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A "Sorgente di vita" il più grande museo di storia e cultura ebraica

In sommario anche l'antica sinagoga di Alessandria

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Situato all’interno del campus universitario della Tel Aviv University, Anu è il museo di storia e di cultura del popolo ebraico più grande al mondo. Se ne parla in apertura di “Sorgente di vita", il programma di vita e cultura ebraica prodotto da Rai Cultura e curato dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, in onda domenica 20 novembre alle 07.00 e, in replica, martedì 22 e mercoledì 23 novembre alle 1.15 su Rai 3. Inaugurato lo scorso anno dopo dieci anni di progettazione e lavori, è strutturato su tre piani per settemila metri quadrati. Espone oltre millecinquecento pezzi, tra manufatti, opere d’arte, documenti, installazioni, percorsi multimediali, foto e audiovisivi. Dal patriarca Abramo alla contemporaneità, un lungo viaggio alla scoperta di una cultura antichissima, sospesa tra Israele e diaspora.
Obiettivo, inoltre, su un’antica sinagoga nel centro della città di Alessandria, nel Piemonte orientale. Cuore della vita di un piccolo nucleo ebraico, oggi parte della comunità di Torino, è stata inaugurata dopo un lungo restauro il 6 novembre, anniversario dell’alluvione che nel 1994 devastò la città e danneggiò pesantemente la sinagoga. Un evento che ha coinvolto la cittadinanza e le istituzioni, e che ha visto anche l’apertura di un piccolo museo sulla storia ebraica locale, attiguo al luogo di culto.
E ancora, il racconto della diaspora della comunità ebraica tunisina, tra Francia e Tunisia, nel film "Du Tgm au Tgv. Una storia tunisina". Diretto da Ruggero Gabbai e presentato al Cinema Arlecchino di Milano, attraverso il confronto tra genitori e figli, nonni e nipoti, il lungometraggio rievoca la storia della presenza ebraica in Tunisia, durata 2000 anni, e interrottasi a metà del ‘900, con il crescente antisemitismo dovuto all’ostilità verso la nascita dello Stato d’Israele, che segnò l’esodo degli ebrei da tutti i Paesi arabi.
Si chiude con il romanzo “Una casa in fiamme” di Laura Forti, scrittrice e autrice teatrale fiorentina, che racconta la storia di una famiglia ebraica italiana fotografata in un momento difficile, in cui tutto può crollare oppure evolvere. Al centro del libro anche il tema ebraico del "Tikkun Olam", la "riparazione del mondo", il concetto filosofico secondo il quale ognuno ha, o dovrebbe avere, un ruolo nel miglioramento della società.