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"Il cappello sulle ventitré" torna su RaiPlay

Sono le 25 puntate andate in onda in seconda serata da gennaio a luglio 1983

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Da venerdì 23 settembre sarà disponibile su RaiPlay la prima stagione integrale del varietà “Il cappello sulle ventitré” (www.raiplay.it/programmi/ilcappellosulleventitre), in onda in 25 puntate in seconda serata da gennaio a luglio 1983. Per lo spettacolo della notte di Alberto Argentini, con la regia di Fernanda Turvani e Mauro Macario, lo studio Fiera 3 della Rai di Milano si trasforma in un locale dall’atmosfera suggestiva dei night parigini, sotto la guida del maestro della scenografia televisiva Ludovico Muratori. Tra un bancone, un pianoforte, specchi e tavolini al Cappello si esibiscono musicisti e ballerini nazionali e internazionali, attori e comici, acrobati, prestigiatori e soubrette arrivati anche dai teatri di cabaret della capitale francese. Fra gli ospiti Lisette Malidor da Les Folies Bergère, gli illusionisti del Crazy Horse e del Paradis Latin, accanto a grandi personalità italiane quali Fiorella Mannoia, il Mago Silvan, Tino Scotti, Pietro De Vico e Roberto Brivio. Dal pop al jazz, dal tango alla musica classica e al reggae, in ogni puntata escono dal Cappello come per magia generi sempre nuovi, strip-tease compreso. Presenze fisse sono i camerieri-mimi con i loro esilaranti sketch e le ballerine del corpo di ballo che colorano ogni serata con le coreografie di Flavio Bennati e Bruno Telloli in stili e abiti sempre diversi, dalle lunghe gonne da cancan alle piume da burlesque, sotto la sapiente guida del costumista Salvatore Russo. Sono artisti dello spettacolo anche i conduttori che a turno prendono in carico la gestione del locale: Ombretta Colli con Gino Paoli (in smoking nero per la prima volta sullo schermo), Sergio Endrigo con Viola Valentino, Sylva Koscina con Tony De Vita, Norma Jordan con Bruno Lauzi, Bobby Solo con Anna Maria Rizzoli e Lino Patruno con la sua band. Il cambio dei padroni di casa è un’ulteriore e continua ondata di novità che rende la trasmissione come una scatola cinese di spettacoli nello spettacolo, di varietà nel varietà immerso nell’ambiente insieme romantico e spumeggiante della “Ville Lumière”.