Rai.it
Rai Movie

Per il ciclo Cuori Altrove: "Judy" con Renée Zellweger

(none)
Mercoledì 23 novembre in prima serata il ciclo Cuori Altrove continua con "Judy", pellicola britannica di Rupert Goold  con Renée Zellweger, Jessie Buckley, Finn Wittrock, Rufus Sewell e  Michael Gambon.
Icona del cinema hollywoodiano degli anni Quaranta, Judy Garland ha avuto una vita tanto ricca di successi, ma anche di profondi drammi personali. Dietro la sua fortunata carriera cinematografica si nascondeva infatti una donna fragile, segnata dai numerosi matrimoni falliti e dalla dipendenza da farmaci. Il regista Rupert Goold, attivo principalmente in campo teatrale, in questo il film del 2019 si è impegnato a far riscoprire la Garland, proponendola senza filtri in tutta la sua complessità emotiva, raccontando risvolti meno noti della sua vita. Il film è una struggente biografia della donna oltre la diva, basato sul dramma teatrale di Peter Quilter "End of the Rainbow", un chiaro riferimento al brano intitolato appunto "Somewhere Over the Rainbow", che rese celebre la Garland nel film "Il mago di Oz". Judy ha ottenuto ampi consensi di critica e pubblico e importanti riconoscimenti, in particolare l’Oscar come miglior attrice a Renée Zellweger, interprete malinconica della Garland.
Nel ciclo "Cuori altrove" Rai Movie propone le opere di alcuni fra i più sensibili autori contemporanei che esplorano le traiettorie non lineari che possono dominare una relazione. La perdita in via di elaborazione che si trasforma in satira sul patriarcato nel film francese "La brava moglie" di Martin Provost con Juliette Binoche; la passione mostruosa che risolve due solitudini raccontata da "La forma dell’acqua di Guillermo del Toro"; la co-dipendenza che prelude alla tragedia criminale in "Monster" di Patty Jenkins con Charlize Theron. Un racconto per immagini delle varie declinazioni del sentimento amoroso che comprendono anche l’inseguimento dell’altro come antidoto all’apocalisse, come in "The Tomorrow Man" di Noble Jones, o il sentimento madre-figlia come confronto e conflitto rappresentato meravigliosamente da Juliette Binoche e Catherine Deneuve in "Le verità" del maestro giapponese Hirokazu Kore'eda. Cineasti affermati e leve più nuove disegnano, ciascuno con il proprio stile, ciò che muove l’animo umano, giocando con le convenzioni dei generi narrativi per ritrarre un rapporto nella sua infinita, unica complessità.