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A "Linea Verde" la Valle d'Aosta

Viaggio lungo la Dora Baltea per Beppe Convertini e Peppone

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Una Valle d’Aosta poco vista, raramente presente tra i circuiti turistici più frequentati: questa la scelta di Linea Verde per la puntata di domenica 15 maggio alle 12.20 su Rai 1. Si parte da sud, dal confine meridionale con il Piemonte, per risalire lungo il corso della Dora Baltea fino a Fenis, con una deviazione verso ovest che farà conoscere una delle aree naturalistiche italiane a più alta concentrazione di biodiversità, il Parco Naturale del Monte Avic ai piedi dell’omonima vetta di oltre tremila metri. 
A Beppe Convertini il compito di raccontare il “risveglio” sia in quota, ovvero i preparativi per accogliere le mandrie di brune alpine dal cui latte si produrrà la Fontina di montagna, che a valle, dove una famiglia di allevatori libererà in diretta i suoi capi dalle stalle dopo il lungo ricovero invernale. Peppone dedicherà il suo viaggio alla viticoltura eroica che in questa area della bassa Val d’Aosta raggiunge probabilmente i massimi livelli di sfida tra terrazzamenti acrobatici e dislivelli impossibili, autentiche prove d’amore per la propria terra e per il vitigno principe di questa area, il Picotendro, clone del Nebbiolo. E poi la sorpresa: avreste mai pensato che potesse esistere una Valle D’Aosta orticola? Un professore di agraria, inizialmente considerato un visionario, ha convinto alcuni studenti a seguirlo nell’avventura della creazione di un consorzio ortofrutticolo che sta approdando alla grande distribuzione con una vasta gamma di prodotti, dalle patate, all’aglio, alle insalate, e alte fragole coltivate a terra in modo naturale e con una stagionalità che non conosce soste. Non mancano le unicità territoriali come la già citata Fontina e il Lardo di Arnad, protagonista della proposta gastronomica di un giovane chef che rivisita l’antica ricetta tipica del “pane, lardo e zucchero” in una fantasia di gelato davvero unica. Per concludere la visita ai Castelli di Fenis e Aymavilles per non trascurare questa profonda caratteristica identitaria del territorio, e un picnic finale nel villaggio Walser di La Ville in un caratteristico stadel - sorta di palafitta eretta su fondamenta di pietre disposte a piramide - a testimoniare il passaggio e l’insediamento di questa popolazione germanica agli inizi del 1400.