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Rai Teche e RaiPlay

 "La veritaaaà: un omaggio di Rai Teche a Cesare Zavattini

Il film disponibile su RaiPlay in ricordo dello sceneggiatore e scrittore italiano

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Nasceva 120 anni fa, il 20 settembre 1902, Cesare Zavattini: sceneggiatore, scrittore e giornalista italiano, figura fra le più importanti del cinema nostrano. E quarant’anni fa, nel 1982 (dunque a ottant’anni) si cimentava per la prima volta in una regia, dirigendo per il piccolo schermo il film “La veritaaaà” dopo una lunghissima gestazione e moltissime modifiche apportate. Rai Teche omaggia questa doppia ricorrenza rendendo nuovamente disponibile su RaiPlay la pellicola scritta, diretta e interpretata da Zavattini, che sarà on-line al link www.raiplay.it/programmi/laveritaaaa a partire da venerdì 16 settembre.
Presentato al Festival di Venezia e in seguito in onda sulla Rete 2, “La veritaaaà” nasceva già nel 1970 e avrebbe dovuto avere come protagonista uno speaker televisivo che, stufo di dover raccontare una verità edulcorata di fronte alle telecamere, ruba un camion attrezzato per girare la città e gridare al mondo la verità vera. Il protagonista diventò solo in seguito la sua versione definitiva, vale a dire Antonio, malato mentale che fugge dal manicomio e si impadronisce della TV inaugurando “il canale degli italiani”, con lo stesso intento di svelamento della realtà. Zavattini ha girato la sua opera prima da regista con costi bassissimi: ha impiegato cinque settimane di riprese nel mini-teatro del Politecnico di Roma, con a disposizione 8500 metri di pellicola a 16 millimetri, una scenografia essenziale e le gigantografie del pubblico dell’Olimpico come comparse; il cast era composto dai giovani del gruppo Alessandro Fersen e il maestro indossava, durante tutto il film, un camicione bianco. A fronte di costi di realizzazione così contenuti, il film ha comportato per Zavattini un profondo, dispendioso processo creativo. A proposito del film dichiarava infatti: “è avvenuto in me qualcosa di sconvolgente. Mi sono sentito davanti il presente come un processo e poiché il dissenso in questi ultimi anni ha investito qualunque mezzo di espressione… L’ho gridato nel mio film mentre stava venendo avanti la parola fine”.