INTERVISTA A GIANLUCA NICOLETTI

Giornalista e scrittore

Domanda: Perché ha deciso di scrivere Una notte ho sognato che parlavi?

Risposta: Ho un figlio autistico. Volevo dare un’informazione utile per tutti e per il mondo della disabilità in particolare. Quella che vivo tutti i giorni e della quale sono testimone.


Domanda: L’opinione pubblica è informata sulla disabilità?

Risposta: Vi è una grande ignoranza. E questo riguarda anche le persone che sarebbero istituzionalmente preposte ad occuparsene. Anche a livello medico ho riscontrato come la disabilità psichica – quella di mio figlio – sia avvolta nel pregiudizio. Quasi fosse una cosa da tenere nascosta. Gran parte dei disabili psichici vivono chiusi in casa, con una ridotta possibilità di vivere in una società inclusiva. Il più delle volte vengono rinchiusi in quegli istituti che sono in realtà delle discariche sociali.


Domanda: Com’è nata l’idea di Tommy, il dissuasore di parcheggi per disabili?

Risposta: E’ nata analizzando i problemi quotidiani che incontra una persona disabile. La persona autistica è molto fragile, soggetta ad attacchi epilettici e ha il diritto di avere un parcheggio proprio. Invece tutti questi posti sono spesso occupati da persone che non ne hanno diritto. Ovviamente si apre un contenzioso dialettico con l’occupate abusivo del parcheggio. Cosa umiliante per cui ogni volta devo spiegare perché il mio ragazzo ha diritto al parcheggio con concessione. Ho pensato quindi di trovare un sistema per salvaguardargli il posto. Se uno tenta di rubare una macchina suona l’allarme. Grazie al “dissuasore Tommy” accade lo stesso se uno tenta di “rubare” il parcheggio. Una sirena, quindi, che scatta in questi casi come deterrente. Il sensore che fa scattare l’allarme può essere disattivato dal legittimo titolare della concessione, ma intanto provoca nell’occupante abusivo un senso di vergogna e di disagio.

 

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