Rai Doc e Rai2

"Neve, Ghiaccio e Gloria" in prima visione

Un doc per raccontare lo sport, la tv e le Olimpiadi

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Il 5 febbraio, la sera antecedente la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, andrà in onda in seconda serata su Rai 2 in prima visione il documentario “Neve, Ghiaccio e Gloria” di Paolo Geremei, prodotto da Art FK Produzioni in collaborazione con Rai Documentari. 
Il documentario ripercorre settant’anni di storia italiana attraverso lo sport, soffermandosi sulle tappe olimpiche che hanno avuto luogo in Italia. Decenni di grandi cambiamenti sociali, culturali ed economici cui è andata incontro l’Italia, vedendo nello sport il collante tra generazioni e territori, unendo il popolo intero nella celebrazione dei suoi campioni sportivi e nelle tendenze che ne sono scaturite. Un racconto costellato di suggestive immagini d’archivio, che testimoniano tutto il percorso compiuto dallo sport italiano per arrivare a Milano Cortina 2026. 
È la voce narrante di Cristiana Capotondi ad accompagnare le immagini anno dopo anno, alternandosi alle voci originali dei filmati delle varie epoche, che celebrano le grandi imprese di campioni olimpici e paralimpici, di figure istituzionali e semplici cittadini appassionati di sport. Emerge così il legame profondo tra sport e televisione, sancito da Cortina 1956, la prima Olimpiade invernale trasmessa in diretta televisiva in Italia. Grazie alla Rai, lo sport entra per la prima volta nelle case degli italiani, contribuendo in modo decisivo a diffondere la pratica sportiva su tutto il territorio nazionale. Il documentario costruisce così un ponte tra passato, presente e futuro, anche attraverso i numerosi contributi di grandi atleti degli sport Invernali, dai campioni di Cortina ’56 ai miti degli anni ’90 come Deborah Compagnoni, i protagonisti di Torino 2006 come Giorgio Rocca, Armin Zöggeler e Giorgio Di Centa, le leggende come Carolina Kostner o gli straordinari atleti paralimpici come Gianmaria Dal Maistro e Daila Dameno. Il documentario incontra anche le testimonianze delle istituzioni come il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi o il Ceo della Fondazione Milano Cortina 2026 Andrea Varnier, che raccontano i luoghi-simbolo della prossima Olimpiade: il Villaggio Olimpico e l’Arena Santa Giulia a Milano, la nuova pista da bob di Cortina assieme alle piste leggendarie dello sci, lo stadio del salto e le piste del fondo in Val di Fiemme, la pista Stelvio a Bormio, l’Acinque Ice Arena di Varese e i tracciati per lo snowboard e il freestyle a Livigno. 
Una lettura profonda del rapporto tra sport e territorio, che si intreccia con la cultura nazionale, rielaborando la storia sportiva italiana come un patrimonio condiviso, un “archivio vivente” che si rinnova ogni volta che viene raccontato ai diversi pubblici cui si rivolge: sportivi, appassionati di storia e giovani generazioni.