Mostri dallo psicologo



[Testo di Maurizio Fei e Paola Manoni]


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durata 14 minuti -
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Qualche anno fa, quando ancora ero un giovane psicanalista, ricevetti nel mio studio - nella stessa giornata e a distanza di poche ore - due pazienti molto singolari.
No, non è corretto... direi che erano incredibilmente singolari.
"Sono la sfinge e vengo dall'Egitto", disse la strana creatura posandosi sul lettino, "Come sa, dottore, sono rappresentata come un leone disteso a terra, e non su un lettino di uno strizzacervelli come mi vede adesso, e ho la testa come quella di un Faraone.
Il che mi evita noiosissime sedute dal parrucchiere.
E non si offenda per lo strizzacervelli, in fondo lo ero anch'io, anche se spesso e volentieri non mi limitavo ai cervelli.
Lei dice di voler conoscere la mia storia?"

"Sì, la prego."

"Allora la faccio breve così mettiamo fine a questa sceneggiata.
Dall'Egitto alla Grecia, dove in poco tempo divenni figura mitologica... temuta e rispettata.
Finito."

"Non ha da aggiungere altro?", le chiedo pazientemente.

"Beh... a dirla tutta ero considerata... un mostro.
Non proprio un complimento, ma ci si abitua.
Corpo di donna con le ali e seno prominente... inviata da Era per punire la città di Tebe.
Mi ero insediata alle pendici del monte Citerone e mi annoiavo moltissimo.
Le giornate non passavano mai.
Non c'era niente di entusiasmante nella mia vita...
Anche quelle ridicole feste celebrate dai Greci sul monte Citerone in onore di Dioniso, erano una noia mortale.
Le inebrianti feste, le chiamavano loro.
Comunque, per farla breve, sentivo che la mia arcana sapienza nel mondo degli uomini veniva ridimensionata di giorno in giorno, e per non arrugginire il meraviglioso meccanismo della mia intelligenza ponevo enigmi e indovinelli ai passanti."

"E cosa succedeva se qualcuno non rispondeva correttamente?"

Prima di rispondere la Sfinge esplode in una sonora risata: "Ma nessuno rispondeva correttamente...
Comunque, come lei sa benissimo, e non faccia il finto tonto con me, se sbagliavano a rispondere mi prendevo la loro vita...
Del resto ero o non ero il mostro?"

"E lo era?", le chiedo timidamente.

"Beh, chi può dirlo?
Comunque tanto meglio non tradire le aspettative della gente e comportarsi fino in fondo come tale.
Non trova?

 

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Immagine diEdipo e la Sfinge (Per leggerne la descrizione proseguire nel link). Si vedono Edipo, seduto in terra, vestito da viandante con una tunica verde. Ha un bastone che tiene con il braccio destro mentre il sinistro è steso e aperto, come a dimostrare con un gesto un discorso. La Sfinge è di profilo, seduta in cima a una colonna. Sullo sfondo, l'immagine simbolica di provenienza della Sfinge, il deserto egiziano e il cielo assolato.Particolare della Sfinge.Particolare di Edipo.
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Ne divorai tanti e tanti... ogni giorno era un banchetto... e mi saziavo senza neanche dovermi preoccupare di andare a caccia."

Più tardi, nello stesso studio, sullo stesso lettino, era disteso uno strano essere informe.


"Mi scusi dottore se le ho bagnato il lettino...", sussurra il mostro.
"Io.. sono mortificato, non volevo..."

"Non si preoccupi, la pelle è impermeabile", mi affretto a tranquillizzarlo.

"Sa, è per via del lago...
Comunque... ecco... il mio nome è Nessy, ma per tutti io sono il mostro del lago di Loch Ness, e come è noto non esiste prova della mia esistenza."

"Mmm, già, beh", farfuglio preso un po' alla sprovvista, "sorvoliamo su questo aspetto.
Vada avanti."

"Ecco... comunque, fantasia o no, io, io vengo da molto lontano.
Adamnanus de Iona, un monaco irlandese vissuto nel 600 dopo Cristo, vede... scrisse un resoconto sulla vita di Santa Columba.
Ecco... nello scritto sembra vi sia riportata la memoria del funerale di un abitante di Loch Ness ucciso da..."
Il mostro non riesce a concludere la frase.

"Da?", lo incalzo.

"Da una bestia mostruosa?", aggiunge con un filo di voce.

"Da una bestia mostruosa?"

"Mi guardi.
Non le sembra un po' esagerato, dottore?"
All'improvviso il mostro sembra prendere coraggio: "Certo se poi i media, internet in primis, si mettono a diffondere quel filmato a dir poco inverosimile, come quello del 2007 realizzato da un tecnico di laboratorio, tal Gordon Holmes... in cui si vede un ipotetico, e sottolineo ipotetico, rettile preistorico che nuota al centro del lago... beh...
Ma le sembro forse un dinosauro io?
E poi non so neanche nuotare."

"Lei come si definirebbe, signor Nessy?"

"Io... non saprei", replica tornando timido .
"Il problema è che da quando Adamnanus de Iona mi citò nella sua opera Vita Sancti Columbae, è stato tutto un susseguirsi di avvistamenti, di testimonianze, di resoconti.
Ma ha visto quel filmato?
Io sarei quel coso che galleggia?
Si vede benissimo che non sono io.
La gente è disposta a credere a tutto pur di veder condivise le proprie convinzioni."

 

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 Immagine prospettica di un giardino all'italiana (Per leggerne la descrizione proseguire nel link). Si vede un giardino disposto con alcune siepi dalle forme geometriche. Si vedono archi vegetali al centro e percorsi delimitati da cinte di arbusti, ordinati e ben potati. Adornano la scena alcuni alberi e, sullo sfondo, il cielo sereno con la presenza di due nuvolette bianche. Particolare del giardino con siepi ad archi e altre forme geometriche, lato destro.Particolare del giardino con siepi ad archi e altre forme geometriche, lato sinistro.
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La sfinge era immobile, distesa sul lettino, con lo sguardo perso nei ricordi.


"Sceglievo con cura le mie prede...", dice a un tratto la Sfinge, "e non sbagliavo mai ...
Però gli zotici mi erano indigesti.
Non riuscivo a digerirli.
Meglio gli ingenui.
E che dire di coloro che, pieni delle proprie convinzioni, sbagliavano le risposte con indicibile presunzione di verità?
Sicuramente molto più validi arrosto!"

"E poi cosa accadde?"

"Poi?", chiede sommessamente.

"Ne vuole parlare?"

"Certo, non ho nessun problema.
Non è un segreto, è che... l'incontro con Edipo mi fu fatale, lo sanno tutti."

"La prego continui."

"Quando Edipo arrivò era una giornata senza vento.
L'aria era densa per via del tasso di umidità elevato.
Ero quasi in dubbio se gettarmi in picchiata sbarrando il cammino a quel viandante che incedeva a passi lenti e misurati, oppure starmene lì a volteggiare in cerchio sopra di lui.
Il suo procedere manifestava controllo e sicurezza di sé.
Avrei dovuto percepire questi tratti e decidere altrimenti.
Tuttavia una parte di me si sentiva sollecitata dall'idea di sfidare qualcuno che faceva presagire migliori capacità!
E poi avevo un certo languore di stomaco e avrei volentieri messo del cibo sotto ai denti.
Sicché volteggiai nel cielo e scesi.
In genere la vista del mio corpo mostruoso spaventava la gente.
Ma Edipo rimase indifferente quando ci trovammo faccia a faccia.
Dopo pochi preliminari di rito partii con la mia sciarada.

'Dimmi qual e l'animale che al mattino cammina su quattro zampe, a mezzogiorno su due e alla sera con tre?'
Edipo si tolse dalle spalle la bisaccia.
Da questa prelevò una fiaschetta con dell'acqua e dopo aver bevuto rispose all'indovinello.
Lei saprebbe farlo, dottore?"

"La risposta è: l'uomo", dissi con tono sicuro.
"Da bambino impara a camminare carponi con le mani per terra.
Poi solo con le due gambe e da anziano con tre perché sovente si serve del bastone."

 

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 Immagine di una pianta di un giardino all'italiana (Per leggerne la descrizione proseguire nel link). Il giardino è visto dall'alto e mostra la geometria del labirinto di siepi (alcune con dei fiori rossi). Sulla destra si apre una scala di cui si vedono gli ultimi tre scalini.Particolare della scala. Davanti ad essa, alcune siepi con dei fiori rossi.Particolare della struttura labirintica.
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"Certo ora è facile", replica la Sfinge, "ma Edipo sapeva, e la sua risposta articolata alludeva al vero significato dell'indovinello che poneva in modo recondito la questione più fondamentale: Chi è l'uomo?"

"Ed è da quel giorno che sente questa strana sensazione di vuoto?"

"Sì... La mente sembrava liquefarsi.
Urlai ferita alzandomi in volo e mi prese una vertigine tremenda.
Venni risucchiata a velocità vorticosa verso il basso a cerchi concentrici sempre più stretti fino ad arrivare a un punto dove la caduta contro la roccia fu inesorabile.
Ero precipitata dalla rupe."

La sfinge prorompe in un pianto disperato.
"Tenga si asciughi le lacrime", le dissi porgendole il mio fazzoletto, "direi che per oggi può bastare.
Ci vediamo la prossima settimana, signora Sfinge."

"La prego mi chiami la strangolatrice, è il significato del mio antico nome, ovvero: la guardiana delle città sacre.
L'ho sempre preferito tra tutti."

Nessy sembra ormai tranquillo.
Incurante dei rivoli d'acqua scura che gli scivolano lungo le zampe squamose fino a formare piccole pozzanghere sul pavimento.
Il mostro era completamente a suo agio, abbandonato sul lettino che a stento lo contiene.
All'improvviso le sue labbra si curvano in una smorfia di disappunto.


"Una bestia mostruosa.
Mi hanno sempre dipinto così."

"Come lei saprà", mi affrettai a dire, "il New York Times nel 1992 pubblicò la curiosa notizia di due ricercatori che annunciano la presenza di grandi creature serpentiformi nei laghi della British Columbia, presumibilmente correlati al mostro di Loch Ness.
Sono in molti a volerla emulare, signor Nessy. Lo sa?"

"Vuole che non conosca quella testa di capra sormontata da un corno avvistata nel lago di Worth, quello che spaventa le persone e non le aggredisce?
Oppure quel famoso Mokele Mbembe il cui nome in lingua lingala significa colui che è in grado di deviare il corso dei fiumi?
Non si può certo paragonare a me, un mostro lacustre, dal momento che lui vive in una squallida palude poco esplorata nella regione del Likouala.
Deve sapere, dottore, che l'abate Proyart lo descrisse come un mostro con collo da giraffa e coda da serpente, mole da elefante pelle grigia e testa piccola.
Praticamente un mosaico di tutte le bestie della zona.
Dicono pure che sia vegano; ma le sembra credibile?
Un mostro che attacca le imbarcazioni e ne uccide gli uomini dell'equipaggio senza tuttavia mangiarne i corpi.
Non è certo come il Drago Tarantasio.
Lo conosce il drago Tarantasio, dottore?"

 

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Immagine della Sfinge (Per leggerne la descrizione proseguire nel link). Si vede la creatura mitologica alata, dalle sembianze femminili e col corpo di leone, di profilo. Sullo sfondo le dune del deserto e il cielo sereno.Particolare del volto femminile della Sfinge.Particolare delle ali e del volto femminile della Sfinge.
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"Dicono che sia solo una leggenda", replico deciso.

"Una leggenda?", il mostro ride beffardo, "Fate presto voi a relegarci al confine tra la fantasia e la tradizione mitologica.
Per voi umani noi siamo esseri favolistici che popolano l'immaginario collettivo di un popolo, e i cui avvistamenti, diciamolo pure dottore, me compreso, sono di natura sempre molto incerta.
Creature Sconosciute, o nel migliore dei casi Specie Estinte, questo siamo per voi.

Il monaco Sabbio nel 1110 scrive la storia di Tarantasio, un mostro che si nutriva di uomini e di bambini quando emergeva dalle acque di questo mitico lago formato dalla confluenza dei fiumi Adda, Oglio e Serio nel loro straripamento."

"Già, il cosiddetto Mare Gerundo", puntualizzo, "sembra si estendesse fino ai confini di Milano".

"Sulla sua superficie l'Isola Fulcheria si originò la città di Crema.
La descrizione del mostro è sempre quella di un serpentiforme con una grande testa cornuta, zampe palmate e fauci che sputano fuoco come un drago."

"Dove vuole andare a parare signor Nessy?"

"Che in realtà il drago Tarantasio era solo un povero serpente di mare che risaliva il fiume Po dalla foce per godersi la tranquillità del lago.
Poi arrivò uno di voi, un umano intendo, per la precisione il capostipite dei Visconti e zac... gli mozzò la testa."

"E mi dica se sbaglio signor Nessy, il drago è raffigurato nello stemma della storica famiglia milanese."

"Vedo che lei ne sa più di me, dottore."

"Dove andrà ora, signor Nessy?", gli chiedo con un sorriso.

"Oh, questo non posso certo dirglielo, è un luogo segreto.
Se glielo dicessi arriverebbero tutti con i loro dannati smatphone per fotografarmi.
Sa come si chiamano quelli come me, la cui esistenza non è scientificamente provata?"

"Criptidi, se non mi sbaglio"

"Non si sbaglia dottore, lei mi sorprende davvero.
Criptidi.
Proviene da criptozoologia, che si autodefinisce la scienza degli animali nascosti.
Realtà o illusione?"

"Realtà o illusione?", ripeto.
"Vede signor Nessy, tutti noi amiamo le nostre illusioni."

Vidi il volto di Nessy aprirsi in un sorriso.
Si alzò a sedere sul lettino scrollandosi di dosso l'acqua in eccesso, che sembrava non finire mai, era come se una fonte segreta sgorgasse continuamente dalla sua pelle.
Poi mi fissò a lungo prima di parlare.
"Noi amiamo le nostre illusioni?", disse il mostro del lago di Loch Ness.
"Direi piuttosto che ne abbiamo bisogno.
Ne abbiamo bisogno come dell'aria che respiriamo."






 

 

 

 

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