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Il lato oscuro della Blue Economy a Radio3 Mondo 

Ospite di Costanza Spocci, Jones Spartegus

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Quando si parla di Oceani e di Blue Economy, immediatamente si pensa a un lato dell’economia che si occupa di salvaguardare la "purezza del mare" e di attuare un tipo di pesca sostenibile.Eppure poco spesso si racconta che solo un centinaio di compagnie transnazionali controlla più della metà dell'economia oceanica globale, mentre milioni di persone dipendono dagli oceani per il loro sostentamento. Questa "maggioranza oceanica" di portuali, pescatori, marinai e guide turistiche risiede principalmente in Africa, Asia e America Latina. Secondo le Nazioni Unite, circa 3 miliardi di persone nel mondo dipendono dall'oceano per il loro sostentamento, direttamente o indirettamente. Il dominio delle grandi imprese sugli oceani ha portato alla pesca industriale eccessiva, allo sfruttamento del lavoro, e a una litania ben documentata di disastri ambientali. A pagarne il prezzo più caro sono i piccoli pescatori e gli abitanti delle nazioni costiere, quelli coinvolti in prima linea nell' emergenza oceani". Molti di loro però si sono organizzati per denunciare come con il "blue-washing" venga ignorata la loro voce a favore degli interessi delle imprese. A Radio3 Mondo, mercoledì 3 agosto alle 11 su Rai Radio 3, Costanza Spocci ne parla con Jones Spartegus, pescatore di piccola scala del Chennai e membro del National Fishworkers' Forum (NFF).