MINA: GLI 80 ANNI DELLA TIGRE DI CREMONA

Foto d'epoca di Mina in primo piano

 

Gli 80 anni di Mina

di Guido Barlozzetti

Ottanta anni di Mina. Un compleanno e un’occasione per riguardare un cammino artistico che ha segnato la storia della musica leggera, non solo italiana, e che continua ad accompagnarci con una voce inconfondibile.

“La voce di Mina è un miracolo”, disse una volta Fabrizio De André che ne sottolineava la naturalezza stupefacente nei virtuosismi e nell’estensione.

Mina è stata, ed è, tante cose. Un incrocio di aspetti che riguardano la musica, la televisione, la consapevolezza del femminile nella nostra società, e - decisiva - quella dote misteriosa per cui qualcuno viene adottato dal pubblico più largo che vi si identifica e ne fa un compagno di strada e l’interprete dei propri sentimenti.

Accade ai grandi artisti, Mina Mazzini da Busto Arsizio, e poi stabilmente a Cremona, ha legato la sua immagine a un periodo ormai storico della vita italiana e, al tempo stesso, ne esce con un profilo e una personalità che travalicano le epoche.

È una ragazza dalla gestualità bizzarra quella che irrompe sulla scena della musica leggera alla fine degli anni Cinquanta, con l’energia di una voce, la giovinezza e la disinvoltura divertita ed estemporanea, che sono il controcanto di quegli anni che dal dopoguerra stanno saltando nel cosiddetto Miracolo Economico. E via via si va ad imporre a interprete e artista che supera gli anni e la cronaca. Una diva che esce dal perimetro della canzone.

Esuberante, ironica, disinibita. È questa l’immagine con cui si affaccia sul crinale tra i Cinquanta e i Sessanta. Si fa conoscere in una vacanza alla Bussola di Sergio Bernardini a Marina di Pietrasanta: spinta dagli amici, sale sul palco alla fine di un concerto, canta e tutti capiscono che quella ragazza di Cremona farà strada. Poi gli Happy Boys; il debutto in una balera di Rivarolo del Re; un impresario, Davide Matalon, incerto se lasciarle il suo nome o battezzarla Baby Gate; il primo successo, Nessuno, cantato con un ritmo sincopato e fortissimo, che la porta a Lascia o Raddoppia? prima, e a Il Musichiere poi.

Un’ascesa vorticosa: Tintarella di luna; Il cielo in una stanza; arriva a Sanremo, dove canta Io amo tu ami e Le mille bolle blu con le dita che si arrotolano sulle labbra, e anche se arriva quarta e la delusione è grande - non ci tornerà più - il vento del successo non l’abbandona e la porta a Studio Uno e alla consacrazione televisiva.

È al centro di diverse edizioni dello show ideato e diretto da Antonello Falqui con Guido Sacerdote, da conduttrice e cantante. Intorno a lei Lelio Luttazzi, Walter Chiari, le Gemelle Kessler, Don Lurio, Paolo Panelli, Bice Valori, il maestro Bruno Canfora.

Ogni canzone è un successo: La città nuda, Renato, Stessa spiaggia stesso mare, Brava, È l’uomo per me, E se domani, Un anno d’amore, Se telefonando… Una quantità/qualità incredibile che dice di uno stato di grazia e di una cantante che interpreta lo spirito del tempo e dunque una modernità popolare che colpisce per la naturalezza, la libertà e l’impatto di emozioni e sentimenti.

Mina è la voce di una stagione nuova e da allora ha continuato a proporre successi, mai ripetendosi, passando da una ribalta televisiva all’altra: Senza rete, Canzonissima, Teatro 10 - quello di Parole, parole con il divo de La cittadella Alberto Lupo - tournée, album e singoli in testa alle hit parade, l’incontro con Mogol e Lucio Battisti (Insieme, Io e te da soli, Amor mio) e via via da un decennio all’altro... fino all’ultimo concerto dal vivo a Bussoladomani, là dove era iniziata la sua avventura.

È infatti nel 1978 che Mina si ritira dalle scene. Decisione annunciata e senza appello che la porta a vivere a Lugano e ad affidare di lì in poi la sua presenza solo alla voce.

Cancella la sua immagine, come una grande diva del cinema, ed esce dal giro vorticoso dell’apparire per inaugurare un tempo della vita più a misura, ma non per questo meno impegnato artisticamente.

Gli album si susseguono e i successi anche: Questione di feeling con Cocciante, un primo album con Celentano nel ’98 (il secondo nel 2017), il tributo alla sua città, Cremona, e poi Veleno, le 600mila copie di The Platinum Collection con tre raccolte di hits, Buia buia, il tributo-jazz a Frank Sinatra L’allieva, duetti con Miguel Bosé e Giorgia, l’album Todavia in spagnolo, le arie classiche di Sulla tua bocca lo dirò…

Tanto lavoro, versatilità, un talento intatto… fino agli inediti di Mina/Fossati, con il brano Luna diamante scelto da Ferzan Ozpetek per Dea fortuna.

Ha cantato in tante lingue perché tanti l’hanno ascoltata nel mondo: siciliano, genovese, napoletano, spagnolo, inglese, tedesco, francese, portoghese, catalano, turco e giapponese. Ha spaziato da Napoli a Frank Sinatra, dagli Urlatori delle origini ai rapper, da Marinella di De André a Surabaya Johnny di Kurt Weill.

La cronaca l’ha seguita e anche soffocata, basti pensare alla storia con Corrado Pani che le costò anche un’esclusione dal video morigerato della Rai, ancor più dopo la volontaria sparizione, che ha alimentato supposizioni e leggende.

Adesso le dedicheranno speciali in tv e i tanti che l’hanno conosciuta pescheranno nei ricordi. Noi finiamo con Federico Fellini che tanto avrebbe desiderato incontrarla nei suoi sogni cinematografici: “Io vorrei provarla come attrice. Mina ha la faccia della luna. Gli occhi sono dolci e crudeli. La bocca chiama dal cielo le comete: basta un fischio. Poi è tanta. Il mio amico Sordi dice che è 'na fagottata de roba'. È un tipo che entra nelle mie storie. Avrebbe fatto bene anche La Gradisca”.

 

L'omaggio a Mina di Rai Easy Web

Come da consuetudine, ormai, celebriamo l'80° compleanno della cantante italiana forse più nota tra tutte le generazioni proponendovi un percorso tematico nell'archivio radiotelevisivo della Rai.

Partendo dalla nostra selezione di programmi da ascoltare, molti sono stati quelli radiofonici che hanno voluto omaggiare la tigre di Cremona. Alcuni di questi sono stati messi in programmazione dalla webradio Rai Radio Techetè, come la trasmissione Varietà, che ha riservato grande spazio a Mina dedicando sette puntate a raccontare il programma del 1959 Gran Galà con il quale ha preso il via la carriera della cantante dall'urlo atomico.

Anche la rubrica Le storie della radio ha raccontato la carriera di Mina, che all’inizio si chiamava Baby Gate: prima con la puntata del 27 febbraio 2018 Mina a Gran Varietà, nella quale sono stati riproposti alcuni spezzoni della famosa trasmissione in cui Mina ha duettato con nomi del calibro di Johnny Dorelli e Walter Chiari. Poi con la puntata del 6 giugno 2019 di Vi racconto la radio di Marco Di Bono e con la puntata dell’8 ottobre 2019 de L’ora delle donne, trasmissione condotta da Paola Guerci.

Il 22 novembre 2019 è uscito l’ultimo lavoro della cantante, realizzato insieme a Ivano Fossati. Per quest’occasione la puntata del 23 novembre di Sciarada, trasmissione di Radio1, è andata alla presentazione dell’album, che si è svolta presso il Conservatorio di Milano. Fossati ha rilasciato un’intervista a Radio Live per parlare dell'album durante la puntata del 10 dicembre 2019 di Era ora.

Anche Radio2 ha voluto omaggiare l'esplosiva Mina. Bellissima l’interpretazione dell’attrice Brenda Lodigiani, che durante la puntata del 7 febbraio 2018 di Radio2 Social Club ha cantato Le mille bolle blu. La trasmissione La versione delle due ha festeggiato, invece, il 79° compleanno della cantante cremonese nella puntata del 25 marzo 2019, mentre I Lunatici le hanno dedicato la puntata del 17 marzo 2020. Un vasto contributo lo ha fornito Pezzi da 90, che ha realizzato quattro puntate per raccogliere il meglio dei programmi Rai di cui Mina è stata protagonista.

Un omaggio alla cantante l’ha voluto regalare anche il programma di Radio3 L’idealista, che nella puntata del 4 dicembre 2019 ha analizzato Urlatori alla sbarra, il film del 1959 che vede Mina protagonista insieme ad Adriano Celentano, Joe Sentieri e Chet Baker.

Oltre ai programmi radiofonici scelti per le persone con disabilità visive, Rai Easy Web vuole coinvolgere anche l'utenza sorda nella celebrazione per gli 80 anni di Mina grazie a Una storia da cantare, il programma condotto da Enrico Ruggieri e Bianca Guaccero che ha raccontato la vita e la carriera della tigre di Cremona attraverso le sue canzoni, interpretate da grandi artisti come Francesco Renga, Gino Paoli, Marco Masini e Piero Pelù. La puntata è disponibile con sottotitoli su RaiPlay.

 

 

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