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Giornalisti, Open Day con i volti Rai per il nuovo bando della Scuola di Perugia

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Un professionista “ibrido”, che integri competenze editoriali, tecnologiche e comunicative, in grado di presidiare il nuovo ecosistema informativo digitale, in cui tre sono gli elementi strutturali: velocità, accessibilità, competizione. È l’identikit del giornalista, tracciato da Flavio Mucciante, presidente della Scuola di Giornalismo di Perugia. Occasione: l’Open Day, all’ UNIPG, l’ateneo del capoluogo umbro, per la pubblicazione del Bando di selezione del XVIII Biennio per 24 aspiranti giornalisti professionisti, che resterà aperto fino al 20 luglio. Lusinghieri i numeri di un’istituzione che dal 1992 forma professionisti dell’informazione: 98 per cento di promossi all’esame di Stato e 95 per cento di occupati. Presente, tra gli altri, il Magnifico Rettore Prof. Massimiliano Marianelli, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione strategica tra Ateneo e Scuola. Numerosi gli inviati e conduttori della Rai, tra i quali Marco Bariletti e Alessio Zucchini del Tg1, Francesca Romana Elisei del Tg2, Simona Rolandi, conduttrice della Domenica Sportiva, Giorgio Zanchini di Radio1 Rai, Chiara Longo Bifano, Segretaria Generale del Prix Italia, tutti concordi nell’individuare nella Scuola di giornalismo uno dei momenti più importanti della loro vita. Bariletti ed Elisei hanno puntato l’attenzione sul bisogno di essere testimoni dei fatti, di come sia compito dell’inviato fornire quanti più elementi possibile per costruire un racconto credibile. “Attenzione a non diventare surfisti della notizia- ha detto Elisei, parlando agli studenti. “L’autorevolezza - ha affermato Alessio Zucchini- è qualcosa che si costruisce ogni giorno con rigore ed equidistanza”, mentre Chiara Longo Bifano ha posto l’accento sulle nuove opportunità di lavorare nella comunicazione: “ il contenuto deve essere sempre al centro ma va declinato, grazie anche alla tecnologia, a seconda del target di riferimento e della piattaforma di distribuzione”.

Per la prima volta - ha precisato Mucciante- “giornali, radio, tv, piattaforme e creator si trovano a competere nello stesso spazio informativo globale”. L’inviato di guerra, il corrispondente, il conduttore di tg e gr restano tra le maggiori aspirazioni di chi si avvicina a questo mestiere.  Ma oggi - ha sottolineato il presidente della Scuola di giornalismo di Perugia- “social network, piattaforme video, podcast, sistemi di distribuzione digitale hanno ridefinito linguaggi e formati, allargando , a dismisura  il raggio d’azione e le possibilità di lavorare in modo professionale nella comunicazione”. Per la prima volta la BBC avrà dal 18 maggio un direttore generale, Matt Brittin, che non arriva direttamente dal giornalismo ma da Google, dove ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo delle attività sull’intelligenza artificiale generativa. “Non un fatto episodico- afferma Mucciante- ma il segno di una trasformazione strutturale del sistema dei media, dove si assiste ad una ibridazione  tra industria editoriale e industria tecnologica”. Un processo irreversibile - gli ha fatto eco Giorgio Zanchini- che “non sminuisce il ruolo del giornalista, ma lo arricchisce di strumenti, linguaggi e capacità operative all’interno di un sistema industriale più complesso”. Un giornalista  “non deve più soltanto saper scrivere - ha aggiunto Zanchini-ma integrare il suo racconto con audio, video, grafica,  dati.Deve fare i conti con formati  sempre più brevi e immediati e con la visibilità delle notizie sempre più influenzata da logiche algoritmiche, che rischiano di creare per gli utenti pericolose ‘bolle informative’”.