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Gli 80 anni di Adriano Celentano, scoccati lo scorso 6 gennaio, sono stati festeggiati con fervore dal suo vastissimo pubblico. Numerose sono le generazioni che amano il rivoluzionario cantante, l’esilarante attore, il carismatico uomo di spettacolo o l’affascinante personaggio, ormai assunto a mito.
Rai Easy Web vuole unirsi alla celebrazione di questo illustre compleanno, offrendo un percorso nella lunga storia di una delle figure più amate e, al contempo, più riservate dello show business italiano.
La partecipazione di Adriano Celentano ne La dolce vita, il celebre film del 1960 di Federico Fellini, rappresentò non solo la moda della musica giovanile, esplosa poco prima in America, ma anche l’affermazione personale del cantante, che aveva cominciato l’attività nel 1956.
La presenza di Celentano esprimeva il cambiamento del costume che Fellini desiderava documentare e che aveva interessato la società italiana a partire dagli anni Cinquanta, quando la forte crescita del lavoro e la conseguente stabilità avevano fatto dimenticare l’orrore della guerra e, nello stesso tempo, fornito al paese una più florida condizione sociale.
Quella in cui Celentano mosse i suoi primi passi come artista era quindi l’Italia del Boom Economico (secondo la popolare espressione coniata dal giornale inglese «Daily Mirror») e un contributo basilare a quello sviluppo fu fornito proprio dal mercato discografico, risvegliato dai nuovi suoni che arrivavano dagli Stati Uniti.
Come molti altri ragazzi della sua generazione, Celentano rimase folgorato dall’ascolto di Rock Around The Clock di Bill Haley, il 45 giri che nel 1955 aveva fatto esplodere la febbre del rock’n’roll pure perché inserito nella colonna sonora de Il seme della violenza (Blackboard Jungle), un film con Glenn Ford che all’epoca ebbe molta risonanza. Un anno dopo, incrociando la strada con due giovanissimi Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, Celentano esordì a Milano (la città dove era nato da genitori pugliesi) e nel 1959 centrò il suo primo successo: Il tuo bacio è come un rock.
Nel 1961 Celentano fece il bis con 24 mila baci, la canzone con la quale esordì al Festival di Sanremo. Intanto la sua crescente popolarità – alimentata anche dalla presenza scenica, che in breve tempo lo portò a essere soprannominato Il Molleggiato – fu rinnovata nel 1962 con Stai lontana da me e con Pregherò, e nel 1963 con Grazie, prego, scusi.
In un secondo momento Celentano stabilì di allontanarsi dai pezzi ritmici degli esordi per approdare a un filone più melodico. Fu una decisione importante che assegnò alla sua vicenda professionale una direzione artistica più personale. La prima svolta avvenne con la canzone Il ragazzo della via Gluck, incisa nel 1966, che toccava i temi dell’infanzia e dell’ecologia – suscitando l’interesse di Pier Paolo Pasolini, che incontrò il cantante e valutò l’ipotesi di trarne un film.
Nel 1967 fu la volta di Siamo la coppia più bella del mondo, un brano scritto per lui da uno sconosciuto Paolo Conte, un aspirante avvocato di Asti col vizietto della scrittura musicale. La collaborazione tra i due artisti fruttò l’anno dopo Azzurro, la canzone più rappresentativa di Celentano e in assoluto una delle più belle della musica leggera italiana. Il cantante dette fondo alla propria ispirazione e sul lato B dello stesso 45 giri registrò Una carezza in un pugno, un’altra canzone immortale del suo repertorio.
Gli anni Sessanta si chiusero per Celentano con un altro pezzo memorabile, Una storia d’amore incisa nel 1969 (poi magistralmente ripresa, anni dopo, dagli Avion Travel). Mentre gli anni Settanta furono inaugurati dalla vittoria al Festival di Sanremo, nel 1970, grazie a Chi non lavora non fa l’amore (interpretata insieme alla moglie Claudia Mori, sposata in gran segreto nel 1964).
Bravo a non seguire le innumerevoli tendenze musicali del periodo e a ribadire piuttosto la propria personalità di artista, nel frattempo Celentano si dedicò alla cinematografia, dopo un battesimo nel cinema d’autore con Serafino di Pietro Germi girato nel 1969.
Così mentre la sua carriera discografica continuò (attraverso i successi di Prisencolinensinainciusol nel 1972, di Svalutation nel 1976 e di “Soli” nel 1979) quella cinematografica ne fece uno degli attori più amati al botteghino.
Celentano si rivelò abile sia dietro la macchina da presa, realizzando nel 1974 Yuppi du, sia come attore brillante per registi del calibro di Sergio Corbucci, con il quale nel 1976 girò Bluff affianco un mostro sacro come Anthony Quinn.
Le commedie si rivelarono il genere più adatto all’estro di Celentano e, tramite la propria duttilità, egli divenne uno dei numeri uno del cinema italiano anche grazie al sodalizio artistico che – tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta – lo legò ai registi Castellano e Pipolo, con i quali interpretò Mani di velluto, Il bisbetico domato e Asso.
L’artista confermò la sua versatilità cominciando a lavorare per la televisione e lasciando il segno con alcune trasmissioni, in particolare come Francamente me ne infischio del 1999 e Rockpolitick del 2005. La sua biografia musicale non ne risentì, come dimostrarono i successi di Acqua e sale cantata con Mina nel 1998 e di L’emozione non ha voce del 1999.
Dal dopoguerra a oggi la parabola artistica di Adriano Celentano ha accompagnato quella del paese, come ha ricordato Antonello Catacchio in un articolo apparso su «Il Manifesto» lo scorso 2 gennaio.
Soprattutto – mettendosi in discussione e cimentandosi in diverse esperienze dello spettacolo e della comunicazione, per tacere delle sue battaglie ecologiste e delle sue numerose prese di posizione sulla politica e sulla religione – Celentano ha dimostrato di essere un artista curioso e di avere compreso lo spirito dei tempi moderni, dove soprattutto a un personaggio pubblico è richiesto di sapersi mettere in gioco, a condizione di mantenere la propria libertà.
Celentano è stato e continua a essere indiscusso protagonista del palinsesto radiofonico e televisivo Rai: seppure fisicamente assai poco presente sulla scena negli ultimi anni, la sua influenza sul pubblico non ha mai accennato a calare.
Citato e imitato in molti programmi di varietà e di cultura musicale o cinematografica, soprattutto le reti ammiraglie di tv e radio non hanno mancato di celebrarlo in più occasioni.
L’uscita, avvenuta il primo dicembre dello scorso anno, del box set Tutte le migliori dell’ormai consolidata coppia artistica Mina e Celentano è stata una di queste, con il TG1 che aveva già diffuso in anteprima la canzone inedita della collezione, Eva, nel servizio di Vincenzo Mollica del 09/11/2017. Riascoltalo (durata 1 minuto).
Anche in concomitanza con la pubblicazione, a novembre 2016, del precedente lavoro comune dei due artisti intitolato Le migliori, a distanza di quasi vent’anni dal loro primo e unico altro disco di duetti MinaCelentano del 1998, Il Molleggiato e la sua illustre collega hanno attirato grande attenzione.
Una trasmissioni di cronaca e costume come La vita in diretta di Rai 1 ha dedicato a “Mina e Celentano, di nuovo insieme dopo 18 anni” (durata 19 minuti) un ampio spazio, affidando agli Audio 2 l’esecuzione di un medley di alcune hit indimenticabili dei due celebri artisti e discutendo della loro storia professionale con gli ospiti in studio e in collegamento.
E’ stata, però, la prima serata di Rai 1 a celebrare il momento nella maniera più ampia, con Dedicato a MINACELENTANO, uno show costruito con filmati rari delle loro performances televisive e registrazioni rubate durante la preparazione dell’album Le migliori, ma anche grazie alla presenza di ospiti illustri che li hanno voluti omaggiare.
Vi riproponiamo di seguito l’ascolto degli interventi di:
Mika (durata 4 minuti), che racconta le canzoni di Mina e Celentano e intona Ancora ancora ancora;
Fedez e J-Ax (durata 5 minuti), che presentano un mash-up di canzoni dei due cantanti;
Carlo Verdone (durata 2 minuti), che parla dei due artisti e della sua esperienza alla regia nel video-clip Se mi ami domani;
Paolo Conte (durata 2 minuti), che racconta la canzone Azzurro scritta per Adriano Celentano.
Anche Radio 1 ha guardato costantemente alla figura di Celentano, seguendo la sua ascesa a mito della musica.
Gianni Minà lo aveva intervistato, già arrivato al successo, alla fine degli anni ’70 per il suo programma Dal Rock al Rock, dedicandogli la puntata "Io ho una predisposizione allo snodamento", riproposta da Radio 6 Teca in occasione dell’uscita dell’ultimo album di duetti con Mina. Ascoltala (durata 29 minuti).
Radio 1 Music Club, il programma dedicato ai personaggi che hanno ridisegnato il rock e il pop nel corso degli anni, ha parlato ai suoi ascoltatori di Celentano molte volte e sotto diversi aspetti.
Per il ciclo Il Rock fa Sessanta vi invitiamo a riascoltare le trasmissioni:
”Il Rock'n'roll ecologico di Adriano Celentano” del 10/03/2015 (durata 25 minuti);
“Adriano Celentano, il rock & roll diventa grande” del 07/05/2015 (durata 27 minuti).
A cinquant’anni di distanza, ha poi ricordato “Il 1967 di Adriano Celentano”, trasmissione del 06/07/2017 (durata 20 minuti).
Pezzi da 90 di Radio 2 ha preso spesso Celentano come punto di riferimento per i suoi montaggi stile Blob.
In “Le rockstar: gli italiani” del 13/10/2014 (durata 16 minuti) Adriano Celentano viene riconosciuto come colui che ha aperto la via italiana al Rock, poi percorsa da Eugenio Finardi, Vasco Rossi, Ligabue, Loredana Bertè e Gianna Nannini.
“Celentano è come un Rock!” del 06/01/2015 (durata 10 minuti) è stato l’omaggio per i 78 anni del cantante, mentre “I 50 anni del ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano” del 09/02/2016 (durata 14 minuti) ha ricordato la partecipazione del Molleggiato a Sanremo 1966 in attesa della performance come ospite al Festival 2016.
“Mina e Celentano cantano insieme What I say – 1965” del 21/10/2016 (durata 5 minuti) è la testimonianza della – già all’epoca – lunga amicizia tra i due artisti.
Grazie a Rai Teche, concludiamo l’omaggio a Celentano con una carrellata di contributi dagli archivi Rai per ricordare la nascita e l’affermazione di una leggenda vivente della musica italiana.
1959: Celentano canta nella trasmissione Costellazione (durata 1 minuto)
1959: Sandro Ciotti intervista un giovanissimo Celentano in Radioscrigno (durata 3 minuti)
1967: Celentano canta Eravamo in centomila nel programma 110 e Lode (durata 1 minuto)
1967: Celentano e Mina cantano La coppia più bella del mondo in Sabato Sera (durata 20 secondi)
1975: Celentano e Claudia Mori cantano Yuppi du in Punto e Basta (durata 1 minuto)
1987: Sketch comico di Adriano Celentano e Marisa Laurito in Fantastico 8 (durata 1 minuto)