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Passato e Presente

Suppliche e petizioni, il popolo scrive al potere

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Da sempre le persone comuni scrivono appelli, suppliche, petizioni alle autorità, cercando, nel rapporto diretto con i governanti, di ottenere favori o rivendicare quel che ritengono spettargli di diritto. Da qualche decennio, la storiografia ha mostrato un crescente interesse per questo tipo di fonti, e ha utilizzato questi materiali come chiavi di lettura per studiare fenomeni o periodi storici. A “Passato e Presente”, in onda giovedì 24 novembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli e la professoressa Enrica Asquer analizzano in particolare tre momenti: un primo approfondimento riguarda le lettere che gli ebrei italiani scrivono a Mussolini – oltre che alla Direzione generale per la Demografia e la Razza – dopo la promulgazione delle leggi razziali del 1938 da parte del governo fascista. Chi scrive, quasi mai discute o contesta la nuova legislazione, ma chiede la deroga per la propria situazione, adducendo le più svariate motivazioni. Un secondo capitolo è dedicato alle lettere che molti ex partigiani, soprattutto comunisti - arrestati per atti di violenza compiuti nel contesto della guerra civile, prima e dopo la Liberazione - scrivono a Palmiro Togliatti e ai dirigenti del Partito comunista per rivendicare il loro comportamento di combattenti per la libertà. E infine, le lettere che gli italiani scrivono, dopo il 1946, al Presidente della Repubblica, considerato un po’ come il padre di tutti gli italiani. Nelle loro lettere si legge l’evoluzione della società italiana, dalla miseria del periodo della Ricostruzione al benessere degli anni del miracolo economico.