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Le parole della politica a "La Lingua Batte"

Il futuro del dibattito pubblico

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Dopo la prima delle tre puntate speciali dedicate al linguaggio della politica a partire dalla comunicazione del capo dello Stato, “La Lingua Batte”, il programma che esplora la lingua italiana con lo scrittore Paolo Di Paolo in conduzione, propone - domenica 16 gennaio alle 10.45 su Radio3 - un nuovo appuntamento dal titolo “Il futuro del dibattito pubblico”. Nella puntata Sara Bentivegna, ordinaria di Comunicazione politica alla Sapienza di Roma, interviene sul libro firmato con Giovanni Boccia Artieri “Voci della Democrazia. Il futuro del dibattito pubblico”. Prosegue il viaggio di Michele A. Cortelazzo intervistato da Cristina Faloci sullo stile della lingua dei diversi presidenti della Repubblica italiana. Marco Ascione, responsabile della redazione politica del Corriere della Sera, autore del libro “Strana vita, la mia”, scritto l'anno scorso con Romano Prodi, racconta “Il Colle d'Italia”, volume a cura del vicedirettore Venanzio Postiglione con le firme del Corriere della Sera.  Vincenzo D'Angelo risponde al dubbio di alcuni ascoltatori sulla parola “patriota”. Il critico Massimo Onofri, che insegna Letteratura Italiana contemporanea all'Università di Sassari, interviene con un breve profilo su Vincenzo Consolo "politico" in vista della Giornata Consolo che Radio3 dedicherà il 21 gennaio allo scrittore siciliano.
Si chiude domenica 23 gennaio con la puntata dal titolo “Il lessico delle istituzioni”. Ospiti Alfonso Celotto, costituzionalista dell'Università di Roma Tre, autore del saggio “L'enigma della successione. Ascesa e declino del Capo da Diocleziano a Enrico De Nicola”; Giovanna Tosatti che insegna Storia dell'amministrazione pubblica e Storia delle istituzioni europee presso l'Università della Tuscia ed è curatrice insieme a Guido Melis del volume “Le parole del potere. Il lessico delle istituzioni in Italia”. Sullo stile comunicativo delle donne politiche Cristina Faloci intervista la linguista Cristiana De Santis dell'Università di Bologna mentre Vincenzo D'Angelo risponde al dubbio dell'ascoltatrice Rosita sulla locuzione "po' po' ".