Rai Radio 3

L'astro nascente Mao Fujita con l'Orchestra Rai 

Sul podio Emmanuel Tjeknavorian 

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Classe 1998, il giapponese Mao Fujita è considerato uno degli astri nascenti nel pianismo mondiale. A tre anni ha vinto il suo primo premio internazionale al World Classic in Taiwan, e dopo è stato premiato in numerosi concorsi nazionali e internazionali: ha vinto il primo premio al prestigioso Concours International de Piano Clara Haskil in Svizzera, il Prix Modern Times e il Prix Coup de Coeur. Dopo aver debuttato nel 2023 con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, torna sul palcoscenico dell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino nel concerto in onda giovedì 5 febbraio alle 20.30 in diretta su Rai Radio 3.
Fujita propone il Concerto n. 21 in do maggiore per pianoforte e orchestra K 467 di Wolfgang Amadeus Mozart, composto a Vienna nel 1785. Lasciato alle spalle il virtuosismo ostentato che gli aveva fatto guadagnare il favore del pubblico alla moda, il compositore affida qui al pianoforte, contrapposto o avvolto dall’orchestra, quel carattere di intima espressione che perseguirà nelle sinfonie qualche anno più tardi.
Sul podio è impegnato Emmanuel Tjeknavorian, viennese di origine armena, che ha debuttato con l’Orchestra Rai lo scorso novembre. Lanciato come violinista in una carriera folgorante che lo ha portato a collaborare con grandi orchestre, ha debuttato con l’Orchestra Rai nel 2018 proprio in veste di solista. 
In apertura di serata Tjeknavorian propone l’Ouverture dall’Oberon, l’ultima opera scritta da Carl Maria von Weber su soggetto tratto da due diverse fonti letterarie: A Midsummer Night’s Dream (Sogno di una notte di mezza estate) di William Shakespeare e Oberon di Christoph Martin Wieland.
In chiusura la Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 di Johannes Brahms, ultimata nel 1876 ma i cui primi abbozzi risalgono al 1855. La distanza che intercorre tra l’inizio del lavoro e la sua conclusione è da ricondurre alla continua insoddisfazione e all’incessante ricerca di perfezione da parte del compositore tedesco. Nel Finale è possibile riconoscere una reminiscenza del celebre tema dell’Inno alla gioia di Beethoven.