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Storie della Tv: Sanremo, Italia

Il rito tv degli italiani. E Amadeus racconta come sceglie le canzoni

“Io credo che a Sanremo debba andare l’attualità discografica e per fare questo devi partire non dal nome, ma dalla canzone. Quando io scelgo i brani, penso se quella canzone può avere un successo radiofonico. Tant’è che le mie scelte avvengono in automobile. Se uno pensa che io mi chiuda in una sala di incisione con le casse, no. Io salgo in macchina e scelgo le canzoni mentre guido e a volte mi faccio anche dei viaggi apposta per ascoltare le canzoni”. Così Amadeus racconta i suoi Festival e le sue scelte in “Sanremo, Italia”, ultima puntata di “Storie della Tv”, la serie di Rai Cultura realizzata con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso, in onda martedì 22 novembre alle 21.10 in prima visione su Rai Storia. Oltre ai Festival di Amadeus, la puntata racconta la storia di un vero e proprio rito collettivo per gli italiani. Nonostante gli oltre settant’anni, il Festival sta benissimo, eppure, quello che oggi è l’evento televisivo per antonomasia, ha attraversato stagioni in cui il successo non arrivava. “Sanremo, Italia” è un racconto di come nasce e cresce la macchina del Festival, come è cambiato nel corso dei decenni, come si scelgono i conduttori, e che impatto ha avuto nel tempo sul pubblico televisivo e l’opinione pubblica in genere. Oltre alla testimonianza di Amadeus, la puntata ospita gli interventi di Claudio Cecchetto, dello storico capostruttura di Rai 1 Mario Maffucci, di Gino Castaldo e dei musicologi Serena Facci e Paolo Soddu.