Dentro il tunnel

AGGIORNAMENTO DEL 16/06/2019

Da Report del 16 giugno 2019, di Giovanna Boursier. Report torna a occuparsi dell'analisi costi-benefici sulla ferrovia Torino-Lione.

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collaborazione di Eva Georganopoulou e Greta Orsi
 
Entriamo negli scavi della nuova linea ferroviaria Torino Lione, la tav o meglio il tav della discordia, e vediamo davvero quanto è stato scavato del nuovo tunnel, tra Susa e Saint Jeanne de Maurienne: 7km e mezzo per il percorso del treno, lato francese, e altri 20 km di gallerie accessorie, che poi diventeranno di sicurezza. Report ha visitato i cantieri percorrendo i tunnel già esistenti. Bisogna scavare ancora molto, ma non si può dire che i lavori siano a zero, come invece affermano il vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Lega e M5S hanno scritto nel contratto di governo che bisogna rivedere integralmente il progetto, che intanto è cambiato, grazie alle enormi manifestazioni notav che tutti ricordiamo: per esempio, rispetto al 2006, il tunnel in Italia non parte più da Venaus. Report farà il punto della situazione.
 

Dentro il tunnel - Aggiornamento del 16/06/2019

A gennaio, nell’analisi costi benefici sulla Tav, la nuova linea ferroviaria Torino Lione, l’equipe di studiosi coordinata dal professor Marco Ponti, a cui il ministro Toninelli aveva affidato l’incarico di esaminare il progetto, lo aveva valutato negativo per 7 miliardi di euro, considerando tra i costi per lo Stato anche i mancati introiti delle accise sul carburante che i camion non pagherebbero più se il traffico di merci si trasferisse dalla strada al treno. Ma due mesi prima, lo stesso gruppo di studiosi, nell'analisi costi benefici del Terzo valico, la Milano-Genova, toglie dai costi per lo Stato la perdita di accise, pur scrivendo che così la valutazione non sarebbe corretta. Perché così gli indica di fare il ministero dei Trasporti che, a sua volta, scrive che considerare la perdita di accise tra i costi non è pienamente in linea con le linee guida del Ministero ed europee. Dunque la valutazione si fa in base alla scelta politica. Tanto che alla fine è lo stesso Ponti a dichiarare che la Tav non è il male peggiore.
 

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