Devi compilare una voce, no?
Lo hai chiesto tu poco fa..."
"Sì, infatti, ma... non pensavo di aver bisogno di una fata, cioè... insomma, io ho tutto qui a mente", mi accorsi che stavo arrossendo, ma continuai d'un fiato:
"Pensavo di digitare il mio testo e uscire dal sito."
Ma lei proseguì decisa:
"Bene, allora diamoci da fare!"
Era operativa, non c'è che dire, ma tentennai:
"Mmmh... sì, ma tu che cosa fai?
Non capisco..."
Mi sentii molto osservato e con un tono incredulo ma accattivante mi spiegò paziente:
"Quello che fa una wiki-fata: abbellirò la tua pagina, caro!
E ne sarai soddisfatto quando avremo finito, credimi!", concluse schioccando la lingua.

Restai lì impalato, immobile per lo stupore.
Non credevo che vi fossero delle fate nelle Wiki... accidenti, non mi era mai passato nemmeno lontanamente per l'anticamera del cervello!
Non ci voleva una Freud in gonnella per capire che mi sentivo un po' smarrito... e infatti era sufficiente una fata!
Anzi, una wiki-fata, che con piglio deciso osservava:
"Ok, amico, vedo che sei piuttosto ignorantello e confuso...
Forse è il caso che tu ti sieda qui e che mi faccia qualche domanda.

 

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Immagine di uno gnomo (Per leggerne la descrizione proseguire nel link). Si vede uno gnomo semidisteso, davanti a un computer portatile, sulla superficie di un foglio di carta che fluttua nel cielo. Lo gnomo è vestito con un lungo abito, casacca e pantaloni, di colore violetto tempestati di stelle gialle. Indossa un cappellino a punta di colore rosso. Sullo sfondo una magica notte stellata.Particolare del volto dello gnomo.Particolare del busto dello gnomo.
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Magari ti posso chiarire un po' le idee su questa situazione.
E poi Li, scusa se te lo dico, ma non si naviga con le idee in garbuglio!
Potresti schiantarti da qualche parte!
Anzi, qualcuno ha detto che:
'Non conosce chi cerca, bensì colui che sa cercare' e per farlo, caro mio, devi avere le idee chiare.
Questo è il web."

Bella ramanzina.
"E va bene", accettai rassegnato:
"Hai ragione, forse è meglio azzerare tutto e ripartire da capo.
Posso farti, all'uopo, qualche domanda?"
"Sono a disposizione, bello, il mio motto è: conoscere per deliberare!"
"Occhei, occhei... allora, se sei d'accordo, partirei da un assunto di un mio vecchio maestro che mi ha insegnato che, per analizzare una cosa, bisogna partire dal suo aspetto più elementare."

"Sei fico, cinesino, stai andando alla grande!", fece Gertrude entusiasta.
Non lo avrei mai creduto, ma la fata faceva il tifo!

"E allora incominciamo: cosa vuol dire Wiki?"

La mia wiki-fata schiarì la voce e annunciò:
"Wiki deriva da un termine di lingua hawaiana che significa rapido o molto veloce."

"Beh, affascinante!
E chi fu il genio a cui dobbiamo tutto ciò?", domandai io.
Stavo cominciando a divertirmi, ragazzi!
Oh, non capita mica tutti i giorni di avere una wiki-fata a propria disposizione!
La mia fata, per giunta, non perdeva un colpo e rispondeva prontissima:
"Ward Cunningham fu il primo creatore di Wiki e si ispirò ai wiki wiki bus, cioè a delle navette usate nell'aeroporto di Honolulu."

"Ma perché ogni tanto dici Wiki e altre volte il Wiki?
C'è differenza?"

"Certo, accidenti!
Ma non sai proprio nulla!
Una pagina si dice Wiki, mentre le pagine interconnesse si chiamano il Wiki."

"Capisco", mi affrettai a rispondere e continuai:
"Ma se un giorno io volessi fare il mio Wiki, potrei?"

"Certo Li, è ovvio."

"E posso farlo così, dal niente?
Cioè, da qui, dal mio computer?"

"Per creare il proprio Wiki ci sono le wiki-farm, alcune delle quali gestiscono anche Wiki privati."
Quante cose sa questa Gertrude, è fantastica!
"Ci sono molte Wiki, che tu sappia?", la incalzavo.

"Beh, sì... ormai ce ne sono diverse...", ammise lei seria.

"E quindi ci sono un sacco di wiki-fate?"

Avvertii un fruscio alla mia destra e percepii dei passi solerti, sebbene felpati.
Poi, una voce un po' roca e risentita mi mise in guardia:
"Attenzione amico, le cose non stanno proprio così!"

"E come stanno?", domandai abbastanza curioso cercando a destra e a sinistra il proprietario di quella voce.
"Stanno che le wiki-fate non sono in assoluto le uniche abitanti delle Wiki.
Mi spiego: una persona che contribuisce positivamente a un Wiki, oltre alla wiki-fata che, come ti ha detto Gertrude, abbellisce le pagine, è detta, in gergo, Wikignome, o Wiki-gnomo.
Ne hai uno davanti... piacere, Arturo."
E mi tese la mano.

"Li-Hacker, e il piacere è mio, Arturo.
Dicevi, dunque?"

"Beh, è così, le pagine delle Wiki hanno sempre bisogno di una certa manutenzione.

 

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Immagine di un autobus, di forma piuttosto aerodinamica, di colore arancio (Per leggerne la descrizione proseguire nel link). Si vede la fiancata di un lungo autobus su cui vi è una scritta bianca: wikitourbustop. L'autobus è fermo su di una linea orizzontale che attraversa una struttura reticolare di colore bianco. Sullo sfondo, oltre il disegno della griglia della rete, un cielo notturno puntellato di stelle.Particolare della fiancata dell'autobus, lato posteriore.Particolare della fiancata dell'autobus, lato anteriore.
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Piccole correzioni, abbreviazioni, qualche virgola, piccole, piccolissime aggiunte... e questo è il compito dei wiki-gnomi che, rimanendo nell'ombra, operano all'insaputa di tutti."

"Ma è fantastico!
Dovete perdonare la mia ignoranza, ma davvero non sapevo che ci fosse tutto questo mondo attorno alle Wiki!", dissi entusiasta per tutte queste scoperte.

Un attimo di silenzio colse un primo palpabile imbarazzo fra me, la wiki-fata e il wiki-gnomo.
Ma poi, ricordandomi che a volte non avevo trovato esaurienti alcune voci e che talvolta non le avevo trovate affatto, azzardai:

"Debbo essere sincero con voi... non ho trovato sempre tutto su Wikipedia e questo mi spiace un po'..."

"Beh, potresti fare il tour delle Wiki, magari l'informazione che cerchi non è qui ma su un'altra Wiki", mi suggerisce Arturo.

"Cioè...?", domandai stupito.
Con estrema pazienza, la wiki-fata Gertrude si accinse a darmi l'ennesima spiegazione:

"Allora ragazzo, è bene che tu sappia che un modo per cercare un Wiki su un particolare soggetto è seguire il wiki node network e saltellare da una Wiki all'altra."
"Oppure...", s'inserì Arturo, "puoi prendere un autobus per un tour delle Wiki, cioè il Tourbusstop!
E' bellissimo e molto divertente!"

"Ah, lo credo.
Ci sono molte Wiki, deduco... mi fate qualche nome?"

"Beh...", rifletté Gertrude, "Se ti interessa la natura, cioè le specie viventi, puoi collegarti con Wikispecies."
"Oppure potresti visitare il Wiki-dizionario", suggerì Arturo.
"Se ti piace, c'è anche il Wikiquote, dove puoi trovare tutte le citazioni del mondo... o quasi", cinguettò ancora Gertrude.
"Sì, direi che ce ne sono molte di Wiki!", concluse soddisfatto Arturo.

"Beh, ragazzo, come avrai capito i Wiki hanno un piede nel futuro.
Vedrai l'uso che se ne farà fra qualche anno", chiosò e pronosticò sicurissimo il simpatico wiki-gnomo.

"Del resto", aggiunse la mia wiki-fata, "ho letto in un libro che il sapere dell'umanità è pari a cinquecento volte il contenuto della Biblioteca del Congresso di Washington, che custodisce diciannove milioni di libri.
Ne abbiamo di cose da catalogare quaggiù!"
"Se le cose stanno così, direi!", ne convenni.
Ma lei era già altrove e, rivolta al suo collega, continuò:
"Per non parlare dei biki!
Non vuoi spiegargli i biki?"
Arturo eseguì paziente:

"Un biki è... un biki!
Non so in che altro modo spiegartelo... diciamo che un biki combina le caratteristiche di un blog con l'interfaccia wiki.
E' un altro modo di comunicare e di informare, amico mio... e sicuramente non sarà l'ultimo!"
Gertrude aggiunse:
"Spero che tu lo sappia già, ma esistono anche le Lyricwiki.
Siti di canzoni e testi.
E se invece hai voglia di informarti, puoi rivolgerti ai wiki-giornalisti, che saranno lieti di darti un bel po' di wiki-notizie."
Poi, improvvisamente, la pagina che Gertrude stava lavorando quando sono arrivato subì uno strano attacco.

"Oh, noooo!!!
Ci avevo dedicato tanto di quel tempo!
Maledizione!"
"Coraggio Trudy, non te la prendere.
Ti aiuto a rifarla...", la rincuorò Arturo.

Non capivo e domandai:
"Scusate ma... cos'è successo?"
"La pagina a cui stavo lavorando...", m'informò Gertrude, "si è cancellata!"
"Oh, mi dispiace... avevi dimenticato di salvarla?"
"Macché, è stato un wiki-gremlin", decretò Arturo.

 

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Immagine di uno gnomo sulla rete (Per leggerne la descrizione proseguire nel link). Si vede uno gnomo in figura intera, in equilibrio tra le maglie della rete bianca sospesa nel mezzo di un cielo stellato. Lo gnomo impugna una bacchetta magica con la quale governa il volo di una serie di fogli scritti, fluttuanti in aria. E' vestito con un abito violetto tempestato di stelle gialle e indossa un cappellino a punta, di colore rosso.Particolare dei fogli di carta.Particolare dello gnomo.
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"Cioè?", domandai io molto, ma molto perplesso.
"Un vandalo", mi spiegò Gertrude.
"Sono i nemici delle Wiki.
Tipici esemplari di stupidi che si dilettano a danneggiare il nostro lavoro."
"Che vuoi?", concluse Arturo, "...Anche questo è web!"

"Sì, sì certo...", concordai un po' preoccupato.
"A tal proposito... ehm, visto che qui le informazioni vengono in un certo senso... maneggiate da tutti, ehm... quanto è attendibile tutto ciò?"

"A proposito di questo c'è un po' di cronaca...", ammise la wiki-fata
"Cioè?", ero proprio curioso.

"Beh...", continuò lei, "Per esempio, abbiamo avuto un piccolo scandalo quando qualcuno aveva inserito fra le pagine legate a Robert Kennedy la notizia che un suo assistente era sospettato di aver partecipato al suo assassinio."
"E questo...", ci tenne a precisare Arturo, "...non è assolutamente vero!"
"E poi?"
"E poi altri...
Sì, ce ne sono stati altri più o meno importanti... ma, ragazzo, se vuoi farti un'idea su una cosa, devi conoscere molto.
E per conoscere molto, devi diversificare le tue ricerche, confrontarle, verificarle, eccetera, eccetera, eccetera", suggerì placidamente Arturo.

"Certo, noi mica siamo il verbo!", precisò la wiki-fata e annunciò:
"In ogni caso, ci hanno segnalato che nel marzo del 2006, Nature, la arcinota rivista di scienze, ha esaminato molti nostri articoli scientifici confrontandoli con quelli dell'enciclopedia britannica e abbiamo fatto un'ottima figura!"
"Bene, mi fa un immenso piacere, ragazzi, specie dopo avervi conosciuti!
Ma adesso è proprio molto, molto tardi.
Se non vi spiace vorrei visitare una voce... quindi penso che sarò costretto a salutarvi."

"Occhei, Li, se ci dici la voce te la tiriamo giù noi", esitai un istante e poi...
"Idea.
Vorrei visitare il concetto di idea."

Improvvisamente mi ritrovai a cavallo di un ippogrifo, nel mondo delle idee.
Riecheggiava maestosa e lirica una voce che ripeteva: "l'idea del bello".
Un refolo di vento, una piccola spinta... e caddi nella scia di una nuova corrente.
Così, sorvolai nella notte tersa e limpida anche l'idea del vero...
Il vento cambiò, l'andamento era ondivago.
Poi affondai e mi immersi soavemente nell'idea del buono...
Quindi incominciai a salire, a prendere quota... così percepii lassù, lassù in cima, l'idea del bene... rara, affascinante, forse un po' sfuggente...

Uno strano marchingegno che, al tatto, si capiva terminava con una specie di canna da pesca riuscì a catturare tutta la mia attenzione.
Scoprii così che era la macchina dell'intuizione, posizionata verso Nord-Ovest, da dove sembrava che giungessero in quel mese un bel branco di idee nuove.

Diceva il poeta: "L'uomo non cercherebbe le idee con tanto desiderio se non fossero già ricordi dell'anima".
Mi sembra una cosa molto vera.
Uscii dal mondo delle idee estasiato e con una sola, strana certezza: le idee non si dimostrano logicamente, né si ricavano dall'esperienza.
Forse, da una vaga reminescenza...
Congetture platoniche...
Che dire?
Che meravigliosa utopia avere a disposizione tutte queste informazioni!
Idee che fluttuano nell'infinito, che rimbalzano dalle Wiki alle stelle, oltre gli oceani e i cieli.
Ragazzi, sapete cosa penso?
Non abbiamo scuse per l'ignoranza.
Non abbiamo scuse per non ascoltare.
Non abbiamo scuse per non imparare, anche perché tutto questo è semplicemente... web!

Alla prossima!

Il vostro affezionato Li.

 

 

 

 

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