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La guerra segreta 

Mafia connection

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Mentre la Gran Bretagna resisteva ai nazisti in Europa, gli Stati Uniti cercavano disperatamente di mantenere aperte le linee di rifornimento al proprio alleato attraverso l'Atlantico. Per fare ciò, aveva bisogno dell'aiuto dell'uomo che, più di ogni altro, conosceva l'operatività delle banchine di New York City: il mafioso Charles "Lucky" Luciano. Parte da qui la storia di “Mafia connection”, in onda martedì 24 gennaio alle 22.10 su Rai Storia per la serie “La guerra segreta”.
Dopo Pearl Harbor, l'America capì che c’erano delle falle nel sistema degli informatori, in particolar modo sulle flotte di pescherecci statunitensi nell'Atlantico: a bordo c’erano prevalentemente italo-americani reticenti nel dare informazioni alle autorità americane. I servizi pensarono così di stringere un accordo con Lucky Luciano, uno dei più famosi boss della mafia degli anni '30, all’epoca in prigione con l'accusa di gestire un giro di prostituzione, per fare in modo che gli italo-americani a bordo dei pescherecci nell’Atlantico condividessero informazioni sui movimenti degli U-boat tedeschi. Il rapporto con il boss Lucky Luciano permise, inoltre, ai servizi di entrare in contatto con la mafia siciliana, che era stata schiacciata da Mussolini. Quando gli alleati sbarcarono in Sicilia nel 1943, la mafia aveva intrapreso innumerevoli atti di sabotaggio, spazzando via molte delle unità tedesche rimaste per difendere l'isola.