30/11/2020
04/03/2013

Stipendi sempre più bassi

ECONOMIA - Una situazione della quale i lavoratori italiani sono pienamente consapevoli: "Uno su due - fa sapere l'Eurispes - non è affatto soddisfatto della retribuzione. E per la maggioranza di loro, più di sei su dieci, tutto ciò non consente di pensare serenamente al futuro"

Non solo rischiano sempre più spesso di arrivare a rate, perché le imprese sono a corto di liquidità, ma gli stipendi italiani sono anche più bassi rispetto alla media dell'eurozona. Quattordici euro e mezzo la paga oraria lorda, senza contare tasse, troppe, e potere d'acquisto tagliato, contro 15,2. 

Prendiamo i dipendenti tedeschi, un modello da imitare quando si fanno i confronti sull'efficienza e la produttività: rispetto agli italiani possono però contare ogni mese su una busta paga più consistente. Lo si sa da tempo, lo confermano ora le rilevazioni quadriennali dell'Istat su dati del 2010: al dodicesimo posto nell'Europa a ventisette, la retribuzione nel nostro Paese è inferiore di quasi il quindici per cento rispetto a quella dell'economia più solida, quella tedesca. E siamo in ritardo anche rispetto agli altri paesi: il 13 per cento in meno del regno unito, undici della Francia. 

Il confronto diventa ancora più impietoso se si considera il potere d'acquisto, crollato in Italia nell'ultimo anno, e il differente livello dei servizi, dagli asili nido, alla scuola, all'assistenza agli anziani. Dalla parte delle imprese, poi bisogna aggiungere il peso delle tasse che riducono il margine di manovra per garantire stipendi adeguati, rilanciare gli investimenti e la crescita. 

Una situazione della quale i lavoratori italiani sono del resto pienamente consapevoli: uno su due, fa sapere l'Eurispes, non è affatto soddisfatto della retribuzione. E per la maggioranza di loro, più di sei su dieci, tutto ciò non consente di pensare serenamente al futuro.