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Italiani

Benedetto Croce

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Benedetto Croce, una vita strettamente legata alle vicende politiche e culturali dell’Italia dall’immediato periodo postunitario alla Repubblica, delle quali è stato protagonista e commentatore. La sua filosofia e le sue azioni politiche, inoltre, hanno influenzato generazioni di italiani creando a volte - nel dibattito culturale - due fronti contrapposti: crociani e anti-crociani. Un personaggio al centro di “Italiani”, in onda mercoledì 12 gennaio alle 21.10 su Rai Storia.
Sono ancora famose le sue interminabili passeggiate per le strade di Napoli, da solo o in compagnia di amici o di allievi, e le sue “incursioni” nelle botteghe di librai e antiquari. Agli inizi del Novecento e fino all’avvento del fascismo – periodo in cui Croce è senatore e poi ministro della Pubblica Istruzione – la sua abitazione diventa il più importante salotto culturale d’Italia, frequentato dai maggiori studiosi italiani e stranieri. Nel periodo fascista anche Croce – che promulga il suo “Manifesto degli intellettuali antifascisti” - subisce perquisizioni e il suo salotto perde vitalità.  Viene escluso da tutte le cariche pubbliche e le sue opere proibite nelle biblioteche e nelle librerie.  
Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre si dedica a un progetto di ricostituzione del Partito Liberale di cui sarà Presidente fino al 1947, mentre al referendum istituzionale del 1946 vota a favore della monarchia, ma con la vittoria della Repubblica, assicura il pieno appoggio personale e del Partito, con grande onestà, alla costruzione del nuovo governo.  
E’ eletto all’Assemblea Costituente e rifiuta la carica di Primo Presidente della Repubblica. 
Nel 1946 fonda anche l’Istituto Italiano degli Studi   Storici come strumento di diffusione della cultura in Italia e nel mondo. Come lui stesso afferma, “L’Istituto inizia a Napoli, ma raggiunge il mondo”. Morirà il 20 novembre 1952 a Napoli.