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Iraq, distruzione di una nazione

Quarant'anni che hanno cambiato il mondo

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Dai primi giorni della guerra Iran-Iraq nel 1980 alla sconfitta di Daesh nel 2017: una serie di documentari che raccontano la storia di quarant'anni di conflitti che hanno portato l'Iraq al caos. È “Iraq, distruzione di una nazione”, in onda da venerdì 14 gennaio alle 22.10 su Rai Storia, introdotta e contestualizzata dalla professoressa Marcella Emiliani. Una storia irachena tanto quanto americana e francese dove si mescolano interessi diplomatici, economici e militari, raccontata da chi l'ha vissuta, a Washington, a Parigi o a Baghdad. Un'immersione di oltre 40 anni che ha cambiato il mondo. Nei primi giorni del 1980, Saddam Hussein, allora considerato un modernista dalle nazioni occidentali, si impegna in una guerra totale contro il suo vicino Iran. L'Europa e gli Stati Uniti vedono il Rais come uno scudo contro l'oscurantismo islamista dei Mullah. 
Dieci anni dopo, convinto che le grandi potenze glielo lasceranno fare, Saddam Hussein invade il Kuwait. Americani, britannici e francesi accettano di punire l'Iraq, senza realmente cercare una soluzione diplomatica. La guerra del Golfo, iniziata nel gennaio 1991, è tanto rapida quanto devastante: gli iracheni, sotto un diluvio di fuoco, vedono le loro infrastrutture rase al suolo. Muoiono 100.000 soldati e almeno 60.000 civili. Segue un embargo di dodici anni, che farà pagare al popolo iracheno la megalomania del suo presidente.