Rai4

Speciale "Wonderland" al Trieste Science+ Fiction Festival

 Rai Cultura media partner della manifestazione

(none)
“Film come “Blade Runner” hanno anticipato dilemmi che stiamo vivendo ora, come la coscienza delle macchine: forse, presto, la realtà stessa diventerà “fantastica”, e il cinema fantastico non sarà più cinema, ma un’esperienza immersiva in cui lo spettatore è protagonista.” Parola di Jan Kounen, regista e sceneggiatore del film "L'homme qui rétrécit", nuova trasposizione di "The Shrinking Man" di Richard Matheson. La pellicola di Kounen ha aperto la 25ª edizione del Trieste Science + Fiction Festival a cui "Wonderland" ha dedicato una puntata speciale che andrà in onda martedì 2 dicembre, alle 23.10, su Rai 4. La 25ª edizione del Trieste Science+Fiction Festival ha confermato il ruolo centrale della manifestazione come osservatorio privilegiato sul cinema fantastico contemporaneo: un’edizione densissima di proiezioni, incontri ed eventi collaterali, capace di restituire una fotografia aggiornata dei linguaggi della fantascienza, dell’horror e del fantastico, dal grande spettacolo all’avanguardia più radicale.
Rai Cultura, media partner del festival, ha attribuito il Premio Wonderland per il miglior film a "Redux Redux" dei fratelli Kevin e Matthew McManus, opera che conquista anche il Premio Asteroide. Una menzione speciale è andata inoltre ad "Arco" del francese Ugo Bienvenu, incoronato anche dal pubblico come film più amato della competizione, mentre il Méliès d’Argent per il miglior lungometraggio è stato assegnato,appunto, al franco-belga "L’homme qui rétrécit" di Jan Kounen, incentrato su un uomo che comincia inspiegabilmente a rimpicciolirsi fino a vivere la propria casa come un territorio ostile e sconosciuto.Tra i protagonisti di questa edizione anche Gabriele Mainetti, membro della giuria internazionale, che ai microfoni di "Wonderland" ha riflettuto sull’importanza di uno spazio dedicato al cinema di genere come laboratorio creativo e culturale.Il festival ha offerto anche uno sguardo alla fantascienza più muscolare con "Osiris", che segna il ritorno di Linda Hamilton in un ruolo combattivo all’interno di un "survival sci-fi"ambientato tra il deserto e lo spazio profondo. 
Dalla claustrofobia cosmica al fanta-thriller della memoria, "Orion" segna il ritorno di Jaco Bouwer dopo il premio ricevuto con Gaia nel 2021, che ne racconta la genesi al magazine, mentre "CognAItive" porta sullo schermo le inquietudini contemporanee legate all’intelligenza artificiale, tra manipolazione dei ricordi e identità instabili.Attraverso opere come "Affection", "The Rows" e "Kombucha", il concorso ha attraversato territori che vanno dal thriller psicologico alla satira distopica, esplorando il corpo, il lavoro, la famiglia e la percezione stessa come luoghi di conflitto. Il regista di "The Rows" Seth Daly racconta al programma il suo ingresso nell’horror d’atmosfera. L’invasione domestica è al centro dello spagnolo "Disforia" e il regista esordiente Christopher Cartagena parla delle ferite lasciate dalla violenza digitale e sociale; mentre il folklore europeo si riaffaccia in forma perturbante in "Dog of God", parabola animata su inquisizione, superstizione e potere. Dall’estremo Oriente arriva l’immaginazione sconfinata di "Junk World", che rivela ancora una volta l’incredibile vitalità dell’animazione indipendente giapponese, accanto alla dissacrante energia queer di "Lesbian Space Princess", delle registe australiane Emma Hough Hobbs e Leela Varghese.Un tocco di grottesco e di dissacrante ironia nell’horror/comedy "The Restoration at Grayson Manor", variazione in chiave gothic/queer sul tema reso noto dal classico della letteratura francese "The Hands of Orlac" (1920). "Wonderland" ne ha parlato con il regista e sceneggiatore irlandese Glenn McQuaid.
A tirare le fila dell’edizione infine, è stato il direttore del festival Alan Jones, che racconta l’anima internazionale, audace e sempre in evoluzione di una manifestazione che da venticinque anni anticipa linguaggi e visioni del cinema fantastico.