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Correggio, dall'ombra alla luce

Alla riscoperta di un grande dell'arte

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Antonio Allegri, detto il Correggio, non ha subito ottenuto il riconoscimento dei contemporanei, schiacciato da predecessori come Raffaello, Michelangelo, Leonardo. Poi, nei secoli, la sua pittura è stata riscoperta poco alla volta, diventando un pittore amato in tutto il mondo. “Ogni museo del mondo ha un Correggio” dice Sylvain Bellenger, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Al grande pittore è dedicato il doc prodotto da Rai Cultura “Correggio, dall'ombra alla luce”, di Emanuela Avallone e Linda Tugnoli, in onda lunedì 17 gennaio alle 19.20 su Rai5. 
Nonostante tutto, Correggio è stato amato e copiato dai contemporanei, come racconta Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese di Roma. “Capace di colpi di genio straordinari”, aggiunge la scrittrice Melania Mazzucco, di fronte alla celebre Danae alla Galleria Borghese e descrive il ciclo Amori di Giove, dove la donna, per la prima volta, ha un ruolo attivo da protagonista.
Le opere di Correggio spesso sono state nascoste e dimenticate, come il gioiello della Camera della Badessa, nel Convento benedettino di San Paolo a Parma, descritto, tra gli altri, da Elisabetta Fadda, professoressa di storia dell’arte rinascimentale all’Università degli Studi di Parma. Dopo due secoli di clausura, la camera fu riscoperta nel ‘700 da Mengs, che ne rimase affascinato. Un'altra opera dimenticata è stata scoperta per caso a Fano, da Dario Fo che  riconobbe la mano di Correggio in un piccolo ritratto di famiglia.
Correggio inoltre fu autore di piccoli dipinti, ma anche immensi affreschi. In una Parma distante dai grandi centri culturali del XVI secolo, Correggio smonta le strutture della prospettiva modellando un immaginario prebarocco, come nella cupola di San Giovanni Evangelista. Ancora oggi, grazie al restauro guidato da Marcello Castrichini, si scoprono figure mai viste, scelte pittoriche eccezionali, ed una capacità di catturare la luce, che finalmente, con le moderne analisi scientifiche, trova la sua spiegazione. Per poi arrivare alla magnifica cupola del Duomo di Parma, della quale parla lo scrittore Michele Frazzi, mentre al Complesso Monumentale della Pilotta di Parma il direttore Simone Verde guida alla riscoperta ottocentesca del Correggio che, grazie alle incisioni di Paolo Toschi allora direttore dell’Accademia delle Belle Arti, diventerà l’eroe della pittura nazionale parmigiana, e che oggi la Pilotta celebra con un allestimento permanente.