La guerra dei brevetti

AGGIORNAMENTO DEL 16/04/2018

Una storia dove Davide ha sconfitto Golia. Riguarda il sistema tutor terrore degli automobilisti, due imprenditori lo avevano inventato e brevettato. Se lo sarebbero visto soffiare da Autostrade per l'Italia, che oltre a usarlo sulla propria rete ci avrebbe fatto affari beffando chi l'ha ideato. La Corte d'Appello di Roma ha ordinato ad Autostrade per l'Italia di rimuovere dalla propria rete i safety tutor. Di Alessandra Borella

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Collaborazione di Cataldo Ciccolella

Una guerra mondiale è in corso ma senza bombe e carri armati: è la guerra per accaparrarsi e difendere marchi e brevetti. In campo multinazionali e piccoli inventori, fondi di investimento, università e soprattutto legioni di avvocati. Si brevetta persino il movimento delle dita per allargare una foto sullo smartphone: Apple e Samsung se le sono date di santa ragione in tribunale per decidere chi lo ha pensato prima. Dietro un certificato che dice “questo l’ho inventato io” ci sono anni di ricerca, soldi e trafile burocratiche. Vedremo come funziona l’Epo - Ufficio Europeo dei Brevetti, sede centrale a Monaco, l’ente europeo che rilascia i brevetti: il presidente Benoit Battistelli è al centro delle polemiche per i suoi rapporti con i dipendenti, in più - pur essendo un’eccellenza - l’Epo è poco soggetto a controlli esterni, con tutti i rischi che ciò comporta.

Report racconterà anche le difficoltà e le prospettive di alcuni imprenditori italiani come l’inventore del tutor, in contenzioso con le Autostrade per stabilire chi detiene i diritti sull’idea.

Anche il governo Renzi si è accorto dell’importanza di brevetti e marchi e per questo ha inaugurato il patent box, uno sconto fiscale per non andare all’estero. Chissà se la Ferrari, il più importante marchio italiano nel mondo, deciderà di portare i suoi diritti in Olanda, dove ha già sede la sua holding, o rimarrà nel Belpaese. Infine l’inchiesta illustrerà qual è l’impatto dei brevetti sulla sanità pubblica e sulle tasche dei pazienti a partire dalla battaglia sui prezzi per il farmaco anti-epatite C.


NOTA DEL 15/05/2016
Marco Carrai ha appena informato di aver liquidato la società K Cube il 29 aprile e che i brevetti sono tornati alla Sapienza. Contattato oggi da Report, il prorettore e capo Ufficio brevetti de La Sapienza prof. Teodoro Valente dice di non sapere nulla di una liquidazione di K Cube. 

PRECISAZIONE DEL 22/05/2016

Torniamo un attimo sulla puntata di domenica scorsa, dedicata ai brevetti. Avevamo parlato dell’Università “La Sapienza” che aveva stipulato un accordo con la società KCube di Marco Carrai che è il consulente del Premier per lo sfruttamento dei brevetti. Il suo avvocato ci aveva informato che quella società non esisteva più. Bene, noi domenica, non potevamo sapere questo perché da una visura fatta praticamente il giorno prima, la società risultava in essere, e non solo: il prorettore fino a domenica - ovvero colui che aveva firmato quell’accordo e che doveva essere il primo a sapere se quell’accordo non esisteva più - non ne sapeva nulla. Lunedì, il verbale dell’assemblea che ne decreta lo scioglimento è stato consegnato al tributarista, il quale lo ha poi consegnato alla Camera di Commercio, e quindi la società risulta ufficialmente sciolta, mercoledì 18. 

La guerra dei brevetti - Aggiornamento del 16/04/2018: i furbetti del tutor

Una storia dove Davide ha sconfitto Golia. L’avevamo raccontato per primi due anni fa. Riguarda il sistema tutor terrore degli automobilisti, due imprenditori lo avevano inventato e brevettato. Se lo sarebbero visto soffiare da Autostrade per l’Italia, che oltre a usarlo sulla propria rete ci avrebbe fatto affari beffando chi l’ha ideato.
 

La guerra dei brevetti - Aggiornamento del 16/04/2018: i furbetti del tutor

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La guerra dei brevetti - Aggiornamento del 28/11/2016

di Luca Chianca

Dove c'è un marchio riconducibile al Made in Italy c'è Luca Cordero di Montezemolo. Lo troviamo ospite ai convegni che promuovono il brand Italia, presidente del comitato promotore per la candidatura alle olimpiadi di Roma 2024. E come dimenticare Italia '90 e i suoi 19 mondiali vinti con la Ferrari. Ma da presidente della Ferrari, oltre alle vittorie della Formula 1, come ha gestito il marchio del Cavallino rampante, dal valore di oltre quattro miliardi di dollari? Nel 2002 lo ha affidato al cognato Lorenzo Bassetti che ha aperto fino a 18 punti vendita in tutta Europa ma dopo 14 anni di contratti qualcosa è andato storto. In ballo c'era la fusione tra Fiat e Chrysler e Ferrari voleva risolvere tutti i contenziosi e a scoperchiare le carte di questa storia c'è una causa civile presso il tribunale di Milano in cui l'avvocato Giulio Azzaretto, che ha portato a conclusione la chiusura dei contratti con il cognato di Montezemolo, fa causa proprio alla Ferrari per il mancato pagamento di ben 2,7 milioni di euro per il lavoro svolto. 
 

La guerra dei brevetti - Aggiornamento del 28/11/2016

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