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Storie della tv

La tv dei ragazzi

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L’offerta per bambini e ragazzi è sempre stata prioritaria per il Servizio Pubblico ed è cresciuta e cambiata nel corso del tempo. Un genere ripercorso, con la consulenza di Aldo Grasso, da “Storie della tv”, in onda mercoledì 12 gennaio alle 22.10 su Rai Storia. Il pomeriggio della Rai Tv dagli anni ‘50 agli anni ‘90 è stato fortemente improntato ai programmi per i più piccoli, come già accadeva in radio. A metà degli anni ‘50 viene creata una piccola compagnia di attori alla Rai di Milano - tra i quali Cino Tortorella - che diventa un idolo dei bambini come “Mago Zurlì”. Tortorella dal 1959 presenta un festival canoro, lo Zecchino d’oro, sorta di Sanremo per i più piccoli, e la sua figura sarà presente per decenni, in una Tv dei ragazzi fiabesca e carica di buoni sentimenti. Come regista e autore Cino Tortorella inventerà nel 1961 “Chissà chi lo sa”, quiz tra scolaresche, che si protrae fino al 1972. La Tv di allora, inoltre, allestisce decine di sceneggiati pensati per i bambini. Tra i titoli spicca “Giovanna la nonna del corsaro nero”, del 1961, o “Giocagiò”, un mito degli anni ‘60, acquistato dalla Bbc. Gli anni 70 vedono nuovi programmi dove i ragazzi sono protagonisti come “Spazio”, “Trentaminuti giovani”. A seguire, negli anni 80, vengono realizzati spazi come “3,2,1…contatto” con Paolo Bonolis e “Tandem” con Fabrizio Frizzi. E mentre la tv commerciale rivoluziona il mercato per i ragazzi con l’importazione dei cartoni animati giapponesi, la Rai risponde con la creatività dei contenitori pomeridiani, come “Pista” “Big” “L’albero Azzurro” e la “Melevisione” e “Solletico”.