27/11/2020
10/04/2013

L’Europa lancia l'allarme Italia

ECONOMIA - Per l'Unione il nostro Paese resta un osservato speciale e lancia l'allarme: debito alto, rischio contagio. Il presidente di Confindustria Squinzi: “Governo subito o niente ripresa”. Produzione industriale in un anno - 3,8%

ueDebito alto, economia ferma, banche deboli. Nonostante i grandi sforzi l’Italia resta vulnerabile e secondo i mercati può contagiare l'eurozona, avverte il Rapporto della Commissione europea. Mentre Bruxelles lancia l'allarme il Consiglio dei Ministri approva il Def, il documento di economia e finanza. “Il provvedimento, articolato nel biennio 2013-2014, si caratterizza per la sua connotazione di straordinarietà - dice Palazzo Chigi - e non comporta un allontanamento dal percorso di risanamento finanziario cui il governo rimane fermamente impegnato”.

Soddisfatto Mario Monti: il Def conferma “che il risanamento è avvenuto. Le finanze pubbliche sono su un sentiero sostenibile. È centrato l'obiettivo del bilancio in pareggio in termini strutturali”.  La Commissione europea dice però che le banche italiane sono diventate più deboli. “La resistenza del settore bancario italiano si è seriamente indebolita dalla metà del 2011 - afferma l'esecutivo di Bruxelles - minando la capacità delle banche di sostenere l'attività economica e gli aggiustamenti”. Non solo ma la doppia recessione in Italia “ha aumentato il rischio del credito al settore privato, appesantendo le banche con una larga quantità di crediti in sofferenza”.

“Alcune misure importanti sono state adottate nell'ultimo anno per affrontare questi squilibri”, riconosce la Commissione Europea ma al Paese serve un fisco che aiuti la crescita, l'attuazione delle riforme e più competitività. L’imperativo di Confindustria è fare subito, anzi “subitissimo”, usa proprio questa espressione il presidente Giorgio Squinzi. La locomotiva Italia rischia di rimanere ferma alla stazione della recessione se non si interviene, mentre gli altri paesi europei agganciano la ripresa. e questo sarebbe molto grave. 

Secondo il numero uno di Confindustria inoltre, l’assenza di un governo e l'allentamento dell'azione dell'esecutivo Monti, “si può calcolare che abbia portato alla perdita di un punto percentuale di prodotto interno lordo, cioè a 1600 miliardi di euro”. “Serve maggiore coraggio. Dal governo Monti - lamenta Squinzi  - ci aspettavamo di più. Il decreto per il pagamento dei debiti da parte della PA non basta. Bisogna metterci mano altrimenti  il Paese continuerà ad essere ancora in difficoltà, a perdere pezzi. Basta guardare i dati sulla produzione industriale arrivati oggi: un crollo senza fine: il diciottesimo calo consecutivo. In un anno - 3,8%”.